Fungicidi

I fungicidi o anticrittogamici fanno parte dei prodotti antiparassitari che vengono utilizzati per la lotta a malattie causate da funghi o crittogame (peronospora, oidio, botrite, ecc.)

I funghi, che sono la prima causa della perdita del raccolto,  si sviluppano soprattutto sulle foglie, i fusti e i frutti delle piante, distruggendo i tessuti o i vasi conduttori delle piante.

Un fungicida è un tipo particolare di pesticida che ha la caratteristica di uccidere i funghi o di inibire la loro crescita. I fungicidi  possono offrire protezione contro lo sviluppo di funghi agendo in modo preventivo o possono curare la pianta già affetta da funghi.

Quasi tutti i fungicidi moderni, ad eccezione dei sali inorganici, si degradano nel suolo sebbene la velocità di degradazione dipenda dalla temperatura e dall’umidità.

I funghi sviluppano rapidamente resistenza all’azione dei fungicidi pertanto è necessario l’utilizzo di prodotti di diverse categorie e con diversi meccanismi di azione.

Affinché un fungicida sia efficace deve essere applicato sulla pianta non appena compaiono le prime manifestazioni in quanto, anche se l’agente patogeno viene eliminato, i danni cagionati alla pianta non vengono eliminati ma solo la nuova crescita non è affetta da malattie.

I fungicidi sono inibitori metabolici e i loro modi di azione possono essere classificati in quattro gruppi:

1)      Inibitori della sintesi di steroli (DMI)

2)      Inibitori della catena di trasporto di elettroni

3)      Inibitori di enzimi

4)      Inibitori del metabolismo degli acidi nucleici e della sintesi proteica

Tra i fungicidi più potenti, appartenente alla prima categoria, vi è il 1,2,4-triazolo introdotti nel 1973 e i suoi derivati particolarmente utilizzati nei cereali, barbabietola da zucchero, vite, pomacee e drupacee. L’1,2,4-triazolo è un eterociclo aromatico con formula molecolare C2H3N3

triazolo

che ha un’azione sistemica in quanto inibisce la biosintesi dell’ergosterolo, lo sterolo sintetizzato dai funghi componente fondamentale della membrana cellulare dei miceti dove svolge le stesse funzioni svolte dal colesterolo nelle cellule animali. Esso agisce sia per prevenire l’azione dei funghi inibendo la germinazione delle spore che per curare i problemi causati dai funghi e hanno quindi azione sia protettiva e curativa.

Alla categoria degli inibitori della catena di trasporto degli elettroni fanno parte le strobilurine il cui capostipite è la strobilurina A. Quest’ultima è di origine naturale ed è estratta da colture liquide di un fungo ovvero il Strobilurus tenacellus  che ha azione antibiotica e antimicotica scoperta nel 1977.

strobilurin A

I primi derivati sintetici furono prodotti a partire dal 1986 e successivamente sono stati sintetizzati prodotti sempre più efficaci.

Le strobilurine inibiscono la respirazione cellulare e impediscono il trasferimento di elettroni all’interno dei mitocondri. L’interruzione del flusso di elettroni blocca la produzione di ATP, il principale vettore di energia che alimenta le funzioni della cellula, con conseguente arresto dei processi cellulari vitali e morte del fungo.

I fungicidi che inibiscono l’azione di alcuni enzimi sono vari in quanto agiscono specificatamente nei confronti di un determinato enzima. Ad esempio i ditiocarbammati disattivano i gruppi –SH presenti negli amminoacidi, nelle proteine e negli enzimi, gli organofosfati arrecano danni irreversibili al metabolismo degli amminoacidi. I fungicidi aromatici come il Clortanolil disattivano gli amminoacidi, le proteine e gli enzimi. Il Clortanolil ovvero il 2,4,5,6-tetracloroisoftalonitrile

2,4,5,6-tetracloroisoftalonitrile

è un fungicida tra i più impiegati a livello mondiale che viene applicato a scopo preventivo in quanto impedisce alle spore di germinare e dar luogo a infezioni.

Tra gli inibitori del metabolismo degli acidi nucleici e della sintesi proteica vi sono le fenilammidi come il Mefenoxam che inibiscono la sintesi dell’RNA

Mefenoxam

ed inoltre le dicarbossimidi che inibiscono la sintesi dell’RNA, del DNA, la divisione cellulare e il metabolismo cellulare.

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Author: Chimicamo

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