Chimica Organica

Nitreni

il 5 Gennaio 2025

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nitreni

I nitreni sono una specie molecolare priva di carica e carente di elettroni che contengono un atomo di azoto monovalente circondato da un sestetto di elettroni e mostrando quindi una lacuna elettronica avendo un ottetto incompleto.

Per tale motivo i nitreni sono una classe di composti altamente reattivi e solitamente hanno una breve durata di vita, tipicamente dell’ordine dei nanosecondi. Nei nitreni lโ€™atomo di azoto puรฒ essere legato a un gruppo alchilico, arilico o acilico

Essi sono gli analoghi azotati dei carbeni, specie estremamente reattive che hanno una vita inferiore al secondo, contenenti un carbonio bivalente e un doppietto elettronico non condiviso e isoelettronici con essi sebbene abbiano reattivitร  tipicamente distinte sebbene abbiano una chimica piuttosto simile.

Stato di singoletto e di tripletto

Analogamente ai carbeni che esistono come carbene singoletto e carbene tripletto, i nitreni possono essere classificati come nitrene singoletto e nitrene tripletto.

singoletto e tripletto
singoletto e tripletto

Nel carbene nello stato di singoletto lโ€™atomo di carbonio รจ ibridato sp2: vi sono quindi tre orbitali ibridi sp2ย planari. Due di questi orbitali ibridi formano un legame mentre il terzo orbitale ibrido contiene un doppietto elettronico non condiviso in cui gli elettroni hanno spin opposto; รจ presente un orbitale p perpendicolare al piano della molecola e molecola non vi รจ un momento magnetico.

Nello stato di tripletto il carbonio puรฒ essere ibridato sp e pertanto la molecola รจ lineare; sono presenti due elettroni a spin parallelo rispettivamente nellโ€™orbitale py e pz perpendicolari tra loro: in questo tipo vi รจ un momento magnetico.

Lโ€™azoto ha configurazione elettronica [He]2s2, 2p3 e, formando un legame con un gruppo R, รจ contornato da 6 elettroni; pertanto i nitreni sono degli elettrofili. Sulla base della loro struttura, i nitreni sono classificati in due forme.

orbitali
orbitali

Gli orbitali p dell’atomo di azoto ibridato sp sono coinvolti in due orbitali molecolari non leganti virtualmente degeneri che compongono i nitreni, che hanno due elettroni di valenza. I nitreni, nello stato di singoletto presentano due coppie di elettroni di cui una si trova in un orbitale ibrido sp2 .

I nitreni singoletto contengono un orbitale p vacante e due elettroni in un orbitale sp2 non legante. Nello stato di tripletto due elettroni con spin parallelo occupano un orbitale ibridato sp2 e un elettrone si orbitale p vacante riducendo la repulsione coulombiana tra gli elettroni non leganti. Pertanto lo stato di tripletto ha una minore energia rispetto allo stato di singoletto.

Sintesi di nitreni

Lโ€™ottenimento di intermedi di reazione come radicali, diradicali, carbeni e nitreni costituisce oggetto di studio a causa del loro ruolo in molti percorsi di sintesi organica. A causa della loro elevata reattivitร , i nitreni non vengono isolati ma generalmente prodotti in situ, o come intermedi reattivi sviluppati durante una reazione.

sintesi di nitreni
sintesi di nitreni

Le condizioni in cui si formano i nitreni, come la temperatura e la natura del precursore, nonchรฉ l’uso di tecniche spettroscopiche per rilevarli, sono cruciali per i chimici per controllare la generazione di tali composti per applicazioni sintetiche specifiche.

I nitreni possono essere formati da vari precursori, tra cui azidi, isocianati e sulfonilimmine, attraverso processi che implicano la scissione dei legami e il trasferimento di elettroni. La generazione di nitreni da azidi esposti a condizioni termiche o fotochimiche, ad esempio, comporta in genere la perdita di azoto gassoso, con conseguente formazione della specie reattiva nitrene. Questo processo รจ paragonabile alla creazione di carbeni da diazocomposti ed รจ il metodo piรน comunemente utilizzato.

sintesi da isocianati
sintesi da isocianati

Possono, inoltre, essere ottenuti dagli isocianati esposti a condizioni termiche o fotochimiche o per pirolisi delle sulfonilimmine da cui si ottiene anche il monossido di zolfo secondo la reazione:
Ph-N=S=O โ†’ Ph-N + SO

Alcuni substrati come cianammide, idrazidi e nitrosobenzene portano alla generazione di nitreni durante reazioni di ossidoriduzione.

Reazioni

I nitreni presentano un’ampia gamma di reattivitร , rendendoli intermedi versatili nella chimica organica. Possono inserirsi nei legami C-H e N-H, aggiungersi attraverso piรน legami per formare aziridine e partecipare a reazioni di cicloaddizione e riarrangiamento, inclusi il riarrangiamento di Curtius e il riarrangiamento diย  Lossen.

Queste reazioni sono fondamentali per la costruzione di architetture molecolari complesse e hanno applicazioni in vari campi, tra cui prodotti farmaceutici, agrochimici e scienza dei materiali. Le reazioni di inserimento del nitrene sono una pietra miliare della sintesi organica, dove i nitreni si inseriscono in altri legami chimici, come i legami C-H e N-H.

Questo processo รจ guidato dalla natura elettrofila dei nitreni, che cercano di accoppiare il loro elettrone spaiato formando nuovi legami. Il risultato delle reazioni di inserimento del nitrene รจ influenzato dal substrato, dalle condizioni di reazione e dalla presenza di catalizzatori. Queste reazioni sono fondamentali per la sintesi di ammine, amminoacidi e altri composti contenenti azoto, molti dei quali hanno importanza biologica e medicinale.

