Esafluoruro di zolfo

L’esafluoruro di zolfo SF6 è un gas inodore, incolore, scarsamente solubile in acqua, non tossico non infiammabile, scarsamente reattivo che costituisce, tuttavia, uno dei più potenti gas serra incluso tra quelli inclusi nel protocollo di Kyoto.

Sintesi

La scoperta dell’esafluoruro di zolfo si deve al genio del chimico francese Ferdinand Frédéric Henri Moissan premio Nobel per la chimica nel 1906 che, unitamente al chimico francese Paul Marie Alfred Lebeau lo ottennero nel 1901 presso la Facoltà di Farmacia di Parigi a partire dagli elementi secondo la reazione endotermica:

S8 + 24 F2 → 8 SF6

Nel corso della reazione si ottengono sottoprodotti quali SF4, S2F2, SO2F2, S2F10 oltre ad aria, vapore acqueo e che devono essere eliminati per ottenere il prodotto puro.

L’esafluoruro di zolfo può essere ottenuto dalla reazione del trifluoruro di cobalto con il tetrafluoruro di zolfo in presenza di bromo secondo la reazione:

2 CoF3 + SF4 → 2 CoF2 + SF6

Proprietà

L’esafluoruro di zolfo è un gas stabile che non dà reazioni di decomposizione fino a 500°C. È uno dei gas più pesanti con una densità di 6.17 kg/m3 di circa cinque volte maggiore rispetto a quella dell’aria.

Lo zolfo ha configurazione elettronica [Ne] 3s2, 3p4 e, come altri elementi del terzo periodo come silicio, fosforo e cloro, grazie alla presenza di orbitali d vuoti può dare una molecola ipervalente con violazione della regola dell’ottetto.

Nel caso dell’esafluoruro di zolfo quest’ultimo ha sei coppie di elettroni di legame e pertanto ha, secondo la teoria V.S.E.P.R., una geometria ottaedrica.

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Author: Chimicamo

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