Il segreto delle informazioni genetiche

Per meglio comprendere la funzione del DNA partiamo dalla seguente informazione: “ Il DNA di un dato organismo contiene le informazioni per il lavoro cellulare, in particolare per la produzione delle proteine di quell’organismo. Queste informazioni, denominate informazioni genetiche, vengono trasmesse”.

Cerchiamo di chiarire il concetto di informazione e per far ciò consideriamo ad esempio la parola ALT che ha un significato a tutti noto: non conoscerlo potrebbe cagionare serie conseguenze; quindi, per avere l’informazione “fermarsi”, ci si è serviti di un simbolo che è un codice costituito da tre lettere dell’alfabeto.

La causa della trasmissione delle informazioni genetiche dai genitori ai figli va ricercata nella struttura del DNA.
In tale struttura, infatti, c’è una parte identica per qualsiasi specie vivente, quella costituita dalla sequenza di gruppi fosforici e di molecole di zucchero che formano l’ossatura delle due catene di nucleotidi: c’è poi un’altra parte variabile da organismo a organismo costituita dalla sequenza di basi azotate lungo una qualsiasi delle due catene di nucleotidi (essendo l’altra complementare).

Pertanto solo nella sequenza di basi azotate possono essere codificate le informazioni per la biosintesi di tutte le proteine presenti in un dato organismo. Poiché i tipi di basi azotate presenti nel DNA sono solo 4, mentre i tipi di amminoacidi che possono comporre una proteina sono 20, non è pensabile che il codice per un determinato amminoacido sia costituito da una singola base azotata lungo la sequenza; infatti, se così fosse, si potrebbero specificare solo quattro tipi diversi di amminoacidi, uno per base.

Il codice non può essere costituito neppure dalla successione di due basi lungo la sequenza; infatti se consideriamo il numero di “parole”, ciascuna di due lettere che si possono formare con un alfabeto di quattro lettere, A, C, G o T, vi sono solo 16 possibilità: AA, AC, AG, AT, CA, CC, CT, CG, GA, GC, GG, GT, TA, TC, TG, TT: troppo poche per 20 amminoacidi.

Si è rivelata vera, invece, che il codice per un dato amminoacido fosse rappresentato da una successione  di tre basi azotate, la quale viene chiamata tripletta. Se consideriamo il numero di parole di tre lettere che si possono formare con un alfabeto di quattro lettere, abbiamo 64 possibilità diverse, più che sufficienti per codificare 20 amminoacidi.

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Author: Chimicamo

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