Cromo

Il cromo ha numero atomico 24 e peso atomico 51.996 u.m.a. La sua configurazione elettronica è [Ar] 3d5 4s1. E’ un metallo duro, lucido, di colore grigio acciaio; fonde con difficoltà ed è resistente alla corrosione.

I numeri di ossidazione più comuni del cromo sono +2, +3, +6 di cui +3 è il più stabile. Lo stato di ossidazione +6 non è stabile per il cromo: infatti i suoi composti sono ossidanti e tendono a ridursi a sali di cromo (III).

Gli effetti tossici e cancerogeni del cromo esavalente vengono principalmente imputati a questa caratteristica che lo rende molto aggressivo nei confronti dei sistemi biologici. Il principale minerale del cromo è la cromite FeCr2O4 ossido doppio appartenente alla famiglia degli spinelli come la magnetite con la quale spesso si può confondere. La cromite si rinviene generalmente in sciami di piccoli granuli incorporati in rocce eruttive basiche.

Per riduzione con carbone dalla cromite si ottiene la lega ferro-cromo usata direttamente per preparare gli acciai al cromo:

FeCr2O4 + 4 C → Fe + 2 Cr + 4 CO

Per ottenere il metallo puro la cromite viene sottoposta a fusione alcalina ossidante che converte il cromo (III) in cromo (VI). La massa viene lisciviata, separata dal precipitato di idrossido di ferro (III) e viene quindi precipitato il bicromato. Quest’ultimo viene trasformato in ossido per riduzione con carbone e l’ossido successivamente ridotto per allumino-termia:

Na2Cr2O7 + 2 C → Cr2O3 + Na2CO3 + CO

Cr2O3 + 2 Al → 2 Cr + Al2O3

Il cromo, nonostante che i suoi potenziali di riduzione lo pongano tra i metalli riducenti, è particolarmente inerte a causa di una pellicola di ossido che lo protegge da ulteriori attacchi.

Tale fenomeno è detto passivazione del metallo. Tale pellicola possiede un’altra proprietà: è dinamicamente stabile ovvero, qualora il film di ossido venisse danneggiato localmente, è in grado di riformarsi purché l’ambiente circostante abbia sufficiente potere ossidante e l’atmosfera costituisce una fonte di ossigeno sufficiente. Il cromo costituisce uno dei componenti fondamentali degli acciai e viene usato per ricoprire il ferro ottenendo un effetto ornamentale e protettivo allo stesso tempo.

Alogenuri e ossoalogenuri.

Negli stati di ossidazione superiori sono noti solo i fluoruri CrF6 e CrF5. Il primo è un solido giallo, assai instabile, il secondo fonde a 30°C e si idrolizza istantaneamente in acqua. Dei tetralogenuri sono noti CrF4 , CrCl4 e CrBr4. Esistono tutti i trialogenuri CrX3 che si possono ottenere in diversi modi tra cui la sintesi diretta; sono solidi, colorati che cristallizzano formando vari idrati tra cui CrX3∙ 6 H2O e CrF3∙ 3 H2O.

I dialogenuri CrX2 sono tutti noti e si possono ottenere trattando il metallo con acido HX; lo ioduro si ottiene per sintesi diretta.

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Author: Chimicamo

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