Neodimio

Il neodimio è un metallo appartenente alla serie dei lantanidi che si trova nei minerali appartenenti al gruppo della monazite e della bastnäsite e samarskite.
Il neodimio fu scoperto dal chimico austriaco Carl Auer Freiherr von Welsbach nel 1885 nell’ambito delle sue ricerche sul didimio, miscela di neodimio e praseodimio, ritenuta fino ad allora un elemento chimico.

All’epoca della scoperta Auer era un giovane ricercatore del grande chimico tedesco Robert Wilhelm Eberhard Bunsen che, all’epoca, era il più grande esperto di didimio. Quest’ultimo accolse immediatamente la scoperta, nonostante lo scetticismo di molti chimici.

Il neodimio può essere ottenuto separando i suoi sali da altri delle terre rare mediante scambio ionico o tramite estrazione con solvente. Può essere inoltre ricavato riducendo gli alogenuri anidri come NdF3 usando calcio metallico.

Il metallo è di colore argenteo, tenero e duttile che ha configurazione elettronica [Xe] 4f 4,6s2 e numeri di ossidazione +2, +3 e +4 sebbene lo stato di ossidazione più comune sia +3.

Il neodimio si annerisce lentamente in presenza di aria formando l’ossido di neodimio (III):

4 Nd(s) + 3 O2(g) → 2 Nd2O3(s)

Il neodimio reagisce con gli alogeni per dare i rispettivi alogenuri secondo la reazione generale:

2 Nd + 3 X2 → NdX3

Il fluoruro e il bromuro di neodimio sono di colore violetto, il cloruro di colore malva e lo ioduro di colore verde.

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Author: Chimicamo

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