Lidocaina
La lidocaina è nota per il suo utilizzo come anestetico locale, ed è oggi considerata l’anestetico locale più ampiamente impiegato in medicina e odontoiatria. Grazie alla sua efficacia rapida, alla durata d’azione adeguata e al buon profilo di sicurezza, la lidocaina risulta adatta a una vasta gamma di applicazioni cliniche, dal controllo del dolore in piccole procedure chirurgiche all’uso in cardiologia come farmaco antiaritmico.
La storia della lidocaina inizia negli anni ’30, quando il chimico svedese Nils Löfgren intraprese una serie di studi nel laboratorio di Stoccolma del professor Hans von Euler. Nel 1935, Löfgren e i suoi colleghi sintetizzarono numerosi composti alla ricerca di nuovi anestetici, arrivando a testarli personalmente per valutarne l’effetto sensoriale. Nel 1943, Löfgren scoprì che il 57° composto sintetizzato provocava un rapido intorpidimento della lingua, segno di una potente attività anestetica: era nata la lidocaina.
Il farmaco venne successivamente brevettato con il nome commerciale Xylocaine®, approvato in Svezia l’11 maggio 1948. La sua introduzione clinica fu accompagnata da importanti studi condotti da Bengt Lundqvist Goldberg, che ne analizzò la tossicologia, e da Torsten Gordh, che ne documentò i risultati clinici. Proprio i test di Gordh dimostrarono che la lidocaina rappresentava un miglioramento significativo rispetto alla procaina, allora considerata lo standard di riferimento per la gestione del dolore chirurgico.
L’eccellente attività terapeutica della lidocaina, unita alla rapidità d’insorgenza dell’effetto, alla stabilità chimica e alla bassa incidenza di reazioni allergiche, ne ha fatto uno dei farmaci più versatili e utilizzati nel campo dell’anestesiologia moderna. Oggi la lidocaina continua a essere un punto di riferimento per la ricerca farmacologica e clinica, grazie alla sua efficacia e alla possibilità di formulazioni innovative (gel, cerotti, spray, iniezioni) che ne ampliano costantemente gli impieghi terapeutici.
Struttura chimica e proprietà fisiche
La lidocaina, il cui nome IUPAC è 2-(dietilammino)-N-(2,6-dimetilfenil)acetammide, ha formula molecolare C₁₄H₂₂N₂O e un peso molecolare di 234.34 g/mol. Si presenta come una polvere cristallina bianca, inodore o quasi inodore, solubile in acqua e in solventi organici come etanolo e cloroformio. In ambito farmaceutico è comunemente utilizzata sotto forma di lidocaina cloridrato, una forma salina più stabile e solubile, ideale per la preparazione di soluzioni iniettabili e topiche.

Dal punto di vista strutturale, la lidocaina è un anestetico locale di tipo ammidico, costituito da tre componenti fondamentali ovvero un gruppo:
-aromatico lipofilo (la porzione idrofobica), rappresentato da un anello benzenico sostituito con due gruppi metilici in posizione 2 e 6.
–amminico idrofilo, nella forma di una ammina terziaria (dietilammina), che conferisce solubilità in ambiente acquoso.
– ammidico intermedio, che collega la parte lipofila e quella idrofila, e che costituisce l’elemento distintivo rispetto agli anestetici di tipo estereo, conferendo maggiore stabilità chimica e metabolica.
Questa particolare architettura molecolare conferisce alla lidocaina proprietà anfifiliche, cioè la capacità di interagire sia con l’ambiente acquoso extracellulare sia con le membrane lipidiche delle cellule nervose. La porzione lipofila le consente di attraversare facilmente la membrana neuronale, mentre la porzione idrofila favorisce l’interazione con i canali del sodio all’interno della cellula, da cui deriva il suo meccanismo d’azione anestetico.
Dal punto di vista chimico-fisico, la lidocaina è una base debole, con un pKb di circa 6, e presenta un legame proteico nel plasma pari a circa il 64%. La liposolubilità relativamente bassa (≈1%) ne determina un profilo di assorbimento moderato, contribuendo a un effetto anestetico rapido ma di durata controllata. Queste caratteristiche spiegano perché la lidocaina sia considerata un farmaco equilibrato tra potenza, sicurezza e stabilità, adatto a molteplici impieghi clinici.
