Resine a scambio ionico chimicamo e1616599250780

Resine a scambio ionico: composizione, usi

il 30 Novembre 2019

5 minutes di lettura

Le resine a scambio ionico sono materiali costituiti da polimeri che si presentano generalmente sotto forma di piccole sfere in grado di scambiare ioni con una soluzione che li attraversa.

Le resine a scambio ionico hanno la proprietร  di intrappolare e rilasciare ioni e vengono sfruttate per rimuovere alcuni ioni indesiderati presenti nelle soluzioni.
Sono quindi utilizzate in genere nel trattamento sia per lโ€™addolcimento che per la demineralizzazione delle acque che per il trattamento delle acque reflue.

Il concetto di scambio ionico fu osservato per la prima volta a metร  del XIX secolo. Nel 1850, Thomas Way, un chimico inglese, scoprรฌ che certi tipi di terreno potevano scambiare ioni ammonio con ioni calcio presenti nell’acqua, gettando le basi per la comprensione del fenomeno. Tuttavia, allโ€™epoca non esistevano materiali sintetici in grado di riprodurre questo processo in modo controllato.

Fu solo negli anni ’30 del Novecento che vennero sviluppate le prime resine sintetiche a scambio ionico. Il merito รจ attribuito principalmente ai chimici tedeschi e statunitensi che lavoravano su polimeri funzionalizzati.

In particolare Adams e Holmes (1935), della National Chemical Company, brevettarono una delle prime resine a scambio cationico a base di fenolo-formaldeide. Successivamente, durante gli anni ’40, la Rohm and Haas Company (Stati Uniti) sviluppรฒ le resine a base di stirene-divinilbenzene, ancora oggi tra le piรน utilizzate. Queste resine erano chimicamente piรน stabili, rigenerabili e presentavano elevate capacitร  di scambio.

Le resine a scambio ionico si diffusero rapidamente nel secondo dopoguerra, in particolare per la produzione di acqua demineralizzata nelle centrali elettriche e nelle industrie elettroniche e farmaceutiche.

Tipologie di resine a scambio ionico

Le resine a scambio ionico si classificano in due categorie principali:

  • Resine a scambio cationico, che scambiano cationi positivi (come Caยฒโบ, Mgยฒโบ, Naโบ) con altri cationi, tipicamente Hโบ o Naโบ;

  • Resine a scambio anionico, che scambiano anioni negativi (come Clโป, NOโ‚ƒโป, SOโ‚„ยฒโป) con altri anioni, come OHโป.

A seconda della loro composizione chimica e della natura dei gruppi funzionali presenti, le resine possono essere forti o deboli. Le resine forti operano su un ampio intervallo di pH, mentre quelle deboli sono efficaci solo in condizioni piรน ristrette.

Struttura e funzionamento

Le resine sono costituite da una matrice polimerica, generalmente a base di stirene-divinilbenzene, sulla quale sono legati gruppi funzionali responsabili dello scambio ionico. Questi gruppi determinano la selettivitร  della resina nei confronti di specifici ioni.

Il meccanismo di scambio avviene quando la resina entra in contatto con una soluzione contenente ioni: gli ioni presenti nella resina vengono rilasciati, mentre quelli nella soluzione vengono trattenuti nella matrice polimerica. Questo processo รจ reversibile, permettendo la rigenerazione della resina mediante lโ€™aggiunta di una soluzione rigenerante contenente gli ioni originari della resina.

Composizione

Le resine sono costituite da materiali insolubili come polistirene, polimeri acrilici, copolimeri stirene-divinilbenzene o argille e zeoliti.

Nella resina sono presenti ioni legati in modo permanente alla struttura. Per garantirne lโ€™elettroneutralitร , vi sono ioni di segno opposto che possono fuoriuscire dalla resina stessa.
Le resine possono essere di tipo cationico se gli ioni fissati sono anioni come gli anioni solfonato RSO3 a cui sono legati cationi come Na+ che si scambiano liberamente con i cationi presenti nella soluzione da trattare.

Sono di tipo anionico le resine in cui gli ioni fissati sono cationi come cationi di ammonio quaternario R4N+ a cui sono legati anioni come Cl che si scambiano liberamente con gli anioni presenti nella soluzione.

Usi

Le resine a scambio ionico vengono usate nei trattamenti delle acque industriali e domestiche sia per il loro addolcimento che per eliminare alcuni ioni metallici presenti come rame, cadmio e piombo.

Tra le specie presenti quelli che costituiscono la durezza dell’acqua sono gli ioni calcio e magnesio,ย carbonati, cloruri, nitrati e solfati. Per riscaldamento questi ioni precipitano formando incrostazioni di calcare che danneggiano tubi e caldaie.

La durezza dellโ€™acqua รจ quindi abbassata tramite le resine a scambio ionico in cui gli ioni Na+ sono sostituiti dagli ioni Ca2+ e Mg2+.

La reazione di scambio puรฒ essere scritta come:
2 R-Na+ย  + Ca2+ โ†’ย  R2Ca + 2 Na+

Grazie alle differenze di affinitร  per diversi ioni, รจ possibile utilizzare resine a scambio ionico per rimuovere selettivamente ioni dall’acqua.

Quando la resina non รจ piรน in grado di scambiare ioni quando tutti i siti attivi sono saturi

A seconda del tipo di resina a scambio ionico e dellโ€™utilizzo a cui รจ destinata la rigenerazione della resina puรฒ avvenire diversi tipi di sostanze tra cui il cloruro di sodio che dร  luogo alla reazione:
R2Ca + 2 NaCl โ†’ 2 R-Na+ย  + CaCl2
che comporta il ripristino dei siti attivi.

Oltre al trattamento delle acque le resine a scambio ionico trovano impiego in numerosi ambiti industriali e scientifici:
Produzione di acqua ultrapura per laboratori, centrali elettriche e industrie farmaceutiche;
Estrazione e purificazione di metalli, come nel recupero dellโ€™oro o nelle terre rare;
Industria alimentare, per esempio nella decolorazione e purificazione dello zucchero e nella produzione di acque minerali;
Industria farmaceutica, per il frazionamento e la purificazione di composti bioattivi.

Rigenerazione e durata

Uno degli aspetti fondamentali nellโ€™uso delle resine a scambio ionico รจ la loro capacitร  di essere rigenerate, ossia riportate allo stato originale dopo un ciclo di utilizzo. La rigenerazione avviene mediante lavaggi con soluzioni concentrate di acido (per le resine cationiche) o di base (per le resine anioniche), che ripristinano gli ioni originari nella matrice.

La durata di vita di una resina a scambio ionico dipende da vari fattori: qualitร  dellโ€™acqua trattata, frequenza di rigenerazione, condizioni operative (pH, temperatura), e dalla presenza di sostanze che possono causare fouling o intasamento.

Autore

Chimicamo

Maurizia Gagliano, Dottore in Chimica e Docente. Massimiliano Balzano, Dottore in Scienza e Ingegneria dei Materiali.