Principio di elettroneutralità

Il principio di elettroneutralità, che ha svolto un ruolo importante nello studio della struttura molecolare, fu pubblicato nel 1948 dal chimico statunitense Linus Carl Pauling secondo il quale le molecole stabili e i cristalli hanno strutture elettroniche tali che la carica elettrica di ogni atomo è vicina allo zero e comunque compresa in un range tra -1 e +1.

Il principio di elettroneutralità viene utilizzato per prevedere quale tra le strutture di risonanza di una molecola o di uno ione poliatomico sia quella più significativa, per spiegare l’esistenza di legami π nei composti o negli anioni contenenti silicio, fosforo o zolfo legati a un atomo di ossigeno.

Il principio tende inoltre a spiegare la stabilità dei complessi inorganici. Nel legame presente nei composti di coordinazione una coppia di elettroni viene messa a disposizione da un solo atomo mentre l’altro atomo non utilizza elettroni propri ma sfrutta la coppia elettronica del primo atomo.

Il donatore di elettroni viene detto legante e viene spesso indicato con L mentre l’atomo accettore indicato spesso con M è lo ione metallico.

Un legame coordinato può quindi essere indicato come M←L. sulla base di queste considerazioni esposte dal chimico britannico Nevil Sidgwick nel 1927 lo ione complesso esammino cobalto (III) [Co(NH3)6]3+ può essere rappresentato dalla seguente struttura:

esammino cobalto

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Author: Chimicamo

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