Meccanismo d’azione
Il principale meccanismo d’azione della lidocaina come anestetico locale consiste nel blocco dei canali del sodio voltaggio-dipendenti (Voltage-Gated Sodium Channels, VGSC), presenti nelle membrane delle cellule nervose. Questi canali sono essenziali per la generazione e la propagazione del potenziale d’azione, cioè del segnale elettrico che trasmette l’impulso nervoso lungo le fibre sensoriali.

Quando la lidocaina si lega a tali canali, provoca un blocco reversibile della conduzione nervosa, impedendo l’ingresso degli ioni sodio (Na⁺) nella cellula. In questo modo, il neurone non è più in grado di raggiungere la soglia di eccitazione necessaria per trasmettere l’impulso, e il segnale doloroso viene temporaneamente interrotto.
Come per tutti gli anestetici locali, la lidocaina agisce secondo un meccanismo bifasico legato al suo stato ionico: la forma non ionizzata (base libera) è lipofila e può attraversare facilmente la membrana cellulare.
Una volta all’interno del citoplasma, la molecola si ionizza e nella sua forma protonata si lega al Segmento 6 del Dominio IV della subunità α del canale del sodio.
Il legame della lidocaina con il canale impedisce l’apertura del poro e blocca l’afflusso di ioni sodio, interrompendo così la generazione e la propagazione del potenziale d’azione. Questo effetto è reversibile e dura finché la concentrazione locale del farmaco rimane sufficiente.
Un aspetto interessante è che la lidocaina mostra una preferenza per i canali del sodio nello stato aperto o inattivato, condizione tipica dei neuroni a scarica rapida. Ciò spiega perché l’inizio dell’azione anestetica sia più rapido nelle fibre nervose più attive, come quelle coinvolte nella trasmissione del dolore acuto (nocicettiva).
Nel complesso, il blocco dei canali del sodio voltaggio-dipendenti da parte della lidocaina rappresenta la base molecolare del suo effetto anestetico: un’interruzione controllata e transitoria della trasmissione nervosa che permette di eliminare la percezione del dolore senza danneggiare il tessuto nervoso.
Impieghi medici e farmacologici
La lidocaina è uno dei farmaci più versatili della pratica clinica moderna grazie alle sue proprietà anestetiche e antiaritmiche. La sua efficacia rapida, unita a una tossicità relativamente bassa e a una buona tollerabilità, ne consente l’impiego in numerosi ambiti della medicina, dalla chirurgia ambulatoriale alla cardiologia.
Anestesia locale
L’uso più comune della lidocaina è come anestetico locale. Essa può essere somministrata mediante:
Infiltrazione sottocutanea, per piccoli interventi chirurgici o suture;
Blocchi nervosi periferici, per anestetizzare aree più estese del corpo;
Applicazioni topiche (creme, gel, spray o cerotti), per il trattamento del dolore cutaneo o mucosale.
Grazie alla sua rapidità d’azione (1–3 minuti) e alla durata moderata (30–60 minuti), la lidocaina è ideale per procedure di breve o media durata.
In odontoiatria è ampiamente utilizzata per anestetizzare la mucosa orale durante estrazioni, otturazioni e altri trattamenti.
Spesso viene associata all’adrenalina (epinefrina), che riduce il flusso sanguigno locale, rallentando l’assorbimento del farmaco e prolungando la durata dell’effetto anestetico, oltre a diminuire il rischio di tossicità sistemica.
Impiego cardiologico
Oltre alla sua azione anestetica, la lidocaina possiede anche proprietà antiaritmiche, appartenendo alla classe IB secondo la classificazione di Vaughan Williams.
Somministrata per via endovenosa, viene utilizzata nel trattamento delle aritmie ventricolari acute, in particolare dopo infarto miocardico o in seguito a procedure chirurgiche cardiache.
