Calore latente

Il calore latente è l’energia assorbita o ceduta da una specie durante un passaggio di stato senza che vi sia variazione di temperatura.

Il calore latente può essere inteso come energia termica che viene fornita o estratta per cambiare lo stato di una sostanza senza cambiarne la temperatura.

Il termine fu introdotto dal chimico e fisico britannico Joseph Black nella seconda metà del XVIII secolo e deriva dal verbo latino lateo che significa stare nascosto.

Durante un passaggio di stato in cui si ha un equilibrio fisico, come ad esempio solido-liquido, l’energia potenziale immagazzinata sotto forma di forze intermolecolari o interatomiche deve essere superata dall’energia cinetica dovuta al moto delle particelle prima che la sostanza possa cambiare fase.

L’energia coinvolta in un passaggio di stato dipende dal numero di legami e dall’ energia di legame; il numero di legami è proporzionale al numero di molecole e quindi alla massa del campione. La forza di legame dipende dalla specie e pertanto il calore latente è una grandezza intensiva determinata sperimentalmente per ogni tipo di sostanza.

Il calore latente è quindi direttamente proporzionale all’energia assorbita o ceduta nel corso di un cambiamento di fase e inversamente proporzionale alla massa della specie pertanto:

L = Q/m

L’unità di misura di L nel Sistema Internazionale è J/kg ma, a seconda dei casi si può trovare come kcal/kg o cal/g.

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Author: Chimicamo

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