Isomerizzazione

Tra le reazioni dei nitreni vi รจ quella di isomerizzazione.ย  Gli alchilnitreni sono altamente reattivi e si isomerizzano immediatamente in immine mediante migrazione 1, 2-H o formano ammine primarie mediante estrazione di idrogeno intermolecolare:
R-CH2-N: โ†’RCH=NH
R-CH2-N: โ†’ R-CH2-NH2

riarrangiamento di di Curtius
riarrangiamento di di Curtius

Riarrangiamento di Curtius

Unโ€™altra reazione in cui il nitrene costituisce un intermedio di reazione รจ il riarrangiamento di Curtius dovuto al chimico tedesco Theodor Curtius che nel 1885 descrisse per la prima volta la reazione. Nella reazione di riarrangiamento di Curtius un alogenuro acilico reagisce con unโ€™azide per dare un azoturo acilico. Esso dร  luogo a una decomposizione termica per dare un isocianato e azoto gassoso.

Nel primo stadio della reazione si ha la formazione dellโ€™acil azide dalla reazione tra un cloruro acilico e sodio azide. La sodio azide si dissocia in Na+ e N3; questโ€™ultimo ione attacca il carbonio carbonilico con rottura del doppio legame >C=O e formazione di un intermedio tetraedrico da cui fuoriesce lo ione cloruro con formazione del doppioย  legame carbonio-ossigeno.

Nello stadio successivo si ha lโ€™allontanamento del gruppo uscente N2 con formazione di un nitrene seguita dalla migrazione del gruppo alchilico legato al carbonio carbonilico allโ€™atomo di azoto piรน vicino con formazione dellโ€™isocianato.

sintesi aziridina
sintesi aziridina

Una delle reazioni piรน note dei nitreni รจ la loro inserzione a un doppio legame carbonio-carbonio con formazione della aziridina, composto eterociclico contenente un gruppo amminico e due gruppi metilenici. Analoga reazione di inserzione di tipo ฯ€ puรฒ avvenire anche con gli alchini.
Il nitrene singoletto dร  luogo a unโ€™inserzione di tipo ฯƒ per dare ammine secondarie.

Nuove frontiere

I nitreni, a lungo considerati specie altamente reattive ma scarsamente selettive, sono recentemente emersi come strumenti utili per la formazione di legami C -N. Lo studio della chimica dei nitreni รจ stato guidato dal desiderio di sviluppare metodologie di sintesi efficienti e sostenibili.

I nitreni offrono modelli di reattivitร  diversi rispetto ad altri intermedi reattivi comunemente riscontrati, come carbocationi, carbanioni e radicali per la loro capacitร  di subire diverse reazioni di formazione di legami, trasformazioni di gruppi funzionali e reazioni a cascata. L’incorporazione di atomi di azoto in molecole organiche consente l’accesso a un nuovo spazio nella sintesi chimica e la formazione di composti bioattivi, prodotti farmaceutici e materiali con proprietร  migliorate.

Le strategie sintetiche che prevedono l’inserimento di nitreni in alcheni e alchini hanno trovato applicazioni nella sintesi di prodotti naturali e nella scoperta di farmaci. Nellโ€™ambito dello sviluppo di nuovi medicinali, il gruppo funzionale amminico assume un ruolo centrale per modulare le proprietร  fisico-chimiche di piccole molecole mentre nei materiali funzionali ha un ruolo centrale come gruppo donatore di elettroni, ad esempio per migliorare le proprietร  ottiche o conduttive di diodi organici a emissione di luce.

La ricerca si รจ pertanto orientata a nuovi metodi di sintesi che consentano l’introduzione di gruppi funzionali amminici su scaffolds molecolari. Lo sviluppo di nuove strategie sintetiche per le reazioni di amminazione puรฒ portare a una maggiore sostenibilitร  delle trasformazioni chimiche e alla facilitร  di accesso a complessi elementi costitutivi che era intrinsecamente difficile da raggiungere con i metodi tradizionali.

Sostenibilitร 

Uno dei principali precursori per introdurre un gruppo funzionale amminico in una molecola organica รจ il nitrene ottenibile da azidi, idrossilammine e altri precursori. I nitreni sono isoelettronici rispetto ai carbeni ma l’elevata basicitร  dei prodotti amminici, degli intermedi contenenti azoto o dei precursori relativamente stabili spesso pone sfide significative alle reazioni di amminazione tramite nitrene o intermedi complessi metallo-nitrene.

Di conseguenza, le reazioni possono necessitare di elevate quantitร  di catalizzatore, una maggiore temperatura di reazione, ossidanti aggressivi o altre condizioni estreme e poco ecocompatibili. La possibilitร  di ottenere e nitreni in condizioni fotochimiche sono state scarsamente indagate per diversi anni e solo nuovi e recenti progressi prefigurano approcci sintetici per ottenere un nitrene libero o reazioni di trasferimento di nitreni catalizzate da metallo in condizioni fotochimiche a temperatura ambiente.

Finora sono stati studiati due diversi tipi di approcci. Il primo approccio coinvolge la fotolisi diretta della luce visibile di un precursore di nitrene ed รจ quindi una strategia che non comporta lโ€™uso di un catalizzatore. Un secondo approccio utilizza un fotocatalizzatore che puรฒ subire processi di trasferimento di elettroni o di energia per liberare i nitreni.

Questa metodologia non รจ quindi un approccio senza catalizzatore ma la specie reattiva di nitrene stessa viene trasferita a una molecola di substrato senza lโ€™uso di catalizzatori. Queste scoperte aprono chiaramente la strada a piรน reazioni di amminazione a temperatura ambiente utilizzando la luce visibile come fonte di energia rinnovabile e largamente disponibile.

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