Chimica Organica

Plastiche biodegradabili: esempi

il 9 Marzo 2023

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Plastiche biodegradabili

Le plastiche biodegradabili sono materiali che possono essere scomposti in acqua, anidride carbonica e metano ad opera di microrganismi.

La sintesi e l’utilizzo di plastiche biodegradabili ha come obiettivo la creazione di un mondo più sostenibile e più verde con un minore impatto ambientale.

L’uso della plastica tradizionale ha infatti avuto un notevole impatto con formazione di microplastiche che si trovano sulla terra, nel mare e nella catena alimentare, rappresentando una minaccia per la salute umana.

La maggior parte delle plastiche è ricavata da combustibili fossili e, se non gestita correttamente al termine del ciclo di vita, può accumularsi nell’ambiente, contribuendo ad aumentare le emissioni di gas serra e l’inquinamento.

Le plastiche alternative, come le plastiche biodegradabili, biobased, e compostabili, possono rappresentare un’alternativa più sostenibile alle plastiche fossili e non biodegradabili. Tuttavia, presentano anche le proprie sfide di sostenibilità e compromessi che devono essere attentamente valutati e considerati.

plastiche biodegradabili
plastiche biodegradabili

Le plastiche biodegradabili possono anche avere proprietà simili alle plastiche tradizionali ma offrono vantaggi grazie al loro impatto minimo sull’ambiente in termini di anidride carbonica. È tuttavia necessario che vi sia una adeguata gestione dei rifiuti per creare un ciclo virtuoso a vantaggio dell’ambiente.

In particolare la plastica a base biologica e biodegradabile è una delle alternative per realizzare una crescita sostenibile dell’industria e offrire una alternativa a quella ottenuta da fonti non rinnovabili.

Le plastiche biodegradabili si biodegradano in determinate condizioni al termine del loro ciclo di vita. Le plastiche compostabili, un sottoinsieme di quelle biodegradabili, si decompongono in genere in impianti di compostaggio industriali e devono prima essere raccolte. Le plastiche biodegradabili e compostabili possono essere realizzate da risorse biologiche o materie prime fossili.

L’utilizzo di plastiche biodegradabili rappresenta un grande passo avanti nella riduzione della quantità di rifiuti che vengono generati, poiché i prodotti realizzati con questo tipo di materiali finirebbero per scomparire dal nostro pianeta senza lasciare residui di contaminazione o microplastiche.

Esempi di plastiche biodegradabili da fonti non rinnovabili 

Un esempio è dato dal polibutilene adipato tereftalato (PBAT) copolimero ottenuto da acido adipico , 1,4-butandiolo e acido tereftalico. È un copolimero random e quindi a bassa cristallinità e pertanto presenta, basso modulo elastico e rigidità, ma elevata flessibilità e tenacità.

alcol polivinilico
alcol polivinilico

Un altro esempio è costituito dall’alcool polivinilico (PVA) polimero biodegradabile e biocompatibile ottenuto dall’idrolisi basica di esteri polivinilici. Per la sua solubilità in acqua e biodegradabilità è utilizzato in campo medico per tubi e drenaggi e nei lubrificanti per lenti a contatto.

Presenta la proprietà particolare di dar luogo a reticolazione senza l’ausilio di reticolanti per l’elevato numero di gruppi alcolici presenti nelle catene laterali. Il suo elevato carattere idrofilo e la sua stabilità chimica consentono di resistere a pH e temperature estreme mentre la sua struttura semicristallina consente un passaggio efficiente di ossigeno e nutrienti alla cellula.  È ampiamente utilizzato per varie applicazioni come l’appretto tessile, il rivestimento della carta, i film di imballaggio flessibili idrosolubili, i sistemi di somministrazione controllata di farmaci, la membrana per dialisi , la medicazione delle ferite e la pelle artificiale.

Esempi da fonti naturali

Un esempio è dato dai poliidrossialcanoati che sono poliesteri biologici.

Sono prodotti in particolari condizioni quali l’assenza di azoto, fosforo e zolfo e in eccesso di carbonio da numerosi batteri come riserva energetica e presenti sotto forma di granuli nel citoplasma cellulare. Sono anche biocompatibili e non tossici e pertanto utilizzati quali trasportatori di farmaci, negli impianti biodegradabili e nell’ingegneria tissutale.

Un altro esempio è l’acido polilattico (PLA), poliestere alifatico costituito da acido lattico derivante da fonti di origine vegetale come mais, grano o barbabietola. È usato in articoli monouso come piatti, posate, bicchieri, flaconi, bottiglie e buste di plastica

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