Bastoni di incandescenza

Nelle notti d’estate, sulle spiagge o nelle piazze, adulti e bambini illuminano l’ambiente facendo volteggiare i bastono di incandescenza. Essi nacquero negli anni ’70 per scopi militari ma oggi, stante la loro economicità, la facilità di trasporto, la loro capacità di sopportare alte pressioni e quindi di poter essere messi sott’acqua e la possibilità di ottenere una fonte immediata di luce in caso di eventi catastrofici, i bastoni a incandescenza sono largamente usati per gli scopi più svariati.

La luce è una forma di energia che può essere emessa da un corpo attraverso vari processi che si basano tutti sullo stesso principio: quando a un atomo o a uno ione viene fornita energia gli elettroni passano da uno stato fondamentale a uno stato eccitato assorbendo una energia quantizzata.

Ricadendo poi allo stato fondamentale l’energia assorbita viene riemessa sotto forma di radiazione avente energia pari a E = hν essendo h la costante di Planck e ν la frequenza della radiazione. Se la radiazione ha una frequenza, ovvero una lunghezza d’onda, che cade nel campo del visibile si evidenzia una colorazione tipica.

Nei bastoni di incandescenza l’energia necessaria viene fornita da una reazione chimica che avviene tra una soluzione di perossido di idrogeno e una di  difenilossalato in cui è stato disciolto un colorante.

Nella reazione tra i due reagenti  si ottengono il fenolo e l’1,2-diossietandione che è un composto molto instabile che si decompone rapidamente in biossido di carbonio.

GlowStick

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Author: Chimicamo

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