Blog

Degradazione di Hofmann- chimicamo

Degradazione di Hofmann

  |   Chimica, Chimica Organica

La degradazione di Hofmann da non confondersi con l’eliminazione di Hofmann è una reazione in cui un’ammide primaria è convertita in un’ammina primaria. La degradazione di Hofmann comporta l’ossidazione dell’azoto seguita dal riarrangiamento del carbonile e dell’azoto per dare un isocianato intermedio. La reazione può formare un’ampia gamma di prodotti, comprese le ammine alchiliche e

La reazione avviene a caldo, in ambiente basico e in presenza di un alogeno.

La degradazione di Hofmann in cui da un’ammide si forma un’ammina con perdita di anidride carbonica è un esempio di reazione in cui i gruppi alchilici o arilici migrano verso atomi di azoto carenti di elettroni.

 

Meccanismo

La reazione inizia con la deprotonazione dell’azoto da parte della base con formazione di un anioni.

Quest’ultimo attacca l’alogeno, generalmente il bromo, per formare una N-bromoammide.

La base deprotona il rimanente protone ammidico con formazione di un anione il quale dà luogo a un riarrangiamento. Successivamente il gruppo R legato al carbonio carbonilico si lega all’azoto e si allontana l’alogenuro ottenendosi un isocianato.

L’isocianato idrolizza per dare acido carbammico che a caldo dà luogo alla formazione di un’ammina primaria e biossido di carbonio tramite una reazione di decarbossiazione

hofmann
Applicazioni

La degradazione di Hofmann è utilizzata nella preparazione di :

Condividi


Gentile Lettrice, Gentile Lettore

Abbiamo rilevato che stai utilizzando un AdBlocker che blocca il caricamento completo delle pagine di Chimicamo.org

Questo sito è per te completamente gratuito e fornisce, si spera, un servizio serio, completo ed utile, pertanto speriamo che tu consideri la possibilità di escluderlo dal blocco delle pubblicità che sono la nostra unica fonte di guadagno per portare avanti quello che vedi.

 

Per piacere aggiungi Chimicamo.org alla tua whitelist oppure disabilita il tuo software mentre navighi su queste pagine.

 

Grazie

Lo staff di Chimicamo.org

Condividi