Le ossidazioni biologiche

Quando si considera a una reazione di combustione si pensa ad un processo in cui una sostanza reagisce con l’ossigeno con liberazione di una grande quantità di energia. Ad esempio, nel caso della reazione di combustione del glucosio, si ha:

C6H12O6 + 6 O2→ 6 CO2 + 6 H2O      ΔG = – 2867.5 Kj/mol

Anche negli esseri viventi la demolizione completa del glucosio a CO2 e H2O comporta un analogo consumo di ossigeno.

In effetti, tutti gli organismi che respirano usano l’ossigeno per ossidare le molecole come il glucosio che ricavano dagli alimenti. Tuttavia, un’ossidazione diretta del glucosio, e delle altre sostanze, con l’ossigeno non sarebbe conveniente. Infatti, in tal caso, si verificherebbe il passaggio, in un’unica tappa, del carbonio e dell’idrogeno che compongono il glucosio al loro stato di massima ossidazione: rispettivamente CO2 e H2O, con liberazione rapida e tutta in una volta di una notevole quantità di energia.

Questo, ricorrendo ad un’analogia, sarebbe come accendere una volta al giorno un enorme falò per mantenere calda una casa; invece dell’apporto moderato e continuo che effettivamente serve, si avrebbe la liberazione di troppa energia in breve tempo. 

Per questo motivo, le “combustioni” o ossidazioni biologiche non sono in genere dirette e totali con l’ossigeno, ma sono una serie di deidrogenazioni, nel corso delle quali, con l’intervento di opportuni enzimi, ioni H+ e elettroni vengono via via staccati dagli atomi di carbonio del metabolita da ossidare e caricati su molecole come il NAD (nicotinammide-adenin-dinucleotide) e il FAD ( flavina-adenin-dinucleotide)  che fungono da trasportatori e le cui strutture si possono vedere in figura:

 mfcd00036263FAD

In particolare il NAD passa dalla forma ossidata NAD+ alla forma ridotta NADH secondo la reazione mostrata in figura:

NAD

Risulta chiaro che, dei due atomi di idrogeno rimossi dal metabolita che subisce l’ossidazione, la riduzione del NAD+ comporta il trasferimento di un solo nucleo di idrogeno, ma di entrambi gli elettroni, mentre il secondo nucleo di idrogeno si libera come ione H+ nel mezzo acquoso. La precedente reazione può essere rappresentata più semplicemente così:

NAD+ + 2 H∙ → NADH + H+

Mentre l’ossidazione del metabolita ad opera del NAD+ può essere rappresentata dalle due semireazioni:

NAD+→NADH ( riduzione: acquisto di idrogeno)

MH2→M ( ossidazione: perdita di idrogeno)

Dove con MH2 è stata indicata la molecola di metabolita prima dell’ossidazione e con M il nuovo metabolita che risulta da tale ossidazione.

Possiamo osservare che anche in questo caso si ha un accoppiamento tra una reazione esoergonica (l’ossidazione del metabolita) e una reazione endoergonica (la riduzione del NAD+ a NADH). Pertanto , il NADH è una molecola ad elevata energia mentre il NAD+ è una molecola a bassa energia.

Una cosa del tutto analoga si può dire per il FAD la cui forma ridotta è FADH2: infatti il FAD, ella sua forma ossidata accetta due elettroni e due protoni passando a FADH2 ovvero passando dalla forma chinonica a quella idrochinonica come si può vedere in figura:

FAD_FADH2_equlibrium

Il NAD+ e il FAD operano, infatti,  in maniera ciclica, e vengono alternativamente ridotti e ossidati, raccordando tra loro reazioni endoergoniche e esoergoniche.

Questo comportamento ricorda quello dell’ATP ma, a differenza dell’ATP, che è un trasportatore di energia di impiego generale, il NAD+ e il FAD hanno compiti molto più specifici: in particolare, negli organismi che respirano ossigeno, essi convogliano l’energia liberata dalle reazioni di deidrogenazione verso il principale sistema di produzione dell’ATP.

Infatti le molecole ridotte di NADH e FADH2 che si formano nelle varie reazioni di deidrogenazione del glucosio e delle altre sostanze vengono riossidate e rimesse in ciclo nella fase finale del processo di ossidazione: attraverso un opportuno sistema, gli elettroni e gli ioni H+ da esse trasportati verranno scaricati sull’ultimo accettore, l’ossigeno, e, contemporaneamente, l’energia liberata verrà utilizzata per produrre ATP.

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Author: Chimicamo

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