Samario

Il samario è un metallo appartenente alla serie dei lantanidi che si trova, insieme ad altri metalli delle terre rare, nei minerali appartenenti al gruppo della monazite e della bastnäsite e samarskite.

Il samario che prende il nome dal minerale samarskite da cui fu ottenuto per la prima volta fu osservato spettroscopicamente dal chimico svizzero Jean Charles Galissard de Marignac nel 1853 ma fu solo nel 1879 che il chimico svizzero Paul-Émile Lecoq de Boisbaudran riuscì a isolarlo.

Attualmente il samario viene principalmente ottenuto attraverso un processo di scambio ionico dal minerale monazite ricco di elementi delle terre rare che può contenere fino al 2.8% di samario.

Il metallo è il terzo lantanide più volatile dopo l’itterbio e l’europio e tale proprietà facilita la separazione del samario dal minerale.

Il samario che ha durezza e densità simili a quelle dello zinco ha configurazione elettronica [Xe] 4f6, 6s3 e numeri di ossidazione +1, +2, +3 e +4 sebbene il più diffuso sia il numero di ossidazione +3.

Il samario è un forte riducente ed è in grado di ridurre gli ossidi di molti metalli.

Il samario si solubilizza in acido solforico diluito per dare una soluzione di colore giallo contenente ioni Sm3+; la solubilizzazione  è accompagnata da sviluppo di idrogeno gassoso:

2 Sm(s) + 3 H2SO4(aq) → 2 Sm3+(aq)  + 3 SO42-(aq) + 3 H2(g)

Il samario reagisce lentamente con l’ossigeno dell’aria formando l’ossido di samario (III) in superficie di colore giallo che lo protegge da ulteriori ossidazioni mentre brucia rapidamente secondo la reazione:

4 Sm(s) + 3 O2(g)→ 2 Sm2O3(s)

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Author: Chimicamo

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