Chimica

Alcool polivinilico: sintesi, usi

il 10 Novembre 2019

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L’alcool polivinilico (PVA) è un polimero termoplastico sintetico solubile in acqua ma non nei solventi organici ottenuto da  polivinilacetati mediante sostituzione dei gruppi acetati con gruppi ossidrilici. E’ l’unico polimero che non è preparato da monomeri ma dalla reazione di altri polimeri.

Esso è inodore, non è tossico, resistente a grassi, oli e solventi e solubile in acqua. È duttile, flessibile ed esercita una  funzione di barriera nei confronti dell’ossigeno e degli aromi. Fu scoperto dal chimico tedesco Hermann Staudinger nel 1924

Proprietà

L’alcool polivinilico (PVA) è un polimero idrosolubile caratterizzato da un insieme di proprietà chimico-fisiche che ne rendono l’impiego estremamente versatile. Chimicamente, il PVA è un polimero lineare composto da unità viniliche che portano gruppi ossidrilici (-OH), i quali conferiscono elevata idrofilia e capacità di formare legami a idrogeno sia con l’acqua sia con altre molecole polari. Questa struttura permette al PVA di dissolversi facilmente in acqua, formando soluzioni viscose che possono essere modulate in funzione del grado di idrolisi e del peso molecolare del polimero.

Dal punto di vista meccanico, l’alcool polivinilico è noto per la sua elevata resistenza alla trazione, buona flessibilità e capacità di formare film trasparenti e stabili, resistenti a molti solventi organici ma sensibili all’umidità. La stabilità termica del PVA varia a seconda del grado di idrolisi, ma in generale il polimero mantiene le sue proprietà fino a temperature moderate, degradandosi gradualmente a temperature più elevate. Oltre alla sua idrosolubilità, il PVA presenta eccellenti proprietà adesive e tensioattive, che ne fanno un materiale ideale per adesivi, leganti, additivi per vernici e rivestimenti.

Un’altra caratteristica rilevante è la capacità del PVA di formare gel in presenza di agenti reticolanti, sali o sostanze ossidanti, proprietà sfruttata in applicazioni industriali e biomedicali, come film barriera, supporti per colture cellulari e sistemi di rilascio controllato di farmaci. Grazie alla sua biocompatibilità e alla relativa biodegradabilità, l’alcool polivinilico rappresenta un polimero versatile e sostenibile, con applicazioni che spaziano dall’industria chimica a quella farmaceutica, cosmetica e alimentare.

Sintesi dell’alcool polivinilico

Mentre gli altri polimeri vinilici sono preparati mediante polimerizzazione dei rispettivi monomeri, il PVA subisce un’idrolisi parziale o completa del polivinilacetato per rimuovere i gruppi acetato

L’alcool polivinilico infatti non può essere preparato per polimerizzazione dell’alcool vinilico CH2=CHOH. Esso è ottenuto tramite una polimerizzazione in sospensione dell’acetato di vinile che porta al polivinilacetato seguito da una reazione con metanolo in presenza di idrossido di sodio.

Usi

L’alcool polivinilico è biodegradabile e biocompatibile e trova applicazioni nel trattamento dei tessuti e della carta. Conferisce infatti una  maggiore resistenza ai filati tessili e rendendo la carta più resistente agli oli e ai grassi

E’ usato per la formulazione di soluzioni acquose adesive, come vernice protettiva dei metalli, come consolidante e come distaccante per stampi.

L’alcool polivinilico è utilizzato in campo medico quale componente delle cosiddette lacrime artificiali usate per la secchezza oculare, nella produzione di capsule e in campo chirurgico

In fogli è usato negli imballaggi alimentari in quanto serve da barriera nei confronti dell’ossigeno e previene l’ossidazione degli alimenti.

Colle e adesivi

Grazie alle sue peculiari proprietà, l’alcool polivinilico (PVA) trova applicazioni in numerosi settori industriali e tecnologici. Una delle più diffuse riguarda la produzione di adesivi e colle idrosolubili, utilizzate nell’industria cartaria, tessile e del legno, dove il PVA garantisce elevata adesione e facilità di rimozione senza lasciare residui nocivi. La capacità di formare film trasparenti, flessibili e resistenti lo rende inoltre un materiale ideale per la fabbricazione di rivestimenti protettivi, membrane e pellicole biodegradabili, impiegate soprattutto come imballaggi ecocompatibili e capsule idrosolubili per detergenti e pesticidi.

Agente di finissaggio

In campo tessile, il PVA è usato come agente di finissaggio e appretto, in quanto migliora la resistenza meccanica delle fibre e facilita i processi di tessitura. Nel settore cartario e tipografico, è impiegato come legante e additivo per conferire resistenza, lucentezza e stampabilità. La biocompatibilità e la possibilità di ottenere idrogel lo rendono prezioso in ambito biomedico e farmaceutico, dove è utilizzato per la produzione di lenti a contatto, sistemi di rilascio controllato di farmaci, suture riassorbibili e supporti per colture cellulari.

Non meno importanti sono le applicazioni nel campo cosmetico, dove il PVA viene utilizzato come addensante e stabilizzante in creme, maschere e lozioni, e in quello fotografico ed elettronico, in cui funge da matrice polimerica per rivestimenti, emulsioni e strati fotosensibili. Recentemente, la ricerca ha ampliato ulteriormente le potenzialità del PVA, portando allo sviluppo di materiali nanocompositi e membrane per celle a combustibile, confermando il ruolo di questo polimero come materiale altamente innovativo e versatile.

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