Sale di Rochelle

Nella seconda metà del XVII secolo nella cittadina francese di La Rochelle il farmacista Pierre Seignette preparò un sale doppio a cui fu dato il nome di sale di Rochelle  avente formula KNaC4H4O6· 4H2O e nome potassio sodio tartrato tetraidrato.

Scarsamente solubile in acqua e debolmente solubile in alcol il sale di Rochelle si presenta sotto forma cristallina di colore che va dal bianco al blu e può essere preparato mescolando il carbonato di sodio con una soluzione di tartrato acido di potassio in rapporto 1:2.

Inizialmente fu utilizzato in campo medico per le sue blande qualità lassative e solo successivamente ne furono scoperte le potenzialità.

Nel 1920 infatti il fisico J. Valasek scoprì, sul sale di Rochelle, il fenomeno della ferroelettricità ovvero quella proprietà di cui godono alcuni materiali solidi che presentano una polarizzazione elettrica in assenza di campo elettrico. Questi materiali vengono polarizzati con l’applicazione di un campo elettrico, e mantengono la polarizzazione anche dopo lo spegnimento del campo stesso. Quando un materiale è polarizzato, al variare del campo esterno si ha un ciclo di isteresi  fenomeno per il quale il valore assunto da una grandezza dipendente da altre è determinato, oltre che dai valori istantanei di queste ultime, anche dai valori che avevano assunto in precedenza

materiali ferro-elettrici possono essere resi piezoelettrici attraverso il fenomeno della polarizzazione se presentano cristalli privi di centro di simmetria. Infatti la condizione necessaria affinché si verifichi il fenomeno della piezoelettricità è  l’anisotropia del materiale.

I cristalli piezoelettrici, generano una tensione elettrica a causa di una deformazione meccanica di natura elastica e, viceversa, si deformano elasticamente se sottoposti all’azione di un campo elettrico. I cristalli piezoelettrici sono dunque in grado di convertire energia elettrica in meccanica e viceversa.

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Author: Chimicamo

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