Soluzioni elettrolitiche

Le soluzioni elettrolitiche sono quelle soluzioni in grado di condurre corrente elettrica grazie alla presenza di elettroliti ovvero di acidi, basi e sali che in soluzione acquosa di dissociano totalmente o parzialmente in ioni positivi e negativi.

Le soluzioni elettrolitiche furono studiate dal fisico e chimico britannico Michael Faraday che comprese, a seguito dei suoi esperimenti, che una soluzione è in grado di condurre corrente elettrica sotto l’influenza di un campo elettrico esterno se in essa sono contenute particelle cariche.

A tali particelle Faraday diede il nome di ioni, dal greco ἰέναι che significa andare con allusione al fatto che gli ioni si muovono da una parte all’altra.

Egli scoprì inoltre che ogni tipo di ione trasporta una carica definita in un intervallo di numeri interi che vanno comunemente da -1 a +3.

Un solido ionico come NaCl è costituito da particelle cariche che non sono libere di muoversi all’interno del reticolo cristallino ed è quindi in grado di condurre corrente elettrica solo se si trova allo stato fuso o in soluzione acquosa.

Poiché gli ioni carichi positivamente sono attratti dall’elettrodo negativo noto come catodo sono detti cationi e, analogamente, gli ioni carichi negativamente sono attratti dall’elettrodo positivo noto come anodo vengono quindi detti anioni.

Il solvente abitualmente usato per la dissoluzione degli elettroliti è l’acqua che gioca un ruolo fondamentale nel ridurre drasticamente le forze attrattive tra gli ioni presenti in un solido ionico o tra gli atomi presenti in molecole covalenti polari.

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Author: Chimicamo

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