Chimica Organica

Equazione di Mayo-Lewis

il 19 Giugno 2025

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equazione di Mayo-Lewis

L’equazione di Mayo-Lewis, (MLE) pubblicata nel 1944 da Frank R. Mayo e Frank M. Lewis in un articolo pionieristico sul Journal of the American Chemical Society, rappresenta una pietra miliare nello studio della copolimerizzazione. Prima del lavoro di Mayo e Lewis, la sintesi dei copolimeri era in gran parte empirica, e non esisteva un modello teorico in grado di collegare in modo quantitativo la composizione del copolimero alle concentrazioni e alle reattività relative dei monomeri nella miscela di reazione.

Infatti la reattività di un monomero non può essere prevista in una copolimerizzazione sulla base dei dati della sua reattività nella omopolimerizzazione. Ad esempio  l’acetato di vinile (VAc) polimerizza circa 30 volte più velocemente dello stirene (Sty), eppure  se i due monomeri vengono copolimerizzati insieme in una miscela 50/50 il prodotto che si ottiene è costituito da  polistirene quasi puro. D’altra parte l’α-metilstirene (α-MSty) non può essere omopolimerizzato per formare un polimero ad alto peso molecolare, ma viene facilmente incorporato nel copolimero a temperature elevate.

L’equazione di Mayo-Lewis ha rivoluzionato questo campo fornendo, per la prima volta, una relazione matematica chiara e rigorosa tra la composizione dei comonomeri nella fase di reazione e quella risultante nel copolimero. Questa formulazione ha permesso di comprendere come le proprietà chimico-fisiche dei monomeri e i loro rapporti di reattività influenzino la struttura molecolare finale del polimero.

Il lavoro di Mayo e Lewis si inserisce in un contesto storico cruciale: negli anni ’40, la chimica dei polimeri era ancora una disciplina emergente. Le ricerche di Staudinger e Carothers avevano da poco gettato le basi teoriche e pratiche della polimerizzazione, ma la comprensione delle copolimerizzazioni rimaneva frammentaria. L’introduzione dell’equazione di Mayo-Lewis ha fornito un potente strumento predittivo e ha permesso ai chimici di superare le limitazioni empiriche, progettando copolimeri con composizioni e proprietà controllate.

L’equazione di Mayo-Lewis, dunque, non è solo una formula, ma ha trasformato la copolimerizzazione da arte empirica a scienza quantitativa. Grazie a questo modello, è possibile prevedere la sequenza delle unità monomeriche nella catena polimerica e comprendere fenomeni come la formazione di copolimeri alternati, statistici o a blocchi, a seconda delle condizioni di reazione.

Formulazione dell’equazione di Mayo-Lewis

L’equazione di Mayo-Lewis si basa su un modello cinetico elementare della copolimerizzazione radicalica di due monomeri, M1 e M2. Durante la crescita della catena polimerica, i radicali attivi terminanti con un’unità M1 o M2 ​ possono reagire con entrambi i monomeri presenti in soluzione. La probabilità che un radicale reagisca con un monomero specifico dipende dalle costanti di velocità delle diverse reazioni di propagazione, ovvero:

k11​ = costante di velocità per l’addizione di M1​ a un radicale terminante con M1
k12 = costante di velocità per l’addizione di M2​ a un radicale terminante con M1
k21​ = costante di velocità per l’addizione di M1 a un radicale terminante con M2
k22 = costante di velocità per l’addizione di M2​ a un radicale terminante con M2

Per semplificare l’analisi, Mayo e Lewis introdussero i rapporti di reattività dei monomeri:
r₁ = k₁₁ / k₁₂
r₂ = k₂₂ / k₂₁​

Questi parametri descrivono la tendenza di un radicale terminale a reagire con un monomero dello stesso tipo rispetto a uno diverso. In particolare:

se r1 > 1 il radicale terminante con M₁ preferisce aggiungere M₁: tendenza all’omopolimerizzazione
se r1 < 1 il radicale terminante con M₁ preferisce aggiungere M₂: tendenza all’alternanza
se r1 = 1 non c’è preferenza: comportamento ideale

Spesso si utilizza una forma alternativa, che permette di calcolare la frazione molare del monomero M₁ nel copolimero F1 in funzione della frazione molare nella miscela di monomeri f1:
F1 = r1f12 + f1f2/ r1f12 + 2 f1f2+ r2f22

Dove:
f1 = [M1]/[M1] + [M2]
f2 = 1 – f1
f1 è la frazione molare di M₁ nel copolimero

Interpretazione pratica dell’equazione di Mayo-Lewis

L’equazione di Mayo-Lewis rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere e prevedere la composizione dei copolimeri ottenuti mediante copolimerizzazione radicalica. In pratica, questa relazione matematica permette di determinare, in ogni istante della reazione, quale sarà la proporzione delle unità monomeriche incorporate nel copolimero, in funzione delle concentrazioni dei monomeri in soluzione e dei loro rapporti di reattività.

Equazione di Mayo Lewis
grafico dell’equazione di Mayo-Lewis

Uno degli aspetti più interessanti dell’equazione è la sua capacità di rivelare la preferenza di reazione tra i monomeri. Ad esempio, se un monomero tende a reagire principalmente con sé stesso come accade quando r1 > 1 il copolimero conterrà una maggiore quantità di quel monomero rispetto alla sua concentrazione nella miscela iniziale. Al contrario, se i rapporti di reattività r1 e r2 sono minori di 1, la reazione favorirà l’alternanza tra i due monomeri, portando alla formazione di copolimeri più regolari e con una sequenza più casuale.

