Chimica Fisica

Principi della termodinamica

il 16 Febbraio 2023

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Principi della termodinamica

I principi della termodinamica sono un insieme di leggi che definiscono un gruppo di grandezze fisiche, come temperatura, l’energia e l’entropia, che caratterizzano i sistemi termodinamici.

Calore e lavoro

Calore e lavoro non sono altro che forme di energia con le quali si รจ tenuto conto di tutti gli scambi energetici effettuati dal sistema, possiamo quindi dedurre che in una trasformazione aperta la differenza tra queste due forme di energia essendo diversa da zero, deve necessariamente coinvolgere la variazione di una certa energia posseduta dal sistema stesso ovvero:

Q โ€“ L = ฮ”U, che costituisce la formulazione matematica del primo principio della termodinamica applicabile alle trasformazioni aperte (non cicliche). In tale equazione compare U che rappresenta lโ€™energia interna del sistema.

Energia interna

Per energia interna del sistema si intende la somma delle energie cinetica e potenziale associate alle particelle di cui dettoย  sistema รจ costituito .

Lโ€™energia interna e data da:

1)ย ย  Energia cinetica:ย  associata alla traslazione , rotazione e vibrazione delle molecole e al moto degli elettroni

2)ย ย  Energia potenziale:ย  energia associata alla posizione di ciascuna particella in conseguenza delle interazioni internucleari, intermolecolari, interelettroniche e nucleo โ€“ elettroniche.

Si premette che una funzione di stato รจ una grandezza che descrive lo stato di equilibrio di un sistema o la sua evoluzione tra diversi stati, univocamente e indipendentemente dal tipo di percorso svolto. Durante una trasformazione, infatti, la variazione di una funzione di stato dipende solo dallo stato iniziale e finale del sistema e non dal percorso.

Lโ€™energia interna รจ una funzione di stato in quanto la sua variazione ฮ”U per il passaggio del sistema dallo stato iniziale (1) allo stato finale (2) รจ sempre la stessa indipendentemente da come il sistema sia passato dallo stato iniziale a quello finale. Si ricordi che per una trasformazione ciclica, la variazione di energia interna รจ uguale a zero in quanto lo stato iniziale coincide con quello finale.

Prendendo in esame la formulazione analitica valida per un sistema aperto Q โ€“ L = ฮ”U per la quale le due forme di energia (calore e lavoro) scambiate dal sistema con lโ€™esterno รจ uguale alla variazione di unโ€™altra forma di energia , e cioรจ quella interna si puรฒ dare una formulazione del primo principio della termodinamica detto anche principio di conservazione dellโ€™energia

Principio ย di conservazione dellโ€™energia

Lโ€™energia totale di un sistema e dellโ€™ambiente esterno si conserva anche se essa puรฒ essere convertita da una forma allโ€™altra di energia. In altre parole lโ€™energia non puรฒ essere nรฉ creata nรฉ distrutta quindi lโ€™energia dellโ€™Universo รจ costante.

Il primo principio e le trasformazioni fondamentali dei gas perfetti

Il primo principio della termodinamica, per una generica trasformazione infinitesima effettuata da un sistema, si puรฒ scrivere :

dU = dQ โ€“ dL

Se il lavoro in gioco รจ solo di tipo meccanico si ha:

dU = dQ โ€“ pdV *

tale equazione puรฒ essere utilizzata per le trasformazioni di un gas perfetto. Infatti consideriamo una

a) Trasformazione isoterma e reversibile

Poichรฉ lโ€™energia interna di un gas perfetto รจ funzione solo della temperatura, nellโ€™ipotesi di una trasformazione isoterma si ha dT = 0 quindi anche dU =0

Lโ€™equazione * diviene dQ โ€“ pdV = 0 ovvero dQ = pdV

Il che significa che tutto il calore dQ che il sistema assorbe viene utilizzato per compiere il lavoro pdV.

Per un processo finito , tenendo conto che dQ = dL, e integrando lโ€™equazione si ha :

Qย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  V2

โˆซ dQ = โˆซ pdV

0ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  V1

La cui soluzione รจ nRT lnV2/V1 = nRT ln p2/p1

b) Trasformazione isocora

Per un processo isocoro (a volume costante) il lavoro di espansione รจ nullo per cui la * diviene dU = dQv

Poichรจ dQv = n CvdT essendo Cv il calore specifico a volume costante. Quindi

dU = nCvdT

da cui Cv = 1 / n ( dQ)/ dT

c) Trasformazione isobara

Per una trasformazione isobara (a pressione costante)

Il primo principio della termodinamica, tramite la definizione di entalpia, ci fornisce indicazioni sugli scambi di energia che si verificano fra un sistema chimico e lโ€™esterno, ma non ci dร  alcuna informazione relativa al rendimento di una reazione e sulla spontaneitร  di una reazione chimica.

Il secondo principio della termodinamica รจ il risultato di intense ricerche sulle macchine termiche che si svilupparono nel corso dellโ€™800.

Le macchine termiche sono dei dispositivi tramite i quali un fluido (gas o vapore) viene sottoposto a una trasformazione ciclica.

Il calore in gioco nel ciclo termico viene scambiato dalla macchina con delle sorgenti esterne.

Enunciati dei principi della termodinamica

Mentre il primo principio della termodinamica prevede lโ€™equivalenza tra calore e lavoro, il secondo principio sancisce che non รจ possibile trasformare integralmente il calore assorbito in lavoro meccanico.

