Liquirizia

La pianta della liquirizia Glycyrrhiza glabra appartiene alla fa parte della famiglia delle Fabaceae della quale si utilizzano le radici raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate; una volta rimosse le fibre, le radici vengono macinate, pressate e messe a contatto con acqua bollente per estrarne il succo che viene chiarificato e concentrato tramite bollitura per ottenere una pasta nera, densa e profumata, che è fatta passare attraverso macchine che le danno la forma desiderata. I Cinesi furono i primi a utilizzare la liquirizia per le sue proprietà in campo medico per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari. Le radici di liquirizia sono state rinvenute sulla tomba del faraone Tutankhamon ( 1358 a.C.) e gli antichi Greci e Romani preparavano, con la radice di liquirizia sciroppi per la tosse e contro l’ulcera.

Il componente principale della liquirizia, che costituisce  il principio attivo dell’estratto di liquirizia, è una saponina ovvero un glicoside triterpenoide  ovvero l’ acido glicirrizinico

acido glicirrizinico

formato dall’unione di residui zuccherini con una molecola non zuccherina detta aglicone.

L’ acido glicirrizinico non è particolarmente solubile in acqua ma il suo sale di ammonio risulta solubile per valori di pH maggiori di 4.5. Esso è fino a 50 volte più dolce del saccarosio  rispetto al quale il gusto dolce viene percepito più tardi ma rimane più a lungo in bocca. L’acido glicirrizinico non viene tuttavia usato come dolcificante a causa dei suoi effetti collaterali che, in caso di sovradosaggio portano a ipertensione e edema

A seguito di idrolisi l’ acido glicirrizinico  perde il suo gusto dolce e dà luogo alla formazione dell’acido 18-β- glicirretico triterpenoide pentaciclico e acido glucuronico.

Oltre all’acido glicirrizinico nella liquirizia sono presenti:

1)      derivati della cumarina come l’umbelliferone (7-idrossicumarina) e l’ erniarina     (7-metossi-2H-cromen-2-one) contenuta anche nei fiori della camomilla

2)      glicosidi flavonoidi come liquiritigenina, liquiritina  neoliquiritina

3)      asparagina, amminoacido non essenziale

4)      triterpenoidi come il glicirretolo

5)      steroli quali il β-sitosterolo appartenente con struttura simile a quella del colesterolo e il sigmasterolo

6)      polisaccaridi come il glicirrizano

7)      carbenoxolone che è un mineralcorticoide e concorre all’equilibrio idro-salino ed è stato usato per combattere l’ulcera

Come tutte le sostanze naturali di cui l’uomo ha appreso le caratteristiche sia in modo empirico che in modo scientifico la liquirizia, che trova il suo utilizzo come protettore dei vasi sanguigni, come cicatrizzante, ipertensivo, lassativo, contro i problemi dell’apparato respiratorio può avere i suoi effetti collaterali ed è sconsigliata alle donne gravide e agli ipertesi in quanto il principio attivo in essa contenuto contribuisce a variare l’equilibrio dei sali minerali causando ritenzione idrica e gonfiore alle caviglie. Inoltre quello che può essere considerato un effetto benefico quale quello lassativo può, in caso di abuso specie di bastoncini grezzi che contengono fibre legnose, trasformarsi in un effetto negativo in quanto può portare a vomito, calo di appetito e dolori intestinali.

La liquirizia va quindi assunta con parsimonia e non nei casi in cui è sconsigliata senza inseguire i miraggi di quanti paventano effetti miracolosi quali perdita di peso, riduzione del colesterolo e proprietà antitumorali.

Avatar

Author: Chimicamo

Share This Post On