Nella copolimerizzazione alternata, i valori r di entrambi i monomeri sono uguali a zero. Ciò significa che ciascun radicale reagisce esclusivamente con l’altro monomero e non ha affinità per i monomeri simili a sé. Questo porta a un’organizzazione alternata lungo la catena. Questi tipi di copolimeri sono chiamati copolimeri alternati e possono essere rappresentati come —ABABAB—. La polimerizzazione continua fino all’esaurimento di uno dei monomeri.

L’equazione di Mayo-Lewis consente di prevedere fenomeni importanti come la formazione di azeotropi, ovvero condizioni in cui la composizione del copolimero rispecchia esattamente quella della miscela di monomeri, oppure la tendenza alla variazione progressiva della composizione del copolimero: durante la reazione, il consumo preferenziale di un monomero può portare a un progressivo cambiamento della composizione del copolimero prodotto.

L’equazione di Mayo-Lewis permette di prevedere come varia la composizione del copolimero al variare delle concentrazioni iniziali dei monomeri e dei loro rapporti di reattività. Ad esempio se r1 = r2 la reattività dei due monomeri è identica, e la composizione del copolimero rispecchia quella della miscela di reazione mentre se r1≫1 e r2≪1, il copolimero sarà ricco di M1​, anche se la miscela iniziale è equimolare.

azeotropo
azeotropo

Pertanto l’equazione di Mayo-Lewis non è solo una formula matematica, ma una guida pratica per progettare copolimeri con proprietà chimiche e fisiche specifiche. Comprendere e utilizzare questa equazione consente ai chimici di modulare la sequenza e la distribuzione dei monomeri lungo la catena polimerica, influenzando così le caratteristiche finali del materiale, come la resistenza meccanica, la flessibilità, la solubilità e la compatibilità con altre sostanze.

Limitazioni ed estensioni dell’equazione di Mayo-Lewis

Sebbene l’equazione di Mayo-Lewis abbia rappresentato una svolta fondamentale nello studio della copolimerizzazione, è importante sottolinearne alcune limitazioni. Innanzitutto, questa equazione si basa su una serie di ipotesi semplificative, tra cui la costanza dei rapporti di reattività durante tutta la reazione, l’indipendenza della velocità di propagazione dalle dimensioni della catena radicalica e l’assenza di effetti di diffusione o di impedimento sterico. In altre parole, l’equazione non considera fenomeni come l’accumulo o l’esaurimento locale dei monomeri vicino al sito reattivo, né tiene conto di eventuali effetti sterici o elettronici che potrebbero influenzare la reattività dei monomeri lungo la catena.

Un’altra limitazione importante è che l’equazione di Mayo-Lewis descrive la composizione istantanea del copolimero, senza fornire informazioni sulla sequenza di inserimento dei monomeri lungo la catena, né sulla distribuzione delle lunghezze dei blocchi. Questo aspetto diventa cruciale quando si vogliono progettare copolimeri a blocchi, copolimeri alternati o a distribuzione controllata.

copolimeri alternati
copolimeri alternati

Per superare queste limitazioni, sono stati sviluppati modelli più avanzati, come il modello terminale esteso, che introduce parametri di penultima unità (penultimate model), e modelli di statistica sequenziale che considerano la probabilità di inserimento dei monomeri successivi in funzione delle ultime unità della catena. Inoltre, l’introduzione di metodi computazionali e di simulazione stocastica ha permesso di ottenere previsioni più accurate sulla microstruttura dei copolimeri e di studiare sistemi complessi, come le copolimerizzazioni a più di due monomeri (terpolimerizzazione).

Nonostante queste evoluzioni, l’equazione di Mayo-Lewis rimane un caposaldo nella chimica dei polimeri, un punto di partenza essenziale per comprendere i principi fondamentali della copolimerizzazione e per progettare materiali polimerici dalle proprietà desiderate.

Estensioni dell’equazione: il modello della penultima unità

Un’estensione significativa dell’equazione di Mayo-Lewis è rappresentata dal modello della penultima unità (penultimate model), proposto per tenere conto di effetti strutturali più complessi durante la copolimerizzazione. In questo modello, si assume che la probabilità di aggiungere un monomero alla catena radicalica dipenda non solo dall’unità terminale (come nel modello classico di Mayo-Lewis), ma anche dalla penultima unità incorporata nella catena.

Questa considerazione è particolarmente importante quando i monomeri hanno ingombri sterici diversi o quando presentano effetti elettronici che influenzano la reattività. Ad esempio, se una catena termina con due unità di monomero rigido o ingombrante, la probabilità di aggiungere una nuova unità può essere significativamente ridotta rispetto al caso in cui la catena termini con una sequenza più flessibile o meno impedita.

Il modello della penultima unità introduce quindi nuovi parametri di reattività che descrivono le probabilità di inserimento dei monomeri in funzione delle ultime due unità della catena. Sebbene questo approccio aumenti la complessità dei calcoli, esso fornisce una descrizione più realistica e accurata della copolimerizzazione in molti sistemi pratici, soprattutto quando si progettano copolimeri con architetture sofisticate o proprietà meccaniche e chimiche mirate.

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