Anfetamina

L’anfetamina il cui nome I.U.P.A.C. è (RS)- 2-ammino-1-fenilpropano fa parte di una ampia gamma di composti appartenenti alle fenetilammine.

anfetamina

E’ una sostanza basica ed è poco solubile in acqua mentre ha una discreta solubilità in etanolo ed etere etilico. I sali da essa derivati sono solubili in acqua; pertanto viene somministrata sotto forma di solfato racemo.

L’anfetamina fu sintetizzata per la prima volta nel 1887 dal chimico tedesco L.Edelano  ma solo intorno al 1930 se ne scoprirono le sue proprietà stimolanti del sistema nervoso centrale. I medici ne raccomandarono l’uso per la cura dei disturbi associati all’abuso di alcol, per la depressione, nel caso di calo del peso corporeo, per il vomito correlato alla gravidanza, per la narcolessia e per molte altre patologie. L’uso dell’anfetamina si accrebbe rapidamente anche a causa del suo basso costo, della sua reperibilità in quanto i medici la raccomandavano non intravvedendo possibilità di effetti collaterali.

Durante la Seconda Guerra mondiale i militari statunitensi, inglesi, tedeschi e giapponesi fecero uso di tale sostanza per aumentare la loro attenzione e la loro resistenza. L’abuso dell’anfetamine e in particolare della metanfetamina N-metil omologo dell’anfetamina iniziò tra il 1960 e il 1970 con la scoperta che tale sostanza produceva  sensazione di energia e lucidità, eliminazione della stanchezza, senso di euforia, potenziamento dell’autostima, calo del senso di fame. Fece la sua prima comparsa in Europa nelle discoteche londinesi dove venne chiamata Tick.  Furono usate con disinvoltura dagli sportivi per migliorare le loro prestazioni e dagli studenti nel periodo degli esami. L’anfetamina e la metanfetamina possono essere ingerite oralmente sotto forma di pillole, tranciate e sniffate, disciolte in acqua e iniettate o fumate. Negli anni ’80 si diffuse l’uso dell’Ice, una forma più pura della metanfetamina che veniva fumato in pipe di vetro.

Solo nel 1959 la FDA ( Food and Drug Administration statunitense) riconoscendone le proprietà stupefacenti, ne ha limitato l’uso, se non con prescrizione medica già dal 1959. Purtroppo l’Italia è stata uno degli ultimi paesi europei a recepire la normativa anche se oggi è tra le nazioni più restrittive.

Al di là degli effetti immediati l’anfetamina e i suoi derivati provoca irritabilità, tremore, agitazione, disturbi del sonno, perdita di appetito, aggressività, instabilità dell’umore, depressione. Come altre droghe l’anfetamina provoca dipendenza e il consumatore ne avverte un bisogno crescente con conseguente aumento delle quantità assunte. In dosi elevate tale droga porta ad allucinazioni, può provocare arresto cardiaco e danni ai reni e al fegato oltre a seri disturbi mentali. L’uso di anfetamina inoltre porta ad un aumento della pressione e ad un aumento della temperatura corporea fino a 41°C con conseguente rischio di disidratazione. Nei casi peggiori e, specie se associata ad uso di alcol, può portare a perdita di coscienza e ad uno stato comatoso; elevato è il rischio emorragia cerebrale. E’ inoltre più dannosa della cocaina a causa del fatto che l’anfetamina viene metabolizzata in tempi più lunghi con conseguenti effetti più intensi. E’ scattato nel 2013 l’allarme “rosso” per i crescenti casi di ictus cerebrale, fra i giovani, provocati dall’assunzione di cocaina ed anfetamine.

La presenza di anfetamine negli individui drogati può essere facilmente rilevata gascromatograficamente nelle urine e, per una conferma ancora più accurata, il gascromatografo è integrato con apparecchi UV, IR o con uno spettrometro di massa.

Nonostante il divieto l’uso di derivati anfetaminici costituisce un serio e grave problema politico, sanitario e sociale purtroppo non ancora adeguatamente sentito.

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Author: Chimicamo

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