Processo Mond

Nel 1890 il chimico tedesco Ludwig Mond nell’ambito dei suoi studi relativi alla rapida corrosione delle valvole di nichel nel processo Solvay scoprì il nicheltetracarbonile Ni(CO)4.

Questo composto fu il primo complesso metallocarbonilico ottenuto che, a differenza di molti composti del nichel che sono solidi di colore verde, è un liquido incolore tossico e volatile.

Questa scoperta consentì la base di un metodo per ottenere nichel puro dall’ossido di nichel che venne detto processo Mond che sfrutta la capacità del nichel di combinarsi con il monossido di carbonio anche in condizioni blande.

Il monossido di nichel (II), spesso accompagnato da impurità di ferro e di cobalto viene fatto reagire con il gas d’acqua, ovvero don una miscela gassosa di idrogeno, monossido di carbonio che si ottiene facendo reagire vapore acqueo su carbone rovente secondo la reazione:
C(s) + H2O(g) → CO(g) + H2(g)

Il processo Mond si basa sulla reazione tra monossido di nichel e idrogeno che viene fatta avvenire a 200°C :

NiO(s) + H2(g)→ Ni(s)+ H2O(g)

Poiché il nichel ottenuto è impuro si procede a farlo reagire con il monossido di carbonio alla temperatura di 50-60°C:

Ni(s) + 4 CO(g) → Ni(CO)4(g)

Attraverso questa reazione vengono allontanate le impurezze solide.

Trattando la miscela di nicheltetracarbonile e gas d’acqua alla temperatura di 220-250°C si verifica la reazione di decomposizione con formazione di nichel

Ni(CO)4(g) → Ni(s) + 4 CO(g)

Il processo di Mond ha segnato una svolta nella metallurgia e nei principi che fino ad allora l’avevano guidata ed è stato usato in ambito industriale all’inizio del XX secolo ottenendosi nichel con un grado di purezza superiore al 99.9%

 

Author: Chimicamo

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