Agendo sui canali del sodio nelle cellule miocardiche, la lidocaina riduce l’automatismo e la velocità di conduzione del potenziale d’azione, contribuendo a stabilizzare la membrana cellulare e a ripristinare un ritmo cardiaco regolare.
Dermatologia e terapia del dolore
In dermatologia e terapia del dolore, la lidocaina è impiegata in cerotti transdermici, gel e pomate per alleviare dolori neuropatici localizzati, come nel caso della nevralgia post-erpetica o di lesioni muscolari e articolari superficiali.
La combinazione con mentolo o altre sostanze lenitive potenzia l’effetto analgesico locale, offrendo un sollievo prolungato senza effetti sistemici significativi.
Preparazioni combinate e impieghi speciali
La lidocaina viene inoltre impiegata in numerose formulazioni combinate, ad esempio con:
-Prilocaina, in creme eutettiche per anestesia topica (come la nota EMLA®);
-Adrenalina, per prolungare l’effetto infiltrativo;
-Farmaci antiacidi o antinfiammatori, in preparati destinati al trattamento del dolore faringeo o gastrico.
In ambito specialistico, trova applicazione anche in endoscopia, ginecologia, otorinolaringoiatria e oftalmologia, dove viene usata per desensibilizzare le mucose e migliorare il comfort del paziente durante le procedure diagnostiche.
La lidocaina rappresenta quindi un pilastro dell’anestesiologia moderna e un farmaco multifunzionale: il suo profilo farmacologico equilibrato, unito alla sicurezza e alla flessibilità d’uso, la rende indispensabile in numerose pratiche cliniche, dal pronto soccorso alla terapia del dolore cronico.
Farmacocinetica e metabolismo
La farmacocinetica della lidocaina è caratterizzata da un assorbimento rapido, una distribuzione ampia nei tessuti e un metabolismo prevalentemente epatico. Le sue proprietà farmacocinetiche variano in base alla via di somministrazione (topica, infiltrativa, endovenosa) e alla presenza di vasocostrittori, come l’adrenalina, che ne modulano l’assorbimento sistemico.
Assorbimento
Dopo somministrazione locale o infiltrativa, la lidocaina viene assorbita rapidamente nei tessuti.
La velocità e l’entità dell’assorbimento dipendono da diversi fattori quali la concentrazione del farmaco, la vascolarizzazione del sito di applicazione e la presenza di vasocostrittori (come l’adrenalina), che riducono il flusso sanguigno locale e prolungano l’effetto anestetico.
Nel caso di applicazione topica su mucose o cute danneggiata, l’assorbimento può essere più rapido e pronunciato, aumentando il rischio di effetti sistemici se non dosata correttamente.
Distribuzione
Una volta assorbita, la lidocaina si lega alle proteine plasmatiche (principalmente α₁-glicoproteina acida) per circa il 60–70%, e si distribuisce rapidamente nei tessuti ben irrorati come cuore, cervello, fegato e reni.
La sua lipofilia moderata le permette di attraversare agevolmente le membrane cellulari e la barriera emato-encefalica, contribuendo al rapido inizio dell’effetto anestetico.
Il volume di distribuzione varia in media tra 0.7 e 1.5 L/kg, valore indicativo di una buona diffusione extravascolare.
Metabolismo
La biotrasformazione della lidocaina avviene principalmente nel fegato, attraverso il citocromo P450 (CYP1A2 e CYP3A4).
Il metabolismo comporta reazioni di N-dealchilazione, da cui si formano i principali metaboliti:
-la monoetilglicinexilidide (MEGX), dotata ancora di una lieve attività farmacologica;
-la glicinexilidide (GX), farmacologicamente inattiva.
Questi metaboliti vengono ulteriormente idrolizzati e coniugati prima di essere eliminati.
Un metabolismo epatico ridotto (come in caso di insufficienza epatica o somministrazione prolungata) può portare a un aumento dei livelli plasmatici del farmaco, con conseguente rischio di tossicità.
Eliminazione
L’eliminazione della lidocaina avviene principalmente per via renale, sotto forma di metaboliti idrosolubili.
Solo una piccola frazione (<10%) del farmaco viene escreta immodificata nelle urine.
