Chimica Organica 25 Aprile 2025 10 min

Rodamine: coloranti fluorescenti

Condividi questo articolo

XLinkedInWhatsAppTelegram
rodamine

Le rodamine sono una classe di fluorofori a base di xantene che generalmente assorbono ed emettono luce nella regione 500-700 nm dello spettro elettromagnetico. Le lunghezze d’onda di assorbimento/emissione relativamente lunghe delle rodamine hanno portato al loro ampio utilizzo nei processi di bioimaging, poiché la luce in questa regione è associata a una bassa fototossicità e a una penetrazione tissutale più profonda.

Le rodamine sono una classe di coloranti organici derivanti dallo xantene, composto eterociclico aromatico e in particolare è anche un etere diarilico triciclico, la cui formula molecolare è C13H10O note per la loro brillante fluorescenza e l’ampia gamma di utilizzi in ambito scientifico, tecnologico e industriale.

assorbimento e emissione

assorbimento e emissione

Le rodamine rappresentano una classe di composti straordinariamente versatili, che uniscono proprietà ottico-spettrali eccezionali a un’ampia adattabilità chimica il cui impiego è centrale in biotecnologie, scienze ambientali, spettroscopia avanzata e materiali funzionali.

Con la loro struttura modulabile e l’elevata sensibilità all’ambiente chimico, le rodamine si sono affermate come strumenti indispensabili nelle scienze della vita e nei sistemi fotonici avanzati. La possibilità di modificarle chimicamente ha portato allo sviluppo di numerosi derivati con proprietà specifiche.

Classificazione delle rodamine

A seconda dei gruppi amminici e dei gruppi aromatici sostituiti presenti nello xantene, che modulano le loro proprietà elettroniche e fotofisiche si distinguono diversi tipi di rodamine. Le rodamine si distinguono per la presenza di gruppi amminici, che, rispetto ad altri coloranti xantenici come la fluoresceina, modificano l’assorbimento, l’emissione e la solubilità.

Rodamina B

La rodamina B è la più nota tra le rodamine ed è un colorante organico con formula chimica C28H31ClN2O3. Emette fluorescenza quando illuminata con luce ultravioletta e presenta un picco di eccitazione a 546 nm e un picco di emissione a 567 nm

forme di rodamina B

forme di rodamina B

È un colorante fluorescente rosso porpora, utilizzato in laser a colorante, prodotti industriali, e studi in chimica analitica. Si presenta in tre forme molecolari distinte: la forma zwitterionica di RhB (Z) domina l’equilibrio nei solventi protici con la forma lattonica (L).

La forma cationica (C) si trova in soluzioni acide. C e Z presentano bande di assorbimento e fluorescenza simili, ad eccezione di un piccolo spostamento nello spettro di fluorescenza di C verso lunghezze d’onda maggiori. La forma lattonica (L) ha solo bande di assorbimento o fluorescenza molto deboli ed è incolore.

È il colorante più comunemente utilizzato nell’industria tessile ma non è sicuro per gli organismi viventi a causa effetti mutageni e cancerogeni. È utilizzata come colorante, tracciante per monitorare il flusso di liquidi, coniugato ad anticorpi e proteine ​​per la rilevazione della fluorescenza in microscopia, tracciante anterogrado e retrogrado nei neuroni, nanoparticella per rilevare l’apoptosi.

Rodamina 6G

La rodamina 6G è un colorante fluorescente appartenente alla famiglia delle rodamine nota per la sua elevata resa quantica, la buona fotostabilità e la capacità di emettere luce nella regione giallo-arancio dello spettro visibile

Spettri di assorbimento e fluorescenza della rodamina 6G

Spettri di assorbimento e fluorescenza della rodamina 6G

La rodamina 6G è largamente usata in spettroscopia e nei laser a colorante. La rodamina 6G è un tipo di colorante comunemente utilizzato nelle sonde a fluorescenza, con assorbimento nella regione 500-550 nm e un intervallo di fluorescenza di 550-590 nm, con un assorbimento massimo a 530 nm e una fluorescenza massima a 565 nm.

