Chimica

Additivi alimentari

il 10 Gennaio 2026

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additivi alimentari

Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte intenzionalmente agli alimenti per svolgere specifiche funzioni tecnologiche, con lโ€™obiettivo di migliorarne lโ€™accettabilitร  da parte del consumatore, prolungarne la durata di conservazione e ottimizzarne le caratteristiche qualitative. Il loro impiego consente infatti di preservare nel tempo proprietร  fondamentali come gusto, colore, aroma e consistenza, contribuendo alla stabilitร  e alla sicurezza del prodotto alimentare.

Dal punto di vista normativo, gli additivi alimentari sono definiti come sostanze normalmente non consumate come alimento in sรฉ e non utilizzate come ingredienti tipici, indipendentemente dal fatto che possiedano o meno un valore nutritivo. La loro aggiunta intenzionale agli alimenti avviene durante le diverse fasi della filiera โ€” fabbricazione, trasformazione, preparazione, trattamento, confezionamento, imballaggio, trasporto o conservazione โ€” per uno scopo tecnologico, che puรฒ includere anche aspetti organolettici.

Lโ€™aggiunta di un additivo ha come risultato, o puรฒ ragionevolmente prevedersi che abbia come risultato, che la sostanza stessa o i suoi sottoprodotti diventino un componente dellโ€™alimento oppure ne influenzino in altro modo le caratteristiche. Proprio per questo motivo, lโ€™uso degli additivi alimentari รจ sottoposto a normative rigorose, che stabiliscono le quantitร  massime consentite, le matrici alimentari in cui possono essere impiegati e le condizioni dโ€™uso, sulla base di valutazioni scientifiche approfondite.

In questo contesto, gli additivi alimentari rappresentano uno strumento fondamentale della chimica degli alimenti, al crocevia tra sicurezza, tecnologia e qualitร  nutrizionale.

Conservanti

I conservanti sono sostanze aggiunte agli alimenti con lo scopo di prolungarne la conservabilitร , migliorarne la sicurezza microbiologica e ridurre le alterazioni indesiderate della qualitร , dovute a reazioni microbiche (batteri e funghi), enzimatiche o fisico-chimiche. Il loro impiego รจ essenziale per limitare il deterioramento degli alimenti lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione.

In generale, i conservanti possono essere naturali o sintetici e vengono ulteriormente classificati in base al meccanismo dโ€™azione. Dal punto di vista funzionale, si distinguono tre grandi categorie: agenti antimicrobici, antiossidanti e agenti anti-imbrunimento. La scelta del conservante piรน appropriato dipende da numerosi fattori, tra cui la tipologia di alimento, il pH della matrice, la microflora presente, le condizioni di lavorazione e conservazione, nonchรฉ la solubilitร  e la stabilitร  della sostanza.

Agenti antimicrobici

Gli agenti antimicrobici sono utilizzati per inibire o rallentare la crescita dei microrganismi responsabili del deterioramento o potenzialmente pericolosi per la salute umana. Possono essere applicati in diverse fasi della filiera alimentare e la loro efficacia dipende dallo spettro antimicrobico, dalle proprietร  fisico-chimiche dellโ€™alimento e dalle condizioni di conservazione.

Essi possono essere naturali o sintetici. Gli antimicrobici naturali, spesso preferiti dai consumatori per una maggiore sicurezza percepita, derivano da piante, animali o microrganismi e includono composti fenolici, oli essenziali, lisozima (presente nellโ€™albume dโ€™uovo e nel latte) e batteriocine, come la nisina. Gli antimicrobici sintetici comprendono principalmente acidi organici e inorganici e i loro sali.

Acidi organici e inorganici

Gli acidi organici โ€” come acido acetico, benzoico, propionico, sorbico e lattico โ€” sono ampiamente utilizzati negli alimenti a basso pH. Si tratta di acidi deboli, ottenibili sia per sintesi chimica sia da fonti naturali, che esercitano la loro azione antimicrobica riducendo il pH del prodotto e interferendo con i processi metabolici microbici.

Il loro meccanismo dโ€™azione si basa principalmente sulla capacitร  della forma indissociata dellโ€™acido di attraversare la membrana cellulare. Allโ€™interno della cellula, dove il pH รจ piรน elevato, lโ€™acido si dissocia, causando una acidificazione del citoplasma, alterazioni della funzione enzimatica, danni alle proteine strutturali e al DNA e un aumento del consumo energetico per lโ€™espulsione dei protoni. Il conseguente esaurimento dellโ€™ATP porta infine alla morte del microrganismo. Lโ€™efficacia dipende da parametri chimici come pKa e costante di dissociazione.

