Antocianine

Le antocianine sono pigmenti idrosolubili appartenenti al gruppo dei flavonoidi che si trovano in molte specie vegetali, alghe e batteri.

Alla presenza delle antocianine si devono le colorazioni rosa, scarlatto, rosso, porpora, violetto e blu che caratterizzano i petali, le foglie e i frutti delle piante.

Le antocianine sono oggetto di studio per le loro potenzialità nell’ambito dell’industria dei coloranti per la vasta gamma di colori, farmaceutica e cosmetica per i loro effetti benefici.

L’uso delle antocianine è limitato dalla loro relativa instabilità e per la loro bassa resa durante l’estrazione che pertanto costituiscono oggetto nell’ambito dello studio dei coloranti naturali in sostituzione di quelli sintetici a cui sono spesso associati effetti indesiderati.

Le antocianine isolate sono altamente instabili e danno in genere luogo a degradazione: la loro instabilità è influenzata da molti fattori quali il pH, la temperatura, la struttura chimica, la concentrazione, la luce, i solventi, la presenza di enzimi, flavonoidi, proteine e ioni metallici.

Le antocianine sono composti poliaromatici poliossidrilati in grado di reagire con gli ossidanti quali l’ossigeno molecolare e i radicali liberi e sono quindi caratterizzate da proprietà antiossidanti e vengono quindi usate per molte patologie quali malattie neurovegetative, cardiovascolari e diabete.

Per le loro proprietà antiossidanti le antocianine proteggono le piante dai danni dovuti alle radiazioni U.V. e per i loro colori attraggono gli insetti provvedendo alla loro riproduzione.

Da un punto di vista chimico le antocianine sono caratterizzate da una struttura di base complessa che prende il nome di catione flavilio costituito da una molecola di benzene fusa con una di pirano a cui è legato un gruppo fenilico; in posizione R/3 e/o in posizione R/4 è presente un gruppo glicosidico come D-glucosio, L-ramnosio, L-arabinosio o D-galattosio.

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Author: Chimicamo

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