Luteina e zeaxantina

I carotenoidi sono un gruppo di terpeni che si trovano sia nel regno animale che vegetale costituiti da una catena polienica di 35-40 atomi di carbonio.

Alla famiglia dei carotenoidi che sono da un punto di vista chimico sono tetraterpeni  appartengono i caroteni che sono privi di ossigeno e le xantofille dette ossicarotenoidi  aventi la struttura chimica fondamentale del carotene ma contenenti atomi di ossigeno.

Il loro capostipite è la luteina avente formula C40H56O2, corrispondente a quella del β-carotene con due ossidrili negli anelli terminali. La zeaxantina è uno stereoisomero della luteina dalla quale differisce per la posizione di un doppio legame in uno dei gruppi –OH.

Luteina and zeaxantina

Per la presenza di due gruppi –OH la luteina può essere esterificata con acidi grassi nelle cellule delle piante, dando derivati mono- e di-acilati ed inoltre può essere legata a proteine formando i complessi carotenoproteine. Nelle cellule vegetali è localizzata, come gli altri carotenoidi, nei cromoplasti o nei cloroplasti.

I  carotenoidi presentano un sistema a doppi legami coniugati, che consiste in un alternarsi di doppi e singoli legami carbonio-carbonio che costituisce il gruppo cromoforo responsabile della capacità dei carotenoidi di assorbire la luce nella regione della spettro del visibile.

I carotenoidi sono prevalentemente sintetizzati in natura da parte degli organismi fotosintetici e sono pigmenti di colore rosso come il licopene presente nei pomodori, arancione come il carotene presente nelle carote, giallo come la zeaxantina presente mais. Sono inoltre pigmenti accessori nelle piante in qualità di coadiuvanti della fotosintesi clorofilliana in quanto sono in grado di raccogliere lunghezze d’onda della luce che la clorofilla non è in grado di assorbire.

Sono presenti anche nelle foglie dove il loro colore viene mascherato da quello della clorofilla. Nelle piante superiori, infatti, questi pigmenti sono normalmente presenti in quantità inferiori rispetto alla clorofilla e in condizioni normali il colore predominante di questi vegetali è il verde.

Gli alimenti che contengono elevate quantità di luteina e zeaxantina sono i vegetali verdi come spinaci, piselli, broccoli, lattuga, prezzemolo, sedano e i prodotti di colore giallo come mais, grano duro, arance, limoni, banane, peperoni, tuorlo d’uovo.

Nel 1782 l’oftalmologo Francesco Buzzi individuò un pigmento giallo nella retina ed in particolare nella macchia lutea.

Il pigmento maculare fu successivamente individuato come una miscela di xantofille ovvero di luteina e zeaxantina; nei confronti di questi due composti sta aumentando l’interesse scientifico in quanto si ritiene che essi possano espletare un effetto protettivo in determinate forme di degenerazione retinica ed in particolare nella degenerazione maculare correlata all’età (AMD age-related macular degeneration).

L’effetto protettivo della luteina e della zeaxantina sulla retina è duplice: da un lato tali sostanze legano i radicali liberi riducendo lo stress da ossidazione grazie al loro effetto antiossidante e dall’altro funzionano come un filtro colorato, attraverso cui la luce passa prima di colpire le cellule fotorecettrici, proteggendo i fotorecettori di questa zona, dove arrivano le terminazioni nervose del nervo ottico, dagli effetti di un’entrata massiva di luce nell’occhio.

Essi assorbono, fungendo da schermo, in modo particolare la luce blu che sembra danneggiare la retina in misura anche 20 volte superiore rispetto alla luce rossa, proteggendo le cellule sensibili dei tessuti oculari esposti.

Ricerche epidemiologiche recenti danno i primi ragguagli in relazione a una possibile relazione tra il consumo di frutta e verdura e una minore frequenza della degenerazione maculare correlata all’età. Alcune di queste ricerche fanno riferimento a un rischio notevolmente minore di contrarre una AMD corso dalle persone che consumano verdure con un elevato contenuto di luteina.

La luteina rinforza inoltre il sistema cardiovascolare, diminuendo il rischio di infarti, patologie cardiache, e soprattutto l’arteriosclerosi, aiutando anche a ridurre in questo caso, le manifestazioni correlate a questa patologia.

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Author: Chimicamo

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