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Ossido di mercurio (II)

  |   Chimica, Chimica Generale

L’ ossido di mercurio (II) o ossido mercurico è il più importante degli ossidi del mercurio e ha formula HgO. In esso il mercurio forma un doppio legame con l’ossigeno e ha numero di ossidazione +2.

Questo composto ha un’importanza storica in quanto Antoine Lavoisier nell’ambito dei suoi studi sulla sua formazione dimostrò la Prima Legge della Chimica.

Proprietà

Si presenta come una polvere rosso-arancio che diventa gialla quando è finemente polverizzata. È poco solubile in acqua, acetone, alcoli, ammoniaca ed eteri. A pressione atmosferica si presenta sotto due forme cristalline di cui una ortorombica e l’altra esagonale mentre a pressione oltre i 10 GPa entrambe le strutture si convertono in forma tetragonale.

Sintesi

Può essere ottenuto dalla pirolisi del nitrato di mercurio (II) con formazione di biossido di azoto e ossigeno:

2 Hg(NO3)2 → 2 HgO + 4 NO2 + O2

Alla temperatura di 350°C si ottiene a partire dalla reazione tra il metallo e l’ossigeno:

2 Hg + O2 → 2 HgO

Reazioni

Reagisce con:

HgO + 2 HNO3 → Hg(NO3)2 + H2O

2 HgO + Cl2 → 2 HgCl + O2

HgO + H2SO4 → HgSO4 + H2O

In presenza di luce o a una temperatura maggiore di 500°C dà luogo a decomposizione:

2 HgO → 2 Hg + O2

Usi

È utilizzato per la produzione del mercurio. Trova utilizzo nelle vernici marine e negli antisettici topici. Costituisce il materiale essenziale per la preparazione dei catodi nelle batterie al mercurio.

Queste ultime utilizzano la reazione tra l’ossido di mercurio e gli elettrodi di zinco in un elettrolita alcalino.

Al catodo avviene la semireazione di riduzione:

HgO + 2 e + H2O → Hg + 2 OH

All’anodo avviene la semireazione di ossidazione:

Zn + 4 OH → Zn(OH)42- + 2 e

La reazione complessiva ha un potenziale di 1.35 V

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