Nota anche con il nome di rodamina 590, è utilizzata come colorante tracciante nell’acqua per determinare la velocità e la direzione del flusso e del trasporto. È usata come colorante di riferimento nelle misurazioni spettroscopiche, come la spettroscopia di fluorescenza e la spettroscopia Raman.

Rodamina 123

È un colorante fluorescente comunemente utilizzato nella ricerca biologica, in particolare nello studio della biologia cellulare e della biochimica. Appartenente alla famiglia delle rodamine, è un colorante cationico in grado di penetrare le membrane cellulari e accumularsi nei mitocondri, il che lo rende uno strumento utile per studiare la funzione mitocondriale e il potenziale di membrana.

È utilizzata per la sua capacità di colorare selettivamente i mitocondri grazie alla sua carica positiva, che le consente di essere assorbita dalla membrana mitocondriale caricata negativamente. Questa proprietà rende questo colorante utile per lo studio del potenziale e della funzione della membrana mitocondriale, rilevamento di cambiamenti nella funzione mitocondriale in risposta a vari trattamenti o condizioni e identificazione delle cellule con funzione mitocondriale alterata, come le cellule tumorali

I vantaggi dell’utilizzo di Rh123 come indicatore del potenziale di membrana includono la sua disponibilità, elevata resa quantica, specificità rispetto ad altri cambiamenti ambientali, non invasività e bassa interferenza con i processi metabolici sottostanti.

Rodamina WT

La rodamina WT  (dove WT sta per “water tracer”) è un colorante rosso utilizzata quale tracciante idrologico standard per monitoraggio ambientale per quantificare le caratteristiche idrodinamiche di corsi d’acqua e fiumi. Gli studi sul tempo di viaggio sono spesso progettati per quantificare il trasporto di contaminanti a seguito di fuoriuscite accidentali.

Si distingue dalle altre rodamine come la rodamina B perché è solubile in acqua e, rispetto alla maggior parte dei coloranti fluorescenti, è stabile in acqua. È utile per tracciare gli inquinanti, studiarne l’aerazione e la dispersione, nonché l’accumulo e il deflusso di rifiuti in estuari e baie, nonché la ritenzione e il deflusso delle acque reflue nelle zone umide.

Trova utilizzo nel monitoraggio del tempo di percorrenza, studi di dispersione, misurazioni degli scarichi, accumulo e scarico di rifiuti in estuari e baie, ritenzione e scarico delle acque reflue nelle zone umide, trabocchi fognari misti, circolazione e stratificazione nei bacini idrici, ed è sicura per l’uomo, la fauna selvatica e le piante a basse concentrazioni e si degrada per fotolisi a una velocità dipendente dalla temperatura.

Tuttavia, non si degrada così rapidamente da non poter essere utilizzato per uno studio di più giorni, o addirittura di più settimane. L’elevato coefficiente di estinzione si traduce nella capacità di rilevare tracce molto piccole di RhWT, un vantaggio per chi opera nel settore dei sensori. Lo sviluppo dei sensori è ulteriormente facilitato dal fatto che il colorante è fluorescente, in questo caso eccitato da luce con una lunghezza d’onda di circa 558 nm, ed emette luce a circa 583 nm.

Sintesi

La sintesi delle rodamine si basa generalmente su una reazione di condensazione acido-catalizzata tra un derivato dell’anidride ftalica (o suoi analoghi) e un composto amminofenolico, come la resorcina o la m-diidrossianilina. La reazione conduce alla formazione del nucleo xantenico a cui sono legati i gruppi amminici e altri sostituenti che modulano le proprietà ottiche.

sintesi

sintesi

Il meccanismo prevede l’attivazione dell’anidride in ambiente acido, generalmente acido solforico. Si  forma un intermedio elettrofilo altamente reattivo. La protonazione  dell’atomo di ossigeno carbonilico dell’anidride, aumenta la polarizzazione del gruppo carbonilico e rende il carbonio più suscettibile all’attacco nucleofilo da parte del gruppo ossidrilico dell’amminofenolo.