Acido benzoico e benzoati

 

acido benzoico
acido benzoico

Lโ€™acido benzoico รจ generalmente riconosciuto come sicuro (GRAS) ed รจ particolarmente efficace contro lieviti e muffe, soprattutto nella forma non dissociata (pKa 4,19). Agisce acidificando il citoplasma microbico e inibendo enzimi chiave del metabolismo energetico.

I benzoati di sodio, potassio e calcio sono ampiamente utilizzati in alimenti ad alta aciditร , come bevande analcoliche, succhi di frutta, condimenti, prodotti da forno e conserve. I livelli massimi consentiti variano in funzione del prodotto e sono regolamentati da normative specifiche.

Fosfati

Lโ€™acido fosforico e i suoi sali sono impiegati non solo come conservanti, ma anche come regolatori di aciditร , emulsionanti, stabilizzanti e umettanti. I fosfati risultano particolarmente efficaci contro i batteri Gram-positivi.

Nellโ€™industria della carne, i fosfati alcalini migliorano la capacitร  di ritenzione idrica, aumentando il pH e favorendo la repulsione elettrostatica tra le proteine muscolari. Ciรฒ contribuisce a migliorare succositร , consistenza e resa del prodotto. Sono inoltre utilizzati come antiagglomeranti e in bevande come le cole.

Solfiti

I solfiti (anidride solforosa, bisolfiti e metabisolfiti) sono utilizzati per inibire lieviti, muffe e alcuni batteri, oltre a prevenire lโ€™ossidazione. Sono ampiamente impiegati in vino, frutta secca, bevande, marmellate, frutti di mare e carne.

Sebbene siano prodotti endogenamente nei mammiferi, in soggetti sensibili possono causare reazioni avverse, tra cui asma e disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, il loro uso รจ strettamente regolamentato sia negli Stati Uniti sia nellโ€™Unione Europea.

Nitriti e nitrati

I nitriti e nitrati sono utilizzati principalmente nei prodotti a base di carne per inibire la crescita di Clostridium botulinum, prevenire lโ€™ossidazione lipidica e contribuire allo sviluppo del colore e dellโ€™aroma caratteristici delle carni stagionate.

Il loro impiego รจ oggetto di attenzione a causa della possibile formazione di nitrosammine, composti potenzialmente cancerogeni. Tuttavia, lโ€™uso entro i limiti consentiti รจ considerato di bassa preoccupazione per la salute, sebbene la ricerca continui a esplorare strategie per ridurne ulteriormente i rischi.

Acido sorbico e acido acetico

Lโ€™acido sorbico, utilizzato soprattutto come sorbati di calcio e potassio, รจ efficace contro lieviti e muffe in prodotti con pH inferiore a 4,5.
Lโ€™acido acetico, noto storicamente come aceto, รจ uno dei conservanti piรน antichi e viene impiegato anche come acidificante ed esaltatore di sapiditร , sebbene il suo uso possa essere limitato dallโ€™odore caratteristico.

Batteriocine e altri agenti antimicrobici di origine biologica

Le batteriocine sono peptidi a basso peso molecolare, generalmente termostabili, prodotti da alcuni batteri, in particolare dai batteri lattici. Sono sintetizzate a livello ribosomiale, spesso con modificazioni post-traduzionali, e presentano unโ€™attivitร  antimicrobica selettiva nei confronti di batteri patogeni e microrganismi responsabili del deterioramento, oltre che di alcune specie fungine.

Tra le batteriocine, la nisina รจ lโ€™unica ampiamente accettata tra gli additivi alimentari. Si tratta di un peptide composto da 34 amminoacidi, prodotto principalmente da Lactococcus lactis. La nisina รจ efficace contro numerosi batteri Gram-positivi, inclusi Listeria monocytogenes, Clostridium botulinum, Bacillus spp. e Staphylococcus aureus.

Il suo uso รจ stato valutato positivamente dagli enti regolatori ed รจ riconosciuto come GRAS (Generally recognized as safe) ovvero generalmente riconosciuto come sicuro negli Stati Uniti. La nisina รจ solubile e stabile in ambiente acido, caratteristica che ne favorisce lโ€™impiego in alimenti a basso pH, nei latticini e nei prodotti a base di carne trattati termicamente, con limiti massimi generalmente compresi tra 12 e 25 mg/kg, a seconda della matrice.

