Ossidazione di Andrussow
L’ossidazione di Andrussow è un importante processo chimico industriale che consente la produzione del cianuro di idrogeno (HCN), una molecola di grande rilevanza per la chimica moderna. Questo metodo, messo a punto nel 1927 dal chimico polacco Leonid Andrussow, rappresentò un significativo avanzamento tecnologico rispetto ai metodi precedenti, grazie alla possibilità di ottenere HCN in modo rapido, continuo ed efficiente.
L’introduzione dell’ossidazione di Andrussow avvenne in un’epoca in cui l’industria chimica era alla ricerca di nuove strategie per soddisfare la crescente domanda di cianuro di idrogeno, utilizzato come intermedio nella produzione di numerosi composti organici tra cui acrilonitrile, acrilato di metile e adiponitrile, monomeri di partenza per la sintesi di polimeri. L’HCN trova inoltre impiego nell’industria mineraria, per l’estrazione di oro e argento dalle rocce, nonché nella produzione di farmaci, pesticidi e altre sostanze chimiche di interesse industriale.
Il cianuro di idrogeno è utilizzato anche come fumigante, grazie alla sua capacità di uccidere qualsiasi organismo che utilizzi ossigeno come fonte di vita, risultando ovviamente letale anche per l’uomo. La sintesi del cianuro di idrogeno mediante l’ossidazione di Andrussow si basa su una reazione esotermica che coinvolge ammoniaca, metano e ossigeno, in presenza di un catalizzatore metallico e a temperature estremamente elevate.
Reazioni nell’ossidazione di Andrussow
La reazione complessiva dell’ossidazione di Andrussow può essere schematizzata come:
2 CH4 + 2 NH3 + 3 O2 → 2 HCN + 6 H2O
Questa reazione globale è il risultato di una serie di trasformazioni parziali che si verificano in sequenza o in parallelo all’interno del reattore, in condizioni di temperatura elevatissima (circa 1200–1400 °C) e in presenza di un catalizzatore costituito da platino o da una lega platino-rodio.
Le fasi principali del meccanismo dell’ossidazione di Andrussow comprendono:
Ossidazione parziale del metano
Il metano subisce un’ossidazione incompleta, formando monossido di carbonio e idrogeno:
2 CH4 + O2 → 2 CO + 4 H2
Ossidazione dell’idrogeno prodotto
Parte dell’idrogeno generato viene ulteriormente ossidato:
2 H2 + O2 → 2 H2O
Ossidazione del monossido di carbonio
2 CO + O2 → 2 CO2
Formazione del cianuro di idrogeno
Il monossido di carbonio e l’idrogeno reagiscono con l’ammoniaca per formare cianuro di idrogeno e acqua:
CO + NH3 → HCN + H2O
Sottoprodotti
Oltre alla formazione di HCN possono essere ottenuti biossido di carbonio tramite l’ossidazione del metano:
CH4 + 2 O2 → CO2 + 2 H2O
e azoto molecolare per ossidazione dell’ammoniaca:
4 NH3 +3 O2 → 2 N2 + 6 H2O
Queste reazioni indesiderate riducono la resa in HCN e richiedono un preciso controllo del rapporto dei reagenti e delle condizioni operative.
Condizioni operative
Il processo di ossidazione di Andrussow avviene in condizioni estreme, che sono necessarie per garantire la velocità e l’efficienza della reazione. La temperatura nel reattore è compresa tra 1200 e 1400 °C, mentre la pressione è generalmente atmosferica o leggermente superiore. Il tempo di permanenza dei gas nel reattore è brevissimo, dell’ordine di millisecondi, per evitare reazioni secondarie indesiderate, come la completa combustione del metano o la decomposizione dell’ammoniaca in azoto e acqua.

Un aspetto cruciale del processo è il rapporto stechiometrico dei reagenti. Viene impiegato un leggero eccesso di metano per ridurre al minimo la formazione di sottoprodotti come CO₂ e N₂. L’apporto di ossigeno è controllato in modo rigoroso per favorire l’ossidazione parziale del metano, evitando la combustione completa che porterebbe alla formazione di CO₂ e alla perdita dei reagenti. Il corretto bilanciamento tra ammoniaca, metano e ossigeno è essenziale per ottenere un’elevata resa in cianuro di idrogeno (che può superare il 70%).
Il ruolo del catalizzatore

Il catalizzatore utilizzato è costituito da una rete metallica di platino oppure da una lega di platino-rodio, materiali scelti per la loro stabilità alle alte temperature e per l’elevata attività catalitica. Il catalizzatore svolge un duplice ruolo fondamentale:
-Attiva il metano e l’ammoniaca, facilitando la rottura dei legami C–H e N–H e promuovendo la formazione delle specie intermedie reattive necessarie alla sintesi dell’HCN.
-Favorisce l’ossidazione parziale del metano e dell’idrogeno prodotto, evitando la combustione completa che porterebbe alla formazione di CO₂ e al consumo inutile di metano e ammoniaca.
Il calore della reazione è sufficiente per mantenere il sistema alla temperatura richiesta senza necessità di ulteriore riscaldamento esterno, rendendo il processo complessivamente autoalimentato dal punto di vista termico.
Confronto con il processo Degussa
Oltre all’ossidazione di Andrussow, l’industria chimica impiega un altro metodo per la produzione del cianuro di idrogeno: il processo Degussa (detto anche processo BMA, da Black–Methane–Ammonia). La differenza fondamentale tra i due processi risiede nel fatto che il processo Degussa non utilizza ossigeno o aria come reagente.
Nel processo Degussa, sviluppato dall’industria chimica tedesca Evonik Degussa il cianuro di idrogeno si ottiene facendo reagire metano e ammoniaca in assenza di ossigeno, secondo la reazione:
CH4 + NH3 → HCN + 3 H2
Questa reazione è endotermica e richiede un notevole apporto di calore (circa 250–300 kJ/mol), a differenza dell’ossidazione di Andrussow che, grazie all’ossidazione parziale, è complessivamente esotermico e si autosostiene dal punto di vista energetico.
Le principali differenze tra i due processi sono:
Energia: L’ossidazione di Andrussow è un processo esotermico e autoalimentato dal calore delle reazioni di ossidazione mentre il processo Degussa è endotermico e necessita di un riscaldamento esterno costante.
Sorgente di energia: nel processo Degussa si impiegano tubi riscaldati (forni a gas o elettrici) per raggiungere le temperature operative (circa 1300 °C).
Sottoprodotti: il processo Degussa non genera CO₂ o N₂, perché non vi è ossigeno; il sottoprodotto principale è idrogeno, che può essere recuperato e utilizzato. Nell’ossidazione di Andrussow, invece, possono formarsi CO₂ e N₂ per reazioni secondarie.
Catalizzatore: entrambi i processi impiegano catalizzatori a base di platino, ma nel processo Degussa l’assenza di ossigeno riduce il rischio di disattivazione del catalizzatore per sinterizzazione o corrosione da ossidi.
Pertanto l’ossidazione di Andrussow è più efficiente dal punto di vista energetico, ma genera sottoprodotti indesiderati e richiede un controllo preciso delle condizioni operative. Il processo Degussa, pur richiedendo un elevato apporto energetico, produce una miscela più pura di HCN e idrogeno e trova impiego quando si desidera recuperare l’idrogeno come sottoprodotto.
Un ulteriore vantaggio del processo Degussa è rappresentato dalla maggiore resa in cianuro di idrogeno, che può raggiungere valori intorno al 90%, contro il 60-70% tipico dell’ossidazione di Andrussow.
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il 13 Luglio 2025