Chimica Organica

Acido benzensolfonico: struttura, proprietà e applicazioni

il 18 Aprile 2025

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acido benzensolfonico

L’acido benzensolfonico è un composto aromatico appartenente alla classe degli acidi solfonici, caratterizzati dalla presenza del gruppo funzionale –SO₃H legato a un anello benzenico. L’acido benzensolfonico riveste un ruolo fondamentale nella chimica industriale e organica grazie alla sua elevata reattività e versatilità come intermedio nella sintesi di numerose sostanze.

E’ l’acido solfonico aromatico più semplice ed è un costituente strutturale indispensabile di molti composti aromatici, inclusi microinquinanti organici e molecole di importanza biologica come coloranti, insetticidi, farmaci.

La formula molecolare dell’acido benzensolfonico è C₆H₆O₃S, e la sua formula di struttura può essere rappresentata come C₆H₅SO₃H, in cui un gruppo solfonico (–SO₃H) è legato direttamente a un anello benzenico.

Proprietà dell’acido benzensolfonico

È un composto organico dello zolfo che forma cristalli bianchi deliquescenti. L’acido benzensolfonico cristallizza da soluzione acquosa come idrato con 1.5 molecole d’acqua per molecola di acido benzensolfonico che fonde a un intervallo di temperatura compreso tra 43 e 44 °C. Esiste anche una forma monoidrata che ha una temperatura di fusione di 45-46 °C.

La rimozione dell’acqua produce acido benzensolfonico anidro che ha un punto di fusione più elevato tra i 65 e i 66 °C e può essere distillata senza decomposizione a 171-172 °C a bassa pressione. Si decompone quando viene riscaldato in acqua a circa 200°C dando luogo a una reazione di desolfonazione con formazione di benzene e acido solforico:
C6H5SO3H + H2O → C6H6 + H2SO4

Può essere degradato mediante da un radicale idrossilico generato tramite metodo sonochimico. È solubile in acqua ed etanolo, leggermente solubile in benzene e, a causa della presenza del gruppo solfonico altamente polare è poco solubile in solventi apolari come l’etere etilico e il solfuro di carbonio.

Acidità

La presenza del gruppo solfonico rende l’acido benzensolfonico più acido degli acidi carbossilici, permettendo di formare sali benzensolfonati. Infatti mentre l’acido benzensolfonico ha un valore di pKa di – 2.8, l’acido acetico, esempio tipico di acido carbossilico ha un valore di pKa di 4.8 e ciò implica che l’acido benzensolfonico è oltre un milione di volte più acido dell’acido acetico.

risonanza
risonanza

Questa proprietà si spiega analizzando la struttura della base coniugata e l’effetto del gruppo funzionale –SO₃H. Dopo la dissociazione del protone, l’acido benzensolfonico forma l’anione benzensolfonato (C₆H₅SO₃⁻).

In questo anione, la carica negativa è delocalizzata sui tre atomi di ossigeno del gruppo solfonico grazie a più strutture di risonanza stabili. Questo esteso sistema di delocalizzazione stabilizza notevolmente l’anione, rendendo la dissociazione del protone termodinamicamente favorevole.

Al contrario, negli acidi carbossilici, la carica negativa nella base coniugata è delocalizzata solo su due atomi di ossigeno, il che implica una minor stabilizzazione complessiva. Inoltre il gruppo solfonico è un forte gruppo elettronattrattore che stabilizza ulteriormente la carica negativa dell’anione benzensolfonato

Sintesi

L’acido benzensolfonico fu sintetizzato per la prima volta dal chimico tedesco Eilhard Mitscherlich nel 1834 dalla reazione del benzene con acido solforico fumante. La solfonazione del benzene, che segue un meccanismo di sostituzione elettrofila aromatica, si ottiene tipicamente reagendo con acido solforico.

solfonazione
solfonazione

Il meccanismo della reazione coinvolge la formazione preliminare di anidride solforica SO3 dall’acido solforico. L’anidride solforica è un potente elettrofilo, perché l’atomo di zolfo ha una lacuna di elettroni e attacca l’anello benzenico nel modo usuale. La generazione di SO3 dall’acido solforico è la seguente:

2 H2SO4 ⇌ SO3 + H3O+ + HSO4

La reazione procede molto più facilmente se si usa acido solforico fumante invece di acido solforico concentrato e quanto più la concentrazione è elevata. Quando l’acido solforico è diluito con acqua esso si solvata e si disattiva, per cui la reazione non ha luogo.