Nello stadio successivo avviene l’attacco nucleofilo dell’amminofenolo sull’anidride ftalica. Il secondo gruppo funzionale presente sull’amminofenolo effettua un attacco intramolecolare sul secondo carbonile dell’anidride con formazione di un intermedio ciclico.

A seguito della ciclizzazione e dell’eliminazione di acqua (deidratazione), si chiude il sistema tricarbociclico tipico della rodamina costituito da uno scheletro xantenico unito ad anelli aromatici sostituiti. Le sintesi moderne delle rodamine mirano a ridurre l’impatto ambientale attraverso e pertanto si avvalgono di solventi verdi come etanolo o acqua.

Sintesi green

Nell’ambito della Chimica verde sono utilizzati catalizzatori solidi acidi costituiti da materiali con siti acidi sulla loro superficie, capaci di catalizzare reazioni come esterificazioni, alchilazioni, condensazioni e ciclizzazioni, senza necessità di acidi liquidi corrosivi. Esempi di tali catalizzatori solidi acidi sono zeoliti o materiali silicei funzionalizzati, argille attivate, resine a scambio cationico acide come Amberlyst-15.

I catalizzatori solidi acidi sono riutilizzabili, meno corrosivi e più sicuri rispetto agli acidi minerali, favoriscono processi più green e selettivi e facilitano la purificazione del prodotto.

Nell’ambito delle sintesi sostenibili delle rodamine vi sono le reazioni one-pot, strategie sintetiche in cui tutti i reagenti vengono introdotti in un unico recipiente, senza dover isolare intermedi o cambiare condizioni di reazione tra i passaggi. Questo approccio ha trovato applicazione crescente nella sintesi delle rodamine grazie ai suoi numerosi vantaggi pratici, ambientali ed economici.

Nelle reazioni one-pot delle rodamine si mescolano anidride ftalica o i suoi derivati, amminofenoli (come resorcina o m-aminofenolo), acidi come H₂SO₄ o catalizzatori solidi e talvolta agenti disidratanti. L’intera sequenza condensazione → ciclizzazione → aromatizzazione avviene in un solo step, sotto riscaldamento o in microonde.

Sintesi assistita da microonde

La sintesi assistita da microonde è una tecnica moderna che ha rivoluzionato molti processi chimici, inclusa la preparazione delle rodamine, rendendoli più veloci, più puliti e spesso con rese superiori e sfrutta l’irradiazione elettromagnetica (tipicamente a 2.45 GHz) per riscaldare direttamente i reagenti e i solventi a livello molecolare, invece che tramite conduzione o convezione come nel riscaldamento tradizionale.

Questa tecnologia è particolarmente vantaggiosa nella sintesi delle rodamine, poiché accelera drasticamente i passaggi chiave infatti la condensazione tra anidride ftalica (o derivati) e amminofenoli, avviene più rapidamente e la formazione del nucleo xantenico (ciclizzazione e aromatizzazione) è più efficiente ed è compatibile sia con acidi liquidi che con catalizzatori solidi acidi.

Una sintesi classica della rodamina B richiede 3–5 ore a 120–150 °C sotto reflusso. Con irradiazione a microonde, invece, la reazione si completa in 5–15 minuti a 110–130 °C, la resa può superare il 90% e può essere condotta senza solvente, in presenza di un catalizzatore solido come Amberlyst-15.

Questi approcci favoriscono l’efficienza, la selettività e la sostenibilità della sintesi, riducendo scarti e sottoprodotti.

