Chimica

Alimenti a contenuto alcalino

il 13 Ottobre 2018

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alimenti a contenuto alcalino

Una dieta ricca di alimenti alcalini può costituire un valido supporto alla salute generale. Inserire più vegetali freschi, frutta a basso indice glicemico e fonti vegetali di sali minerali, accompagnati da una corretta idratazione, rappresenta una strategia semplice e naturale per promuovere il benessere attraverso l’alimentazione.

Secondo una teoria disconosciuta dalla comunità scientifica l’assunzione di alimenti a contenuto alcalino influenzerebbe il pH  dei fluidi corporei con effetti nella prevenzione e nella cura di varie malattie.
E’ tuttavia incontrovertibile che alcuni cibi, a causa della loro composizione, siano considerati alcalini.

L’equilibrio acido-base dell’organismo è un aspetto cruciale per il mantenimento della salute. Il nostro corpo tende a mantenere il pH del sangue in un intervallo molto ristretto, intorno a 7.35-7.45, leggermente alcalino, grazie a complessi sistemi tampone fisiologici. Tuttavia, lo stile di vita moderno e una dieta ricca di cibi acidificanti possono alterare l’equilibrio locale in tessuti e fluidi biologici, predisponendo a una serie di disturbi.

Tra i fattori che influenzano il pH corporeo, l’alimentazione riveste un ruolo fondamentale. Gli alimenti alcalini sono quelli che, una volta metabolizzati, rilasciano residui basici, contribuendo a contrastare l’acidificazione dell’organismo e promuovere il benessere.

Un alimento viene definito “alcalino” non tanto per il suo pH originario, ma per l’effetto che ha sull’organismo dopo la digestione. Questo concetto si basa sul cosiddetto PRAL (Potential Renal Acid Load), un parametro che indica il carico acido potenziale di un alimento a livello renale. Un PRAL negativo suggerisce un effetto alcalinizzante.

Alcuni alimenti, pur avendo un pH acido, come il limone, hanno un effetto alcalinizzante per via della loro composizione in minerali, come il potassio, il calcio e il magnesio. La cosiddetta “dieta alcalina” non pretende di modificare il pH del sangue, che resta rigidamente regolato, ma può migliorare il microambiente cellulare, sostenere i processi metabolici ed eliminare lo stress acido a carico di tessuti, ossa, reni e denti.

Alimenti alcalinizzanti

Tra gli alimenti alcalinizzanti si annoverano frutta e verdura tra cui:

Aglio contenente allicina che ha proprietà antibiotiche

Asparagi ricchi di proteine e fibre alimentari e a basso contenuto di carboidrati e calorie

Avocado ricchi di vitamina A ed E, l’acido grasso essenziale omega-3, ed elevati contenuti di potassio

Banane ricche di vitamina B6 e C e contenenti potassio e manganese

Barbabietole ricche di ferro, flavonoidi, saponine e antocianine particolarmente indicate per chi è anemico

Broccoli ricchi di vitamine C, K e A, fibre, folati e sali minerali contenenti manganese, potassio e ferro

Cantalupi ricchi di vitamina A e β-carotene

Fichi ricchi di potassio calcio e magnesio e poveri di sodio. Contengono inoltre i polifenoli con azione antiossidante

Funghi ricchi di vitamina B e D e sali minerali contenenti selenio e rame

Spinaci ricchi di vitamina K, C e B e contenenti ferro, manganese e carotene

Uva ricca di vitamine A, C, B6 e acido folico oltre a minerali essenziali come potassio, calcio, ferro, fosforo, magnesio e selenio.

Alimenti alcalinizzanti sono anche fagioli e lenticchie, alcuni cereali integrali e i fagioli di soia.

Un’alimentazione alcalinizzante costituisce un valido mezzo per contrastare l’erosione dello smalto dei denti costituito da idrossiapatite che gli alimenti acidi tendono con il tempo a solubilizzare specie se, dopo il pasto, non si ricorre ad un’opportuna igiene orale.

Alimenti acidificanti da limitare

Gli alimenti acidificanti sono quelli che, a seguito del metabolismo, producono residui acidi, principalmente sotto forma di acidi solforico, fosforico e urico, che devono essere neutralizzati ed eliminati dai reni. Un consumo eccessivo di questi alimenti può generare uno stress metabolico e sistemico, costringendo l’organismo ad attingere a riserve alcaline, come calcio e magnesio provenienti da ossa e denti, per mantenere stabile il pH ematico.

Sebbene questi alimenti non vadano eliminati del tutto — molti contengono nutrienti essenziali — è consigliabile moderarne l’assunzione e bilanciarli con una generosa quota di alimenti alcalinizzanti.

1. Carne rossa e salumi

Le proteine animali, in particolare quelle provenienti da carne bovina, suina e ovina, contengono alti livelli di aminoacidi solforati (metionina e cisteina). Il loro metabolismo porta alla produzione di acido solforico. I salumi, oltre a contenere proteine, sono spesso ricchi di sodio e conservanti, che amplificano il carico acidificante.

2. Formaggi stagionati e latticini

I formaggi a lunga stagionatura (grana, parmigiano, pecorino) hanno un PRAL particolarmente elevato. Anche latte e yogurt, seppur meno acidificanti, rientrano in questa categoria. L’elevato contenuto di fosforo e proteine animali contribuisce alla formazione di acidi inorganici.

3. Pesce in scatola e crostacei

Anche se fonte di proteine nobili, alcuni pesci lavorati (come tonno in scatola o salmone affumicato) e i crostacei hanno un effetto acidificante, aggravato dalla presenza di sodio e additivi.

4. Prodotti da forno raffinati

Pane bianco, biscotti industriali, merendine, snack confezionati e torte con farine raffinate sono poveri di minerali alcalinizzanti e ricchi di zuccheri semplici e grassi saturi. Questi alimenti aumentano il carico acido e promuovono uno stato infiammatorio di basso grado.

5. Dolci e zuccheri raffinati

Il metabolismo degli zuccheri semplici tende ad acidificare l’organismo. Inoltre, l’elevato carico glicemico contribuisce a squilibri metabolici e alla deplezione di minerali alcalini.

6. Bevande zuccherate e gassate

Le bibite industriali contengono acido fosforico, zuccheri e aromi artificiali che abbassano il pH delle urine e aumentano il rischio di demineralizzazione ossea e dentale. Le bevande energetiche e i soft drink sono tra le più acidificanti.

7. Caffè e alcolici

Il caffè, se consumato in eccesso, ha un effetto acidificante e può interferire con l’assorbimento di calcio e magnesio. Anche gli alcolici (birra, vino, superalcolici) acidificano l’ambiente interno, oltre a sovraccaricare il fegato e i reni.

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