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Storia dei nomi dei composti chimici

  |   Chimica, Chimica Generale

I nomi dei composti chimici hanno origine piuttosto recenti sebbene molti di essi fossero noti da secoli.

Un tempo i composti chimici assumevano nomi d’uso detti anche nomi comuni che spesso erano dovuti alla loro origine. Ad esempio l’acido acetico aveva questo nome perché presente nell’aceto e l’acido formico perché isolato nelle formiche rosse. Anche i composti inorganici avevano nomi d’uso spesso bizzarri come l’acido nitrico denominato acqua forte o il nitrato di sodio detto nitro del Cile.

Era quindi veramente arduo associare questi nomi ai composti e si poteva far uso solo della memoria…

Fu forse per questo motivo che la chimica era vista come un insieme di formule astruse e di difficile comprensione.

Gli alchimisti non  conoscevano le formule ma a loro erano ben note le proprietà e il metodo di preparazione delle varie specie e, grazie al loro, l’arte della trasformazione della materia non era un segreto.

Dall’alchimia al congresso di Ginevra

La nomenclatura chimica moderna iniziò con Berzeluis, uno dei padri della chimica, all’inizio del 1800. Secondo il chimico svedese le sostanze chimiche dovevano essere nominate in base a ciò che sono e non da dove provengono. Analogamente al processo di definizione delle unità di misura che si concluse con l’istituzione del Sistema Internazionale anche per i nomi dei composti chimici necessitavano di un metodo che consentisse di individuarli con sistematicità.

Durante il 1880, il chimico francese Charles Friedel cercò una riforma della nomenclatura che culminò nel Congresso di Ginevra del 1892. In esso alcuni dei più importanti chimici organici della fine del XIX secolo crearono una  relazione tra sostanze chimiche e nomi dei composti chimici che da allora ha costituito un riferimento indispensabile. Lo scopo era quello di rendere i nomi dei composti chimici correlati alla struttura dei composti che rappresentavano. Charles Friedel immaginò un sistema flessibile di nomenclatura che avrebbe consentito ai chimici di utilizzare diversi tipi di nomi banali e sistematici adattati alle loro diverse esigenze e preferenze. Il chimico tedesco Adolf von Baeyer, al contrario, sostenne un rigoroso sistema di regole di nomenclatura. Un tale sistema, secondo Baeyer, era un aiuto indispensabile per ordinare il numero infinito di nomi di sostanze chimiche organiche. L’idea di Bayer risultò vincente

La nascita della I.U.P.A.C.

Tra il 14 e il 15 aprile 1919 si tenne a Parigi la Conferenza Interalleata per la Chimica. Dal 18 al 28 luglio dello stesso anno a Bruxelles si riunì il Comitato per la Chimica IRC (International Research Council). In esso cui si propose la denominazione “Union internationale de chimie pure et appliquée”. Nel 1924 iniziarono i lavori ma, nel corso degli anni, si contrapposero le tesi di Arnold Holleman che erano più flessibili e quelle di Victor Grignard più rigoriste. Quando la commissione si riunì di nuovo nel 1928 e successivamente nel 1930 le tesi di Grignard ebbero la meglio e da allora per i chimici e gli studenti di chimica di tutto il mondo, I.U.P.A.C. è sinonimo di “nomenclatura”.

I prefissi, i suffissi, i numeri e le parentesi mettono in ordine le molecole esprimendo gli atomi e i loro legami. Ciò consente la comprensione della struttura di un composto organico e collocandolo tra le decine di milioni di sostanze chimiche organiche conosciute.