Generalità sulle celle elettrochimiche

Una cella elettrochimica è costituita da due elettrodi che in genere sono conduttori metallici in contatto con un conduttore ionico detto elettrolita. In genere gli elettroliti sono soluzioni ioniche anche se possono essere costituiti da sali allo stato fuso come NaCl o KBr.

Una cella elettrolitica è costituita da due semicelle in ciascuna delle quali è presente un elettrodo immerso in un elettrolita; nelle due semicelle, collegate da un ponte salino, può essere presente lo stesso elettrolita o due elettroliti diversi.

In una semicella avviene una semireazione di ossidazione (perdita di elettroni) e nell’altra una riduzione (acquisto di elettroni).

Esistono due tipi di celle elettrochimiche:

1)      Celle galvaniche in cui avviene una reazione spontanea con la conversione di energia chimica in energia elettrica

2)      Celle di elettrolisi in cui avviene una reazione non spontanea con la conversione di energia elettrica in energia chimica

Si riportano le differenze tra i due tipi di celle:

Cella galvanica Cella di elettrolisi
Avviene la conversione di energia chimica in energia elettrica Avviene la conversione di energia elettrica in energia chimica
La reazione di ossidoriduzione è spontanea La reazione di ossidoriduzione non è spontanea
L’anodo è l’elettrodo negativo e il catodo è quello positivo. All’anodo avviene l’ossidazione e al catodo la riduzione L’anodo è l’elettrodo positivo e il catodo è quello negativo. All’anodo avviene l’ossidazione e al catodo la riduzione
Gli elettroni sono forniti dalla specie che si ossida e si muovono dall’anodo al catodo in un circuito esterno Una batteria esterna fornisce gli elettroni che entrano nel catodo e fuoriescono dall’anodo

Un tipico esempio di cella galvanica è costituito dalla pila Daniell in cui avviene la reazione:

Zn(s) + Cu2+(aq)→ Zn2+(aq) + Cu(s)

Condividi
Avatar

Author: Chimicamo

Share This Post On