Applicazioni delle rodamine

Grazie alla loro intensa fluorescenza, alta resa quantica e facilità di modifica chimica, le rodamine sono utilizzate in una vasta gamma di settori, dalla chimica analitica alla biomedicina, dall’elettronica molecolare all’industria tessile.

Biologia e bioimaging

Le rodamine sono tra i fluorofori più impiegati in biologia cellulare e molecolare per:
Marcatura di proteine e anticorpi in quanto le rodamine si associano chimicamente alla specie rendendole visibili grazie alle proprie caratteristiche di fluorescenza

Microscopia a fluorescenza che utilizza un microscopio ottico modificato per rilevare fenomeni di fluorescenza e microscopia confocale tecnica non invasiva che permette di ottenere immagini dettagliate di tessuti e cellule

Le tecniche di imaging in fluorescenza e FRAP (Fluorescence recovery after photobleaching) sono tecniche ottiche che permettono di studiare la localizzazione delle cellule e la diffusione di molecole che si basano sull’esposizione di cellule a una luce di un colore specifico, che emettono luce di un colore diverso.

Grazie alla loro permeabilità di membrana e fotostabilità, rodamine come Rodamina 123 sono utilizzate per marcare i mitocondri e monitorare il potenziale di membrana mitocondriale.

Saggi analitici e sensori chimici

Le rodamine sono ampiamente impiegate in:

Saggi fluorimetrici per la rilevazione di ioni metallici (Fe³⁺, Cu²⁺, Hg²⁺).
Rilevazione di pH, e di gas come, ad esempio, NO, SO₂ e altre piccole molecole
Sonde molecolari intelligenti infatti molte rodamine possono essere progettate per diventare fluorescenti solo in presenza del target

Laser e fotonica

La rodamina 6G e la rodamina B sono coloranti laser ben noti, utilizzati come:
Mezzi attivi per laser a coloranti ovvero laser che usano un colorante organico, solitamente in soluzione liquida, come mezzo di amplificazione della luce

Componenti per amplificatori ottici che amplificano direttamente un segnale ottico senza che sia necessario convertirlo in un segnale elettrico e generatori di impulsi ultracorti, dispositivi che emettono impulsi luminosi di durata picoscopica o femtosecondica utilizzati in diversi settori, come la medicina, l’industria automobilistica e elettronica.

Fluorofori per esperimenti di spettroscopia a fluorescenza risolta nel tempo in cui avvengono misurazioni su alcuni composti fluorescenti allo scopo di determinare la costante di decadimento esponenziale della emissione luminosa.

Industria tessile e alimentare

Le rodamine sono utilizzate quali coloranti per fibre sintetiche e naturali, grazie alla loro brillantezza e resistenza alla luce.
In alcuni paesi le rodamine venivano usate come coloranti alimentari, ad esempio la Rodamina B in dolciumi o spezie il cui utilizzo è ora vietato in molti stati.

Traccianti ambientali

Le rodamine, in particolare la Rodamina WT, sono utilizzate come traccianti idrologici per lo studio di:
dinamiche fluviali e acquifere
permeabilità del suolo e dispersione in acque sotterranee
rilevamento di perdite nei sistemi idraulici

Tossicità e considerazioni ambientali

Alcune rodamine, come la Rodamina B, sono classificate come possibilmente cancerogene e non sono approvate per uso alimentare o cosmetico in molte normative come in quelle dell’Unione Europea e della Food and Drug Administration.

Le principali preoccupazioni includono la loro fotodegradazione in prodotti tossici, persistenza ambientale e il potenziale bioaccumulo. Tuttavia, derivati come Rodamina WT sono considerati relativamente sicuri, con basso impatto ecotossicologico e grande utilità nei tracciamenti idrologici.

Chimicamo la chimica online perché tutto è chimica

Autore

Condividi questo articolo

Se ti è stato utile, condividilo con chi potrebbe apprezzarlo.

XLinkedInWhatsAppTelegram