Oltre alle batteriocine, altri agenti antimicrobici di origine biologica sono utilizzati nella conservazione degli alimenti. Il lisozima, enzima naturale presente in uova e latte, esercita la sua attivitร  idrolizzando il peptidoglicano della parete cellulare batterica, risultando piรน efficace contro i batteri Gram-positivi. รˆ impiegato nella conservazione di frutta e verdura fresche, prodotti ittici e carni.

La natamicina รจ un antimicotico naturale prodotto da Streptomyces natalensis, attivo contro muffe e lieviti. Agisce legandosi allโ€™ergosterolo della membrana fungina, alterandone la permeabilitร . รˆ utilizzata soprattutto in formaggi e prodotti carnei stagionati.

Infine, lโ€™acido lattico, prodotto dalla fermentazione microbica dei carboidrati, รจ riconosciuto come GRAS ed รจ utilizzato come conservante in vino, verdure fresche e congelate e prodotti ittici trasformati.

Antiossidanti

Ruolo dellโ€™ossidazione negli alimenti

I radicali liberi sono specie caratterizzate dalla presenza di uno o piรน elettroni spaiati, condizione che le rende altamente reattive e instabili. Negli organismi viventi, lโ€™accumulo incontrollato di specie radicaliche puรฒ causare danni ossidativi associati a numerose patologie, tra cui malattie cardiovascolari, neurodegenerative, diabete e cancro.

Negli alimenti, i processi ossidativi coinvolgono lipidi, proteine, carboidrati e micronutrienti, determinando perdita di colore, sapore, consistenza e valore nutrizionale, oltre allโ€™insorgenza dellโ€™irrancidimento. Gli antiossidanti svolgono quindi un ruolo essenziale nel prolungare la shelf-life e preservare la qualitร  del prodotto.

Tipologie di antiossidanti

vitamina C
acido ascorbico

Negli alimenti sono presenti sia antiossidanti enzimatici sia non enzimatici. Tra i primi rientrano enzimi come superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi, mentre tra i secondi figurano sostanze quali acido ascorbico, tocoferoli, gallato di propile, solfiti e BHA.

Dal punto di vista funzionale, gli antiossidanti si distinguono in:

-Antiossidanti primari, che interrompono la reazione di ossidazione a catena donando atomi di idrogeno ai radicali liberi (es. BHA, BHT, TBHQ, propilgallato, tocoferoli);

Antiossidanti secondari, che rallentano lโ€™ossidazione attraverso meccanismi indiretti, come la chelazione dei metalli pro-ossidativi, la rigenerazione degli antiossidanti primari e lโ€™inattivazione di enzimi ossidativi (es. acido citrico e acido ascorbico).

Antiossidanti naturali

Gli antiossidanti naturali derivano da piante, animali o microrganismi e sono ampiamente utilizzati per inibire lโ€™ossidazione e lโ€™irrancidimento dei grassi. Tra i principali gruppi rientrano vitamine, acidi fenolici, carotenoidi e flavonoidi.

Acido ascorbico

Lโ€™acido ascorbico (vitamina C) รจ una vitamina idrosolubile con spiccata attivitร  antiossidante, basata sulla donazione di atomi di idrogeno, sullโ€™estinzione dellโ€™ossigeno singoletto e sulla rimozione dellโ€™ossigeno molecolare. รˆ utilizzato per stabilizzare bevande, frutta e verdura, ma il suo impiego in grassi e oli รจ limitato dalla scarsa solubilitร  lipidica e dalla sensibilitร  a luce, calore e ossigeno.

Tocoferoli

tocoferoli
tocoferoli

I tocoferoli, componenti della vitamina E, sono ampiamente distribuiti negli oli vegetali e nei semi oleosi. Agiscono come antiossidanti lipofili, interrompendo la fase di propagazione dellโ€™ossidazione lipidica. Sono consentiti in numerosi prodotti, tra cui oli, grassi, formaggi e cereali per la colazione.

Estratti di rosmarino

Gli estratti di rosmarino (Salvia rosmarinus) devono la loro attivitร  antiossidante a composti fenolici come acido carnosico e carnosolo, che agiscono come terminatori di catena e chelanti delle specie reattive dellโ€™ossigeno. Sono utilizzati per ritardare lโ€™irrancidimento in prodotti grassi, carni lavorate, snack e oli vegetali.