La reazione raggiunge l’equilibrio a una concentrazione specifica di acido solforico compresa tra il 74 e il 78%, che dipende dalla temperatura e dalla formazione di acqua.

Una parte significativa dell’acido solforico, pari a circa il 45% nel processo tradizionale, rimane inutilizzata, fungendo da solvente e diluente. Questo eccesso contribuisce a ridurre al minimo la formazione di sottoprodotti come il difenilsolfone. In ambito industriale, viene utilizzato il carbonato di calcio per rimuovere l’acido in eccesso.

L’acido benzensolfonico può essere ottenuto mediante rimozione azeotropica dell’acqua di reazione. Questo processo prevede il riscaldamento dell’acido solforico con concentrazione intorno al 79% a 170 °C in un recipiente. Il vapore di benzene finemente suddiviso viene introdotto attraverso una piastra forata sul fondo. Una parte del vapore di benzene in eccesso subisce solfonazione, mentre il benzene rimanente rimuove continuamente l’acqua formata tramite distillazione azeotropica.

La miscela benzene-vapore acqueo in uscita dal recipiente viene condensata e il benzene separato viene riciclato all’evaporatore. Il funzionamento continuo produce un prodotto finale contenente circa l’80.2% di acido benzensolfonico e il 14.3% di acido solforico.

Le operazioni in batch possono produrre un prodotto con il 93,1% di acido benzensolfonico e il 4,8% di acido solforico. L’aggiunta di benzensolfonato di sodio alla miscela di reazione può ridurre ulteriormente la formazione di solfoni al di sotto del 2%.

Reazioni

L’acido benzensolfonico presenta una reattività tipica dei composti aromatici con gruppi elettronattrattori:

Il gruppo –SO₃H è meta-orientante, quindi dirige eventuali nuove sostituzioni verso la posizione meta dell’anello benzenico.

Può essere convertito in altri derivati funzionali, come:
Cloruro di benzensolfonile (usato per produrre solfonamidi)
Sali come il sodio benzensolfonato.

reazione con il benzene
reazione con il benzene

Reagisce con il benzene secondo una reazione di tipo Fiedel-Craft per dare il difenilsulfone.

In presenza di idrossido di sodio in soluzione acquosa dà luogo alla formazione di benzensolfonato di sodio. Il sale risultante è miscelato con idrossido di sodio solido e fuso ad alta temperatura. Il prodotto di questa reazione è il fenossido di sodio, che è acidificato con acido in soluzione acquosa per produrre fenolo.

reazione con NaOH
reazione con NaOH

L’acido benzensolfonico reagisce con l’idrossido di calcio per dare il benzensolfonato di calcio che, a seguito della reazione con carbonato di sodio dà luogo alla formazione del benzensolfonato di sodio.

Applicazioni

L’acido benzensolfonico e i suoi derivati sono fondamentali in molteplici ambiti, grazie alla loro reattività, solubilità in acqua, capacità acidificante e stabilità termica. La sua versatilità lo rende un intermedio strategico in chimica industriale, farmaceutica, dei materiali e ambientale.

Le sue applicazioni derivano principalmente dalla presenza del gruppo –SO₃H, che conferisce forte acidità, reattività verso elettrofili e nucleofili, e solubilità in acqua. Una delle principali applicazioni dell’acido benzensolfonico è nella sintesi di alchilbenzensolfonati utilizzati come tensioattivi anionici.

Poiché l’anello benzenico può essere funzionalizzato in posizione orto o para rispetto al gruppo solfonico, mediante sostituzioni elettrofile aromatiche, da cui si ottengono derivati come l’acido p-nitrobenzensolfonico, l’acido benzensolfonico è il precursore di derivati impiegati nella sintesi di coloranti azoici e indicatori di pH.

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