Riarrangiamento di carbocationi

I carbocationi sono specie reattive in cui la carica positiva è localizzata sull’atomo di carbonio, e si possono ottenere per scissione eterolitica di un legame C-X.

L’atomo di carbonio del carbocatione presenta un’ibridazione sp2 con i tre orbitali ibridi situati in un piano ad angoli di 120° e con soli sei elettroni.
I carbocationi si dividono in primari, secondari e terziari a seconda del numero dei gruppi legati all’atomo di carbonio che porta la carica positiva.

Secondo le leggi della fisica, la stabilità di un sistema carico è aumentata dalla dispersione della carica, pertanto tutti i fattori che tendono a disperdere la carica positiva dello ione lo stabilizzano allo stesso tempo.

Ci sono molte prove sia fisiche che chimiche che dimostrano che un gruppo alchilico tenda a cedere elettroni: pertanto, un gruppo alchilico legato a un carbocatione tende a cedere elettroni all’atomo di carbonio carico positivamente diminuendo in tal modo la densità di carica sul carbonio e disperdendola sul gruppo alchilico stesso.

Questa dispersione stabilizza il carbocatione, quindi si può concludere che un carbocatione terziario sia più stabile del primario e così via.

stabilità dei carbocationi

I carbocationi primari hanno energia troppo elevate per potersi formare tuttavia alcuni carbocationi primari come quello allilico

allilico

e benzilico

fenilico

possono formarsi in quanto sono stabilizzati per risonanza.

Inoltre i carbocationi terziari hanno una stabilità elevata e pertanto non tendono a riarrangiarsi quindi i carbocationi secondari sono quelli che più frequentemente danno luogo a fenomeni di riarrangiamento. In generale quando si forma un carbocatione secondario esso dà sempre fenomeni di riarrangiamento quando ciò è possibile. I riarrangiamenti sono molto comuni nell’ambito della chimica organica e sono tra i fattori a cui è imputabile la formazione di due o più prodotti da una reazione. Lo shift di un idrogeno o di un gruppo alchilico, generalmente un gruppo metilico, consente a un carbocatione secondario di trasformarsi in un carbocatione terziario che ha una maggiore stabilità.

Consideriamo, ad esempio, la reazione tra il 3-metil, butan-2-olo con HCl; nel primo stadio il doppietto elettronico solitario attacca l’idrogeno dell’acido con conseguente protonazione dell’ossigeno. L’espulsione di una molecola di acqua porta alla formazione di un carbocatione secondario in quanto il carbonio carico positivamente è legato a un idrogeno e a due gruppi R

Condividi
Avatar

Author: Chimicamo

Share This Post On