Disattivazione del catalizzatore

Uno dei maggiori problemi nel corso di una catalisi industriale omogenea ma soprattutto eterogenea è la disattivazione del catalizzatore ovvero la perdita dell’attività catalitica che avviene nel tempo.

La disattivazione del catalizzatore può essere dovuta ad avvelenamento, contaminazione, degradazione termica, formazione di composti, reazioni tra le fasi, frantumazione. Le cause pertanto possono essere di natura chimica, meccanica o termica.

L’avvelenamento è la perdita di attività a causa del forte chemisorbimento sui siti attivi di impurità presenti nel flusso di alimentazione riducendo così il numero di siti attivi disponibili per le reazioni catalitiche. Questo processo può essere reversibile o irreversibile.  Nell’avvelenamento reversibile, la forza del legame di adsorbimento non è elevata e l’attività viene riguadagnata quando il veleno viene rimosso dall’alimentazione. Quando il materiale adsorbito viene tenuto saldamente nei siti attivi, l’avvelenamento è irreversibile e permanente.

Una rapida disattivazione può essere causata dalla deposizione fisica della sostanza sui siti attivi dei catalizzatori come la deposizione di carbonio sui catalizzatori utilizzati nell’industria petrolchimica. Il carbonio copre il sito attivo dei catalizzatori e può anche ostruire parzialmente l’ingresso dei pori. Questo tipo di disattivazione è parzialmente reversibile e la rigenerazione può essere effettuata insufflando aria in modo che ad alte temperature il carbonio si ossidi a monossido o biossido di carbonio.

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Author: Chimicamo

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