Chimica

Reticolo cristallino: nodi, filari, piani reticolari

il 30 Aprile 2013

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reticolo cristallino

Un reticolo cristallino o reticolo di Bravais è costituito da particelle (atomi, molecole o ioni) che hanno una distribuzione regolare e periodica

Unendo i nodi con una serie di linee immaginarie si ottiene una struttura tridimensionale a cui si dà il nome di reticolo spaziale o di reticolo cristallino.

Il reticolo cristallino rappresenta l’ossatura ordinata e ripetitiva che definisce la struttura interna dei materiali solidi. A differenza dei solidi amorfi, privi di un ordine a lungo raggio, i cristalli sono caratterizzati da una disposizione regolare degli atomi, degli ioni o delle molecole, che si ripete periodicamente nello spazio formando una vera e propria architettura tridimensionale. Questa organizzazione non è soltanto un dettaglio geometrico: determina proprietà fondamentali come densità, durezza, conducibilità elettrica, comportamento meccanico e modalità di frattura.

Studiare il reticolo cristallino significa quindi comprendere come la materia si organizza su scala atomica e come tale organizzazione influenza il comportamento macroscopico dei materiali. Dalle leghe metalliche utilizzate nell’industria aerospaziale ai semiconduttori che alimentano la tecnologia moderna, fino ai minerali che formano la crosta terrestre, la conoscenza delle strutture cristalline è uno strumento essenziale per spiegare, prevedere e progettare le prestazioni dei materiali. In questo contesto si inserisce anche la classificazione dei reticoli di Bravais, un insieme di quattordici possibili geometrie fondamentali che descrivono tutte le strutture cristalline periodiche esistenti.

Elementi di un reticolo cristallino

Nodi nel reticolo cristallino

I nodi del reticolo cristallino rappresentano le posizioni nello spazio in cui si trovano le particelle materiali che costituiscono il solido ordinato: atomi, ioni o gruppi molecolari. Ogni nodo è una sorta di “punto ideale” che descrive la posizione media delle particelle, assumendo che esse oscillino intorno a una configurazione di minima energia.

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Reticolo cubico a corpo centrato

Quando tutte le particelle presenti nei nodi sono della stessa natura chimica e occupano posizioni equivalenti nello spazio tridimensionale, il reticolo viene definito semplice. È il caso tipico dei metalli puri, nei quali gli atomi (tutti uguali) si dispongono secondo una periodicità regolare, formando strutture come il reticolo cubico a corpo centrato (BCC) o quello cubico a facce centrate (FCC).

Se queste particelle sono della stessa natura chimica come i metalli , ad esempio tutti atomi uguali e sono ugualmente orientate nello spazio tridimensionale il reticolo cristallino viene detto semplice. Se invece i nodi  rappresentano particelle di natura chimica diversa il reticolo cristallino è detto composto. Esempi sono il cloruro di sodio e in genere alogenuri di metalli alcalini che danno un reticolo cubico a facce centrate

Filari

I filari rappresentano l’insieme di nodi reticolari allineati lungo una stessa direzione nello spazio. Si possono immaginare come “file” di punti che si ripetono regolarmente a intervalli costanti, intervalli che dipendono dalla natura della sostanza cristallina e dai parametri reticolari della cella elementare.

Questi allineamenti ordinati non sono semplici costruzioni geometriche: descrivono la periodicità con cui gli atomi o gli ioni si dispongono all’interno del reticolo. La distanza costante tra i nodi, infatti, riflette la configurazione energetica più stabile che il sistema riesce a raggiungere.

Nella geometria cristallina, i filari vengono spesso associati agli spigoli del cristallo, ma possono svilupparsi lungo qualsiasi direzione reticolare definita da una combinazione lineare dei vettori di base. La loro identificazione permette di analizzare l’orientazione interna del cristallo, di individuare direzioni preferenziali per la crescita, la frattura o la deformazione plastica, e di comprendere fenomeni come l’anisotropia meccanica e ottica.

