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Smalti

  |   Chimica, Chimica Generale

Gli smalti sono costituiti da sostanze inorganiche e sono applicati, generalmente a scopo protettivo o decorativo, su ceramiche, metalli o leghe.

Storia

La tecnica di smaltare alcuni materiali è antichissima e pare risalire alla civiltà micenea da cui ben presto di diffuse nei paesi del Mediterraneo e nel Medio Oriente.

Gli smalti erano inizialmente usati per scopi decorativi di oggetti, spesso realizzati in oro . Solo successivamente i Celti e i Romani utilizzarono gli smalti sul bronzo per ottenere oggetti di uso quotidiano come pentole o coltelli.

Nel corso dei secoli gli smalti sono stati usati per decorare oggetti religiosi come calici e reliquiari e a cavallo tra il XIX e il XX secolo furono ulteriormente valorizzati dal noto orafo sovietico Fabergé

Proprietà

In generale gli smalti che hanno una durezza tra 5.5 e 7.5 nella scala di Mohs godono di proprietà che li rendono particolarmente pregiati come resistenza:

  •  al caldo
  • al freddo
  • agli shock termici
  • agli agenti atmosferici
  • alla corrosione
  •  all’abrasione.

Per le loro proprietà gli smalti sono attualmente utilizzati per ricoprire gli oggetti più svariati come pareti interne dei forni, per ricoprire vasche in ghisa, silos, reattori chimici, serbatoi e padelle.

Gli smalti sono ottenuti fondendo una miscela di materiali inorganici generalmente a una temperatura tra 750 e 850 °C.

La composizione chimica degli smalti varia a seconda del loro utilizzo e del supporto a cui vengono applicati. Essi contengono alcuni materiali tipici del vetro come SiO2 o B2O3 e un ossido di un metallo alcalino-terroso come CaO o BaO. Sono inoltre presenti ossidi di metalli alcalini come K2O, Na2O o Li2O e polvere di palladio.

Il colore dello smalto viene conferito da ossidi di cobalto, praseodimio e neodimio mentre se si vuole ottenere un bianco brillante si usa biossido di titanio.

 

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