Tulio

Il tulio ha numero atomico 69 ed è il tredicesimo e il penultimo elemento della serie dei lantanidi appartenente al 6° Periodo e al blocco f.

L’elemento non viene rinvenuto in natura allo stato puro ma si trova in piccole quantità insieme ad altri elementi delle terre rare in alcuni minerali quali la monazite ovvero del fosfato di cerio, lantanio, torio, neodimio e ittrio che contiene fino allo 0.007 % di tulio che è il meno abbondante delle terre rare.

Viene ottenuto tramite tecniche di scambio ionico e di estrazione con solvente sebbene il tulio possa essere isolato mediante riduzione del suo ossido.

Il tulio fu scoperto dal chimico svedese Per Theodor Cleve nel 1879 che utilizzò lo stesso metodo usato da Carl Gustaf Mosander che isolò il lantanio, il terbio e l’erbio.

Partendo dall’ossido di erbio Cleve, dopo aver allontanato tutti i possibili contaminanti noti ottenne due specie una marrone che denominò holmia e l’altra verde che denominò thulia antico nome greco della Scandinavia.

In realtà queste specie non erano nuovi elementi ma i rispettivi ossidi di olmio e tulio.

Il tulio è un metallo duttile e tenero che può essere tagliato con un coltello e ha una durezza nella scala di Mohs tra 2 e 3.

Il numero di ossidazione più comune del tulio è +3 ma può presentarsi anche con numero di ossidazione +2.

Il tulio si solubilizza in acido solforico diluito e i suoi ioni conferiscono una colorazione verde alla soluzione:

2 Tm(s) + 3 H2SO4(aq) → 2 Tm3+(aq) + 3 SO42-(aq) + 3 H2(g)

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Author: Chimicamo

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