Perossidisolfato: proprietà, sintesi, reazioni
Il perossidisolfato o persolfato è un anione poliatomico derivante dall’acido perossidisolforico ed ha formula S2O82-.
Nella struttura del perossidisolfato è presente un legame perossidico a ponte tra i due atomi di zolfo che presentano quindi rispettivamente numero di ossidazione +6.
Proprietà
I suoi principali sali sono quelli di ammonio, sodio e potassio che si presentano come solidi cristallini di colore bianco.
È un energico ossidante e il potenziale relativo alla semireazione:
S2O82- + 2 e– → 2 SO42-
è pari a 2.0 V. Si noti che gli atomi di ossigeno del legame perossidico passano da numero di ossidazione -1 a -2.
Questo elevato potenziale di riduzione rende il persolfato un agente ideale nell’ossidazione chimica in situ e quindi usato per la bonifica del suolo e delle acque sotterranee. Oltre all’ossidazione diretta i persolfati possono formare radicali che, a causa della loro reattività, tendono rapidamente ad ossidare altri composti
Sintesi del perossidisolfato
I perossidisolfati sono ottenuti per via elettrolitica da idrogenosolfato:
2 HSO4– → S2O82-+ H2
Reagisce con i materiali combustibili e riducenti. Si decompone per riscaldamento. Questo produce fumi tossici e corrosivi inclusi gli ossidi di zolfo. Reagisce violentemente con i metalli in polvere e le basi forti.
Reazioni
Il perossidisolfato dà reazioni di decomposizione i cui prodotti variano al variare del pH.
In soluzioni alcaline, neutre o in presenza di acidi diluiti si decompone secondo la reazione:
2 S2O82- → 4 HSO4– + O2
H2S2O8 + H2O → H2SO5 + H2SO4
Dalla reazione di ottiene l’acido solforico e l’acido perossimonosolforico detto acido di Caro.
Reagisce con:
- metalli per dare i rispettivi solfati:
Cu + S2O82- → CuSO4 + SO42-
- acqua in ambiente acido per dare idrogenosolfato e perossido di idrogeno:
S2O82- + H2O → 2 HSO4– + H2O2
Reazione di Landolt
La reazione di Landolt è una tipica reazione oscillante spesso utilizzata a scopo dimostrativo e per gli studi sulla cinetica di una reazione, in cui si usa il perossidisolfato di sodio, di potassio o di ammonio. Nella reazione scoperta dal chimico svizzero Hans Heinrich Landolt nel 1886. Per realizzare la reazione sono mescolate due soluzioni incolori che, dopo un certo tempo, si ottiene improvvisamente una colorazione bluastra.

A una soluzione di acido solforico e perossido di idrogeno vengono aggiunti tiosolfato di sodio, ioduro di potassio e amido. Avvengo due reazioni di cui una lenta, che è quella che determina la velocità della reazione, e una veloce.
Nella prima reazione che è una reazione di ossidoriduzione, si ottiene una molecola iodio:
H2O2 + 2I− + 2H+ → I2 + 2H2O
L’ossigeno passa da numero di ossidazione -1 a -2 mentre lo iodio passa da numero di ossidazione -1 a 0.
La seconda reazione, più rapida, si verifica la conversione dello iodio a ioduro grazie al tiosolfato:
2S2O32− + I2 → S4O62− + 2I−
Si usa il perossidisolfato di sodio per ossidare gli ioni ioduro a iodio:
2 I− + S2O82− → I2 + 2 SO42−
Lo iodio reagisce con S2O32−per dare nuovamente ioduro:
I2 + 2 S2O32− → 2 I− + S4O62−
Una volta che tutto il tiosolfato si è consumato, lo iodio potrà formare un complesso con l’amido.
Usi
Il perossidisolfato è un componente chiave in molti processi per la sintesi di polimeri in cui è utilizzato quale iniziatore nella polimerizzazione del lattice e della gomma sintetica. Nell’industria elettronica i persolfati sono usati nella produzione di circuiti stampati.
Sono usati quali mordenti per nichel, titanio e leghe di zinco, per pulire e alluminio, ottone, rame e molte altre.
L’industria cosmetica ha sviluppato formulazioni che utilizzano persolfati per migliorare lo sbiancamento dei capelli.
Per le loro proprietà ossidanti sono usati nella preparazione di aldeidi, chetoni, acidi carbossilici e chinoni.


il 3 Dicembre 2021