Boro

Il boro è un semimetallo del blocco p appartenente al Gruppo 13 e al 2° Periodo avente configurazione elettronica 1s2,2s2,2p1.

I composti del boro erano noti fin dall’antichità e venivano denominati in arabo buraq da cui il nome boro.

Il boro fu isolato dai chimici francesi Joseph-Louis Gay-Lussac e Louis-Jaques Thénard e, indipendentemente da essi dal chimico britannico Sir Humphry Davy nel 1808.

Quest’ultimo notò che, dopo aver fatto passare corrente elettrica attraverso una soluzione contenente borati, si otteneva un precipitato scuro a uno degli elettrodi. Allora comprendendo che era avvenuta una reazione di ossidoriduzione utilizzò il potassio per ridurre l‘acido borico ottenendo un nuovo elemento.

I chimici francesi seguirono una strada diversa ottenendo il boro dall’ossidazione dell’acido borico in presenza di aria.

Per ottenere il boro possono essere utilizzati i suoi composti tra cui l’ossido di boro, borati metallici contenenti lo ione BO33-, alogenuri e tetrafluoroborati metallici contenenti lo ione BF4.

Uno dei primi metodi risalente al 1892 prevede la riduzione del boro presente nell’ossido con il magnesio:
B2O3 +3 Mg → 2 B + 3 MgO

Il boro prodotto in questa reazione è tuttavia contaminato pertanto la reazione che viene abitualmente utilizzata avviene tra tricloruro di boro e idrogeno a una temperatura compresa tra 800 e 1200 °C:
2 BCl3 +3 H2 → 3 B + 6 HCl

Il boro che può presentarsi sia in forma amorfa che in forma cristallina sotto varie forme allotropiche reagisce ad alte temperature con l’ossigeno per dare l’ossido:
4 B + 3 O2 → 2 B2O3

Il boro reagisce con cloro, fluoro e bromo per dare i rispettivi alogenuri secondo la reazione generale:
2 B + 3 X2 → 2 BX3

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Author: Chimicamo

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