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Disidratazione del saccarosio- chimicamo

Disidratazione del saccarosio

  |   Chimica, Chimica Generale, Termodinamica

La disidratazione del saccarosio è una delle tante reazioni che avvengono in modo plateale. Premesso che tale reazione, altamente esotermica, non va fatta in casa in quanto l’acido solforico concentrato deve essere maneggiato solo da un esperto, viene descritto oltre all’effetto visibile in molti filmati che girano sul web anche le reazioni implicate.

Reazione

La reazione è effettuata mettendo 100 g di saccarosio, il comune zucchero da cucina, in un beker a cui vanno aggiunti 100 mL di acido solforico concentrato. Mano a mano che l’acido scende verso il basso lo zucchero inizia a diventare giallo. Dopo mescolamento, si forma una sostanza nera che si espande e, se il beker è di dimensioni adatte fuoriesce da esso.

L‘acido solforico  è un forte disidratante e questa proprietà è relazionata, da un punto di vista termodinamico, alla grande variazione di energia che si ha quando esso viene idratato.

Calore di combustione

Il calore di disidratazione del saccarosio può essere calcolato considerando il calore di combustione del saccarosio:

C12H22O11(s)  + 12 O2(g) → 12 CO2(g) + 11 H2O(l)  ΔH°comb = – 5640.9 kJ/mol  (1)

e il calore di formazione del biossido di carbonio:

C + O2 → CO2   ΔH°f = – 393.5 kJ/mol  (2)

Per calcolare la variazione di entalpia della reazione:

C12H22O11(s) → 12 C(grafite) + 11 H2O(l)

Moltiplichiamo, per la legge di Hess, la reazione (2) per 12 ottenendosi:

12 C(s) + 12 O2(g)  → 12 CO2(g)   ΔH°f = 12( – 393.5) = – 4722 kJ

Per la reazione 12 CO2(g) → 12 C(s) + 12 O2(g)  ΔH°f = + 4722 kJ  (3)

Sommando la (1) e la (3) e semplificando si ottiene la reazione desiderata C12H22O11(s) → 12 C(grafite) + 11 H2O(l)

Per la quale ΔH°rxn = – 5640.9 + 4722 = – 918.9 kJ/mol

Partendo da 0.20 moli di saccarosio ovvero da circa 68 g il calore sviluppato è 0.20 ∙ 918.9 = 183.8 kJ e si ottengono 11 ∙ 0.2 = 2.2 moli di acqua

L’acqua formata dalla disidratazione dello zucchero diluisce l’acido solforico liberando calore:

H2SO4 ∙ n H2O + m H2O → H2SO4 ∙ n1 H2O

Dove n1= n + m

Per l’acido solforico concentrato n = 0.11 quindi n1= 0.11 + 2.2 = 2.3 sempre nel caso in cui le moli di saccarosio siano 0.2.

Dalla tabella dei valori della variazione di entalpia di formazione relativi a H2SO4∙ n H2O con n rispettivamente pari a 0.11 e 2.3 si ha:

ΔH°for(H2SO4∙ 0.11 H2O = – 814.87 kJ/mol

ΔH°for(H2SO4∙ 2.3 H2O = – 855.36 kJ/mol

Si può calcolare il calore di diluizione della reazione che vale – 855.36 – ( – 814.87) = – 40.58 kJ/mol

Conoscendo il numero di moli di H2SO4 utilizzate si calcola il calore correlato alla sua diluizione. Esso va sommato a quello sviluppato dalla disidratazione del saccarosio.

La reazione è pertanto esotermica e sviluppa una discreta quantità di calore. Ciò implica che è pericolosa specie se si considera l’utilizzo di acido solforico concentrato e quindi si raccomanda ancora una volta di non farla in casa.

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