In sintesi, i filari sono elementi fondamentali per interpretare l’ordine tridimensionale del reticolo cristallino e per collegare la disposizione atomica alle proprietà fisiche osservabili a livello macroscopico.

Piani reticolari

Sono costituiti da un insieme di nodi che sono regolarmente arrangiati lungo una superficie. Le caratteristiche di un piano reticolare sono definite dalle due grandezze lineari a e b e dall’angolo α mediante i quali risulta determinato un parallelogramma elementare regolare.

Ogni piano reticolare può essere immaginato come il risultato della ripetizione periodica del parallelogrammo elementare lungo due dimensioni dello spazio. Pertanto un parallelogrammo elementare è il più piccolo piano reticolare che ne conserva tutte le caratteristiche chimiche e fisiche allo stesso modo con il quale le proprietà di un tessuto rispecchiano quelle di ogni singola cellula che lo compongono.

Tuttavia, mentre la cellula è una entità fisica ben definita, il  parallelogrammo elementare è un’entità immaginaria in quanto è immaginaria ogni linea reticolare. Solo i nodi del reticolo cristallino, infatti, sono entità fisiche reali. I piano reticolari si identificano con la facce esterne dei cristalli.

Cella elementare

La struttura di un solido cristallino, che sia un metallo o meno, è meglio descritta considerando la sua unità ripetitiva più semplice, chiamata cella unitaria . La cella unitaria è costituita da punti reticolari che rappresentano le posizioni degli atomi o degli ioni. L’intera struttura è quindi costituita da questa cella unitaria che si ripete in tre dimensioni

cella unitaria
cella unitaria

Immaginando di spostare perpendicolarmente a se stesso un piano reticolare, si ottiene un reticolo cristallino che è caratterizzato da tre grandezze lineari: a, b e c, definite dalla distanza di due nodi consecutivi nelle tre dimensioni dello spazio e da tre grandezze angolari α, β e γ le quali sono definite dagli angoli reciproci di queste tre direzioni spaziali.

Queste sei grandezze determinano un parallelepipedo elementare la cui ripetizione lungo le tre direzioni primarie, si può immaginare che dia origine all’intero edificio del reticolo cristallino. Assegnando dei valori specifici alla lunghezza degli assi e agli angoli compresi tra essi, possono essere costruite celle elementari di diverso tipo.

Sistemi cristallini

La cristallografia ha mostrato che sono necessari solamente sette diversi sistemi cristallini per dare origine a tutti i possibili tipi di reticolo.

 

Sistema Caratteristiche lineari Caratteristiche angolari Esempi
Cubico o monometrico a = b = c α = β = γ = 90° NaCl, Au , C (diamante)
Tetragonale a = b ≠ c α = β = γ = 90° Sn bianco, TiO2
Rombico o ortorombico a ≠b ≠ c α = β = γ = 90° CaCO3(aragonite), S8 (alfa), BaSO4
Monoclino a ≠b ≠ c α = β = 90°; γ≠ 90° S8 (beta), KClO3
Triclino a ≠b ≠ c α ≠ β ≠ γ ≠ 90° CuSO4· 5 H2O
Trigonale o romboedrico a = b = c α = β = γ ≠ 90° CaCO3(calcite), Al2O3
Esagonale a = b α = β = 90°; γ = 120° C (grafite), Mg, Bi

 

Il parallelepipedo elementare conserva tutte le proprietà chimiche, fisiche e geometriche del reticolo spaziale di un cristallo ed è chiamato cella elementare. Pertanto un monocristallo può essere considerato formato da un insieme di celle elementari che si ripetono regolarmente nello spazio tridimensionale in modo da rispecchiare la simmetria esterna del cristallo medesimo. Questa ipotesi è coerente con il processo naturale della sfaldatura dei cristalli i quali quando vengono frantumati, danno origine a frammenti che conservano le caratteristiche geometriche del cristallo originale.

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