L’emivita plasmatica media dopo somministrazione endovenosa è di circa 90–120 minuti, ma può prolungarsi fino a 3 ore nei pazienti con funzione epatica compromessa o in caso di infusione continua.
Pertanto la lidocaina è un farmaco a metabolismo epatico rapido e a durata d’azione controllata, che unisce efficacia locale e sicurezza sistemica. La sua farmacocinetica equilibrata spiega la grande flessibilità terapeutica che la rende uno degli anestetici più utilizzati al mondo.
Effetti collaterali e tossicità
La lidocaina, pur essendo un farmaco generalmente sicuro e ben tollerato, può provocare effetti collaterali se somministrata in dosi eccessive, assorbita troppo rapidamente o utilizzata in pazienti con ridotta capacità metabolica.
La tossicità sistemica si manifesta soprattutto quando la concentrazione plasmatica del farmaco supera i livelli terapeutici, interferendo con la normale funzione del sistema nervoso centrale e cardiovascolare.
Effetti sul sistema nervoso centrale
I sintomi neurologici rappresentano spesso le prime manifestazioni di tossicità.
All’inizio possono comparire segni di ipereccitabilità, come ansia, agitazione e confusione, tremori, parestesie periorali, acufeni, visione offuscata e vertigini.
Se la concentrazione continua ad aumentare, l’azione depressiva della lidocaina sul sistema nervoso centrale può condurre a convulsioni, sonnolenza profonda, coma e arresto respiratorio.
Per questo motivo è fondamentale monitorare attentamente le dosi e evitare iniezioni intravascolari accidentali durante le procedure anestetiche.
Effetti cardiovascolari
A dosi terapeutiche, la lidocaina esercita un effetto stabilizzante di membrana, utile nel trattamento delle aritmie ventricolari. Tuttavia, in caso di sovradosaggio, può determinare effetti depressivi sul cuore, tra cui: bradicardia, ipotensione, disturbi della conduzione atrioventricolare, arresto cardiaco nei casi più gravi.
La tossicità cardiovascolare è particolarmente pericolosa nei pazienti con cardiopatie preesistenti o compromissione epatica, che rallenta la metabolizzazione del farmaco.
Reazioni locali e allergiche
Reazioni locali come arrossamento, bruciore, edema o prurito possono verificarsi dopo applicazione topica o infiltrazione.
Le vere reazioni allergiche alla lidocaina sono rare, soprattutto rispetto agli anestetici di tipo estereo (che liberano acido para-aminobenzoico, PABA).
Quando si verificano, sono generalmente dovute a eccipienti o conservanti presenti nelle formulazioni commerciali.
Fattori di rischio e soglie di sicurezza
La dose massima raccomandata varia in funzione della via di somministrazione e della presenza di adrenalina:
-senza adrenalina: circa 3–5 mg/kg;
-con adrenalina: fino a 7 mg/kg, grazie al ridotto assorbimento sistemico.
I pazienti pediatrici, anziani o con insufficienza epatica richiedono dosaggi ridotti, poiché metabolizzano il farmaco più lentamente.
È buona norma iniettare lentamente e aspirare prima di ogni somministrazione, per prevenire un’iniezione intravascolare accidentale.
In conclusione, la lidocaina è un farmaco sicuro ed efficace se utilizzato correttamente, ma la sua finestra terapeutica relativamente stretta impone una gestione attenta e individualizzata del dosaggio. Il riconoscimento precoce dei segni di tossicità è essenziale per garantire un impiego clinico efficace e privo di rischi.
Formulazioni e dosaggi
La lidocaina è disponibile in diverse formulazioni farmacologiche, progettate per ottimizzare l’effetto anestetico e adattarsi alle esigenze cliniche specifiche. La scelta della formulazione dipende dalla via di somministrazione, dall’area di applicazione e dalla durata d’azione desiderata.
Forme iniettabili
Le soluzioni iniettabili di lidocaina cloridrato sono le più comuni in anestesia locale. Vengono preparate in concentrazioni variabili, solitamente tra 0,5% e 2%, e possono essere associate all’adrenalina (1:100.000 o 1:200.000) per prolungare l’effetto anestetico e ridurre l’assorbimento sistemico.
