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Rutilo

  |   Chimica, Chimica Generale

Il rutilo è un minerale costituito da biossido di titanio TiO2 ampiamente diffuso che si trova nelle rocce ignee, sedimentarie e metamorfiche. Il geologo tedesco Abraham Gottlob Werner nel 1800 attribuì tale nome al minerale dal latino rutilus che significa rossiccio.

Il mineralogista rumeno Ignaz Edler von Born descrisse per primo il minerale nel 1772 e successivamente lo scienziato svizzero Horace-Bénédict de Saussure nel 1796 descrisse la sagenite di San Gottardo ora riconosciuta come una varietà di rutilo

Diffusione

Il rutilo  si trova come minerale accessorio nelle rocce ignee come il granito, la peridotite e la lamproite. Nelle rocce metamorfiche, il rutilo è un minerale accessorio comune con gneiss, scisto ed eclogite. Nonostante si trovi in diversi giacimenti minerari in moltissime località del mondo la sua presenza è solitamente limitata a cristalli piccoli e isolati. È diffuso negli ambienti alpini e lo si rinviene in Svizzera e in Italia nella Val Vizze. Cristalli di ottime dimensioni si trovano in Brasile e negli Stati Uniti in articolare in Georgia, North Carolina, Pennsylvania, Arkansas e California.

Proprietà

Presenta una colorazione dal rosso a marrone rossastro, nero, giallo e oro.

La colorazione del rutilo può variare notevolmente  da cristalli metallici a specchio, a luminosi aghi dorati  ed è noto per la sua tendenza a formare inclusioni sottili, fibrose o simili a paglia all’interno di altri minerali.

Spesso il titanio è sostituito da Fe2+, Nb5+ e Ta5+. La presenza di questi elementi aumenta il peso specifico del rutilo e provoca un colore nero.

Ha una durezza, nella scala di Mohs di 6-6.5 e un peso specifico da 4.2 a 4.4

Usi

Oltre che per l’ottenimento del titanio è utilizzato nella produzione di pigmenti bianchi, ceramiche refrattarie, smalti e apparecchiature ottiche. Il quarzo rutilato costituito da quarzo al cui interno vi sono cristalli di rutilo è usato come pietra preziosa e come pietra ornamentale.