Solventi polari protici, aprotici e non polari

Nell’ambito delle sintesi organiche i solventi creano spesso disagio in quanto essi vengono spesso indicati tra i reagenti sebbene non partecipino alla reazione ma hanno solo la funzione di solubilizzare  i reagenti. I solventi infatti possono avere come unico ruolo quello di sciogliere i reagenti per cui si usano solventi polari per sciogliere reagenti polari e solventi non polari per sciogliere reagenti non polari come gli idrocarburi.

Vi sono casi in cui il solvente, oltre a svolgere la sua funzione, può agire da acido ovvero da donatore di protoni, da base ovvero da accettore si protoni e da nucleofilo se ha un doppietto elettronico solitario. In tal caso i solventi hanno proprietà acido base

I solventi sono classificati sulla base della loro polarità: i solventi polari presentano un momento dipolare e contengono atomi legati tra loro con una diversa elettronegatività mentre i solventi mentre i solventi non polari contengono atomi che presentano valori di elettronegatività simili.

La polarità di una molecola può essere valutata dalla sua costante dielettrica che aumenta all’aumentare della polarità: generalmente i solventi con una costante dielettrica maggiore di 15 sono considerati polari.

I solventi polari vengono suddivisi come protici e aprotici.

I solventi polari protici hanno un’alta costante dielettrica e un’alta polarità.

In essi è presente un legame –OH tipico degli alcoli o un legame –N-H tipico delle ammine e pertanto possono formare legami a idrogeno.

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Author: Chimicamo

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