Le iniezioni possono essere:
-Sottocutanee, per anestesia locale di piccole aree;
-Perineurali o blocchi nervosi, per anestesia di regioni più estese;
-Endovenose, principalmente in contesti cardiologici per il trattamento delle aritmie ventricolari.
Forme topiche
La lidocaina è ampiamente utilizzata anche in formulazioni topiche, disponibili come:
-Gel o creme (2–5%) per applicazione cutanea o mucosale;
-Spray orali o faringei, per procedure odontoiatriche o endoscopiche;
-Cerotti transdermici (ad esempio 5% lidocaina patch) per il trattamento del dolore neuropatico localizzato.
Queste formulazioni permettono di ottenere anestesia superficiale rapida, con assorbimento sistemico minimo, riducendo il rischio di effetti collaterali.
Dosaggi raccomandati
La dose massima sicura della lidocaina dipende dalla via di somministrazione e dalla presenza di vasocostrittori:
-Senza adrenalina: circa 3–5 mg/kg di peso corporeo;
-Con adrenalina: fino a 7 mg/kg, grazie al rallentato assorbimento sistemico.
Nei pazienti pediatrici, anziani o con compromissione epatica, i dosaggi devono essere adeguati, poiché il metabolismo e l’eliminazione del farmaco possono risultare più lenti, aumentando il rischio di tossicità.
Formulazioni combinate
Inoltre, la lidocaina è spesso combinata con altri farmaci per ottimizzare l’effetto anestetico o ridurre il disagio del paziente:
-Prilocaina, come nelle creme eutettiche topiche (EMLA®);
-Adrenalina, per prolungare la durata dell’anestesia infiltrativa;
-Preparati dermici o orali associati a lenitivi o antiinfiammatori per un sollievo locale mirato.
Grazie a questa ampia varietà di formulazioni, la lidocaina risulta estremamente versatile, adattabile a molteplici procedure cliniche e condizioni del paziente, garantendo efficacia, rapidità e sicurezza.
Aspetti normativi e sicurezza d’uso
La lidocaina è un principio attivo ampiamente regolamentato a livello internazionale per garantirne l’efficacia terapeutica e la sicurezza d’impiego. In ambito farmaceutico, è classificata come farmaco da prescrizione medica nella maggior parte dei Paesi, benché alcune formulazioni a basso dosaggio per uso topico o in associazione con altri principi attivi possano essere vendute come medicinali da banco (OTC).
In Europa, l’uso della lidocaina è disciplinato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dai regolamenti nazionali dei singoli Stati membri, che ne definiscono le indicazioni terapeutiche, i dosaggi massimi consentiti e le modalità di somministrazione. Negli Stati Uniti, è approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) sia per uso medico che odontoiatrico.
La sicurezza d’uso della lidocaina dipende fortemente dalla via di somministrazione, dalla dose e dalle condizioni del paziente. Quando somministrata correttamente, presenta un ampio margine di sicurezza; tuttavia, dosi eccessive o un assorbimento sistemico rapido possono determinare tossicità sistemica da anestetici locali (LAST), caratterizzata da sintomi neurologici (come tremori, vertigini, convulsioni) e cardiovascolari (ipotensione, aritmie, arresto cardiaco).
Per prevenire tali rischi, è fondamentale rispettare i limiti di dose massima raccomandata — generalmente tra 3 e 5 mg/kg senza adrenalina e fino a 7 mg/kg se associata a vasocostrittori — e monitorare attentamente il paziente durante e dopo la somministrazione. In ambiente clinico, devono essere sempre disponibili i mezzi di rianimazione e supporto cardiovascolare.
La lidocaina è inoltre presente in alcuni prodotti cosmetici e dermici, come creme depilatorie o gel lenitivi, dove la concentrazione è rigidamente controllata per evitare effetti collaterali. In tali contesti, il suo impiego è disciplinato dal Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, che stabilisce i limiti di concentrazione ammessi e le indicazioni d’uso sicuro.
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il 18 Ottobre 2025