Antiossidanti sintetici

Gli antiossidanti sintetici sono ampiamente impiegati in qualitร  di additivi alimentari per la loro elevata stabilitร , costo contenuto e buona efficacia tecnologica. Chimicamente, sono generalmente composti fenolici sostituiti.

Butilidrossianisolo (BHA)

Il BHA รจ una miscela di due isomeri fenolici, resistente alle alte temperature e utilizzata per prevenire lโ€™ossidazione dei grassi e la perdita di vitamine liposolubili. รˆ impiegato in oli, prodotti a base di carne, pesce e dolciumi, spesso in combinazione con altri antiossidanti.

Butilidrossitoluene (BHT)

Il BHT รจ insolubile in acqua ma stabile alle alte temperature, caratteristica che ne consente lโ€™uso nei prodotti da forno. รˆ frequentemente utilizzato insieme al BHA per sfruttarne lโ€™effetto sinergico.

Terz-butilidrochinone (TBHQ)

Il TBHQ รจ un antiossidante liposolubile particolarmente stabile, adatto a prodotti sottoposti a trattamenti termici elevati, come grassi idrogenati e alimenti fritti, sebbene possa degradarsi a temperature superiori a 175 ยฐC.

Gallato di propile

Il gallato di propile, estere dellโ€™acido gallico, รจ utilizzato per prevenire lโ€™irrancidimento di grassi, oli e prodotti lattiero-caseari. Mostra buona stabilitร  termica e viene spesso impiegato in combinazione con BHA e BHT.

Negli alimenti possono verificarsi reazioni di imbrunimento enzimatiche e non enzimatiche, responsabili di cambiamenti nel colore, nel sapore e nel valore nutrizionale. Tali reazioni possono essere desiderabili in alcuni prodotti trasformati, ma risultano spesso indesiderate nei prodotti freschi e minimamente lavorati.

Lโ€™imbrunimento enzimatico รจ causato principalmente dallโ€™azione di enzimi ossidativi, come la polifenolossidasi (PPO) e la perossidasi, che in presenza di ossigeno catalizzano lโ€™ossidazione dei polifenoli a chinoni.

Questi intermedi reagiscono successivamente formando pigmenti polimerici marroni, comunemente indicati come melanine. Nelle cellule vegetali integre il fenomeno non si manifesta, poichรฉ la PPO, localizzata nei vacuoli, รจ separata dai substrati fenolici presenti nel citoplasma.

Tuttavia, taglio, ammaccature o danneggiamenti dei tessuti mettono in contatto enzimi e substrati, favorendo lโ€™imbrunimento di frutta e verdura durante manipolazione, lavorazione e conservazione.

Lโ€™imbrunimento non enzimatico comprende principalmente due processi: reazione di Maillard e caramellizzazione.

Reazione di Maillard

La reazione di Maillard avviene durante trattamenti termici intensi e coinvolge la condensazione tra il gruppo carbonilico degli zuccheri riducenti e i gruppi amminici liberi di amminoacidi o proteine, con formazione di prodotti di Amadori e, successivamente, di melanoidine ad alto peso molecolare.

Questi composti contribuiscono in modo significativo al colore, allโ€™aroma e al sapore di prodotti da forno e cereali, ma comportano anche perdite nutrizionali, come la degradazione di amminoacidi essenziali e dellโ€™acido ascorbico.

Caramellizzazione

Caramellizzazione
Caramellizzazione

La caramellizzazione รจ invece una reazione non enzimatica che si verifica a temperature superiori a circa 120 ยฐC, durante la quale gli zuccheri subiscono isomerizzazione, disidratazione e ossidazione, generando composti volatili e non volatili responsabili di colore e aroma caratteristici. La velocitร  di caramellizzazione รจ influenzata dalla presenza di acidi e dei loro sali.

Agenti anti-imbrunimento

Il controllo dellโ€™imbrunimento puรฒ essere ottenuto mediante lโ€™impiego di agenti anti-imbrunimento, che agiscono riducendo il pH, inattivando o inibendo gli enzimi, oppure reagendo con i substrati o gli intermedi delle reazioni. A questi si affiancano metodi fisici, come lโ€™abbassamento della temperatura e il controllo dellโ€™umiditร , spesso utilizzati in combinazione con gli additivi per migliorare la stabilitร  e la qualitร  degli alimenti.

