Berillio

Il berillio è il primo elemento del Gruppo 2  ovvero del gruppo dei metalli alcalino terrosi con numero atomico 4 e configurazione elettronica 1s2,2s2.

Il berillio è contenuto in molti minerali e in particolare il minerale contenente un suo silicato avente formula Be3Al2Si6O18 chiamato anch’esso  berillio il cui  nome deriva dal greco βήρυλλος  che significa “preziosa acqua blu-verde del mare” occupa un posto di primo piano nella storia dell’uomo, essendo noto fin dall’antico Egitto, sia per le sue varietà d’impiego gemmologico che per l’estrazione del berillio, elemento fondamentale nell’industria moderna.  Lo smeraldo infatti è una varietà del berillio caratterizzata da un intenso colore verde, dovuto alla presenza di cromo, viene estratto dai giacimenti minerari in Colombia e in Brasile.

Il comportamento chimico del berillio, anomalo rispetto agli altri elementi del gruppo, è influenzato dal basso valore del raggio atomico e del raggio ionico, dall’alta densità elettronica e dall’alto valore di elettronegatività rispetto agli altri elementi del gruppo. Il berillio infatti forma prevalentemente composti covalenti polari.

Il raggio ionico dello ione berillio è di 31 pm e il rapporto carica/ raggio è simile a quello dello ione alluminio: da ciò consegue una analogia di comportamento tra gli elementi. Sia il berillio che l’alluminio, infatti non sono facilmente attaccati dagli acidi a causa della presenza di uno strato di ossido che ricopre la superficie del metallo. Inoltre l’idrossido di berillio, come quello dell’alluminio ha un comportamento anfotero in quanto si scioglie in presenza di un eccesso di ioni OH  formando lo ione berillato [Be(OH)4]2- così come l’idrossido di alluminio forma lo ione alluminato [Al(OH)4].

I cloruri del berillio e dell’alluminio nonostante la differenza di elettronegatività hanno legame covalente e presentano una struttura con il cloro a ponte in fase di vapore.

BeCl2

cloruro alluminio

Nel caso di BeCl2 il carattere covalente, nonostante l’elevata differenza di elettronegatività tra Be e Cl, è dovuto alla presenza di un catione con carica elevata +2  e piccolo raggio, vicino all’ anione Cl altamente polarizzabile.  Nel caso di AlCl3 la natura del legame covalente è confermata dal suo basso punto di sublimazione di AlCl3 e dal fatto che il prodotto liquefatto non presenta l’elevata conducibilità elettrica tipica dei composti ionici.

Entrambi i cloruri sono solubili in solventi organici e, essendo entrambe le molecole elettrondeficienti, sono dei forti acidi di Lewis e hanno una forte tendenza a formare complessi come ad esempio BeF42- e AlF63-.

Il berillio ridotto in povere sottile brucia all’aria per dare l’ossido di berillio e il nitruro di berillio secondo le reazioni:

2 Be(s) + O2(g)2 BeO(s)

3 Be(s) + N2(g) →  Be3N2(s)

Contrariamente agli ossidi dei metalli del gruppo 2 che sono basici l’ossido di berillio è anfotero.

Il berillio non reagisce con acqua o vapore acqueo anche ad alte temperature mentre reagisce con il cloro e il bromo per dare cloruro e bromuro di berillio:
Be(s) + Cl2(g) → BeCl2(s)

Be(s) + Br2(g) → BeBr2(s)

A causa del film sottile che ricopre la superficie del berillio esso non è attaccato dagli acidi ma la polvere di berillio reagisce rapidamente con acidi diluiti come l’acido solforico, l’acido cloridrico o l’acido nitrico con sviluppo di idrogeno gassoso:

Be(s) + H2SO4(aq)Be2+(aq) + SO42-(aq) + H2(g)

Il berillio reagisce con le basi dando l’idrossido di berillio che reagisce in soluzione acquosa di NaOH per dare il complesso tetraidrossoberillato:

Be(OH)2(s) + 2 OH (aq) Be(OH)42-(aq)

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Author: Chimicamo

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