Potenziale zeta

I colloidi  sono sistemi bifasici costituiti da una sostanza dispersa in un’altra sostanza generalmente liquida o gassosa detta fase disperdente. A differenza delle soluzioni vere , come quelle ottenute ad esempio disciogliendo cloruro di sodio in acqua nelle quali non è in alcun modo possibile distinguere le particelle di soluto da quelle del solvente, in un sistema colloidale, come ad esempio quello ottenuto disperdendo in un liquido, un solido allo stato di estrema suddivisione, è possibile in qualche modo osservare le particelle disperse che hanno dimensione compresa tra 1000 e 10Å.

Le proprietà fisiche dei colloidi dipendono dalla natura e dall’estensione dell’interfaccia particelle-liquido in quanto il  comportamento dei colloidi è determinato  dalla struttura elettrica e ionica dell’interfaccia. La produzione e la stabilità di colloidi è legato al cosiddetto doppio strato elettrico che caratterizza l’interfaccia dove per stabilità si intende la resistenza a variare la dispersione nel tempo.

Per meglio comprendere la natura del doppio strato elettrico consideriamo lo ioduro di argento in acqua che, invece di precipitare, forma un colloide molto stabile. Lo ioduro di argento AgI, infatti, assorbe, sulla sua superficie, lo ione presente in eccesso dando due tipi di aggregati:

1)      [AgI]I circondato da un controione positivo presente in soluzione come ad esempio K+ e

2)      [AgI]Ag+  circondato da un controione negativo come ad esempio I

Il doppio strato elettrico genera un potenziale detto potenziale zeta o potenziale elettrocinetico ζ il cui valore è correlato alla natura e alla struttura del doppio strato elettrico all’interfaccia particelle-liquido.

Tra il 1940 e il 1944  i fisici russi  Derjaguin, Verwey, Landau e Overbeek svilupparono una teoria detta DVLO sulla stabilità dei sistemi colloidali secondo la quale la stabilità di una particella è funzione della sua energia potenziale totale VT che è data dal bilancio di contributi competitivi:
VT = VS + VA + VR

dove VS è l’energia potenziale dovuta al solvente che abitualmente dà un contributo trascurabile alla energia potenziale totale e VA e VR  sono rispettivamente il potenziale attrattivo e repulsivo. In particolare il potenziale attrattivo VA è dato da :
VA = – A/ 12π D2

dove A è la costante di Hamaker che rappresenta la forza delle interazioni di van der Waals tra le particelle e D è la loro distanza.

Il potenziale repulsivo VR è dato dalla repulsione del doppio strato elettrico:

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Author: Chimicamo

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