Tra gli agenti anti-imbrunimento utilizzati come additivi alimentari, un ruolo centrale รจ svolto dagli antiossidanti, dai regolatori di aciditร  e dagli agenti chelanti, spesso impiegati singolarmente o in combinazione per ottenere un effetto piรน efficace.

Lโ€™acido ascorbico e i suoi sali, come lโ€™ascorbato di sodioย  e lโ€™ascorbato di calcio , sono tra gli additivi alimentari piรน utilizzati. Agiscono riducendo i chinoni formati dallโ€™ossidazione dei polifenoli, riportandoli allo stato fenolico e rallentando cosรฌ la formazione dei pigmenti bruni. Sono ampiamente impiegati nella lavorazione di frutta e verdura fresca, succhi e prodotti di IV gamma.

I solfiti e i loro derivati, come lโ€™anidride solforosa, il bisolfito e il metabisolfito di sodio o di potassio, sono efficaci agenti anti-imbrunimento grazie alla loro capacitร  di inibire lโ€™attivitร  della polifenolossidasi e di reagire con i prodotti intermedi dellโ€™ossidazione. Il loro utilizzo รจ tuttavia soggetto a limitazioni normative, poichรฉ possono causare reazioni avverse in soggetti sensibili.

Gli acidificanti, come lโ€™acido citrico e lโ€™acido malico, contribuiscono al controllo dellโ€™imbrunimento abbassando il pH del mezzo, condizione che riduce lโ€™attivitร  degli enzimi ossidativi. Lโ€™acido citrico svolge anche una funzione chelante, sequestrando ioni metallici (come rame e ferro) che catalizzano le reazioni ossidative.

Altri composti utilizzati includono lโ€™acido lattico e i suoi sali, impiegati soprattutto in prodotti vegetali trasformati, e lโ€™EDTA, un potente agente chelante utilizzato in specifiche applicazioni per stabilizzare colore e qualitร .

Lโ€™impiego combinato di questi additivi alimentari consente di limitare lโ€™imbrunimento mantenendo le caratteristiche sensoriali e nutrizionali degli alimenti, ottimizzando al contempo la sicurezza e la shelf-life del prodotto.

Classificazione degli additivi alimentari secondo il numero E

In Europa, gli additivi alimentari sono identificati da un numero E, un codice numerico preceduto dalla lettera โ€œEโ€, che ne indica la categoria funzionale e ne certifica la sicurezza dโ€™uso secondo le normative comunitarie. Il prefisso โ€œEโ€ segnala che lโ€™additivo รจ approvato nellโ€™Unione Europea, mentre il numero identifica lโ€™additivo specifico e ne consente il riconoscimento immediato su etichette e schede tecniche.

additivi E
additivi E

Gli additivi sono suddivisi in categorie principali secondo il loro numero E:

Coloranti (E100โ€“E199)
Comprendono pigmenti naturali e sintetici impiegati per conferire o ripristinare il colore degli alimenti. Esempi: curcumina (E100), tartrazina (E102), carminio (E120).

Conservanti (E200โ€“E299)
Prolungano la shelf-life prevenendo la crescita microbica e lโ€™ossidazione. Esempi: acido sorbico (E200), benzoato di sodio (E211), solfiti (E220โ€“E228).

Antiossidanti (E300โ€“E399)
Inibiscono le reazioni ossidative che degradano lipidi, proteine e micronutrienti. Esempi: acido ascorbico (E300), tocoferoli (E306โ€“E309), BHA (E320), BHT (E321).

Additivi alimentari vari (E400โ€“E499)
Comprendono stabilizzanti, emulsionanti, addensanti, gelificanti e agenti antiagglomeranti. Esempi: pectina (E440), carragenina (E407), lecitina (E322).

Esaltatori di sapiditร  (E600โ€“E699)
Migliorano il gusto e lโ€™aroma degli alimenti. Esempi: glutammato monosodico (E621), inosinate e guanilati.

Agenti di rivestimento e altri additivi (E900โ€“E999)
Includono cere, siliconi e sostanze utilizzate per rivestimenti o per controllare lโ€™assorbimento di umiditร .

Questa classificazione tramite numero E permette di identificare rapidamente la funzione e il profilo di sicurezza di ogni additivo, facilitando il controllo normativo e informando il consumatore in maniera trasparente.

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