Un altro enunciato del secondo principio รจ che รจ impossibile che avvenga un processo naturale il cui unico effetto sia il trasferimento di calore dal corpo piรน caldo a quello piรน freddo.

Per poter trasformare lโ€™energia termica in energia meccanica abbiamo bisogno di due sorgenti di calore: una a temperatura maggiore, lโ€™altra a temperatura minore.

Collegando tali sorgenti con una macchina termica, si puรฒ ottenere energia meccanica durante il trasferimento spontaneo del calore dalla sorgente piรน calda a quella piรน fredda.

La macchina termica cessa di funzionare quando le temperature delle due sorgenti diventano uguali per cui รจ necessario fornire continuamente calore alla sorgente piรน calda.

Nella macchina termica tutto il calore che emerge dalla sorgente a temperatura piรน elevata non puรฒ essere trasformato in lavoro perchรฉ รจ necessario che una parte di esso passi alla sorgente a temperatura minore.

Solo una parte dellโ€™energia termica รจ energia utilizzabile dalla macchina. Questa frazione di energia libera di trasformarsi in lavoro viene indicata con la lettera G in onore del chimico J.W. Gibbs.

Lavoro

Il lavoro utilizzabile che si ottiene grazie alla trasformazione, si dice lavoro utile e corrisponde alla variazione di energia libera ฮ”G tra lo stato finale e quello iniziale.

La frazione di energia termica (calore) che resta inutilizzata, viene dispersa nella sorgente fredda la quale aumenterร  la propria temperatura.

La produzione di lavoro utile ad opera di una macchina รจ quindi sempre inferiore alla quantitร  di energia complessivamente messa in gioco: se si divide il lavoro utile ottenuto per la quantitร  di energia coinvolta per produrlo si ottiene il rendimento ฮท della macchina il cui valore numerico รจ sempre inferiore ad uno :

ฮท = L utile/ Qtotale < 1

Nel 1824 in Francia Carnot, ufficiale del Genio, si interessรฒ ai problemi delle macchine. Carnot partiva dal presupposto che il calore fosse un fluido che si conserva e che puรฒ passare tra quote termiche diverse.

Per Carnotย  era chiaro che le macchine idrauliche funzionassero grazie al fatto cheย  il โ€œfluidoโ€ acqua si conserva mentre puรฒ passare da una certa quota ad una inferiore ed era altrettanto chiaro come ricavare il rendimento di questa energia โ€œ di quotaโ€ ( potenziale) in lavoro utile.

Normale, dunque, date tali premesse che Carnot affrontasse il problema delle macchine termiche trasferendovi tutte le sue conoscenze su quelle idrauliche. Egli trovรฒ analogia tra la macchina termica e quella idraulica.

Macchina idraulica

Il lavoro prodotto dalla macchina idraulica รจ

L = mg(h2โ€“ h1) dove

L = lavoro teoricamente ottenibile

m = massa dellโ€™acqua interessata al processo

g = accelerazione di gravitร 

h2โ€“ h1 = variazione di quota

Alla stessa stregua, secondo le idee di Carnot, per la macchina termica si avrebbe

L = Q (T2โ€“ T1) dove

L = lavoro teoricamente ottenibile

Q = quantitร  di calore di cui รจ potenzialmente โ€œcaricaโ€ la sorgente piรน calda

T2 โ€“ T1 = variazione di โ€œquota termicaโ€

In perfetta analogia con la macchina idraulica si avrร  che il rendimento di quella termica sarร  dato dal rapporto tra la quantitร  di lavoro calcolato e il lavoro che si potrebbe ottenere teoricamente se si sfruttasse integralmente il salto termico da T2 a T1 = 0 K corrispondente allo zero assoluto; รจ questo il lavoro massimo ottenibile in tal caso :

L = Q(T2 โ€“ 0) = QT2

Ne risulta che ฮท = Q( T2 โ€“ T1)/ QT2 = T2 โ€“ T1/ T2 = 1 โ€“ T1/T2 e pertanto il rendimento รจ sempre minore di 1. Eโ€™ questo un altro modo per esprimere il secondo principio della termodinamica.

Rendimento

A titolo di esempio si riporta il rendimento percentuale di alcune macchine:

SISTEMA ( MACCHINA) EFFICIENZA O RENDIMENTO % ENERGIA NON TRASFORMATA
Vecchia locomotiva a vapore 5-8 92-95
Locomotori con turbine a vapore 40 60
Motori a combustione interna 35 65
Motori a benzina 30 70
Motore diesel 25-40 60-75
Macchina biochimica(organismo umano) 20 80

Come si puรฒ notare dalla tabella, la maggior parte dellโ€™energia, non viene trasformata in lavoro utile.

Generalizziamo ad altri casi quanto detto: la macchina termica sfrutta per il suo funzionamento il passaggio di calore a cascata, dalla sorgente a temperatura maggiore a quella a temperatura minore come se le due sorgenti corrispondessero a due livelli di energia potenziale.

Anche nella pila Daniell cโ€™รจ trasferimento di elettroni in seguito a una differenza di potenziale tra i due elettrodi e tale โ€œtrasferimento di caricaโ€ avviene ancora una volta a cascata.

Infine anche nella macchina biochimica, cioรจ lโ€™uomo, possiamo ricorrere nuovamente a questa immagine del processo di produzione di lavoro in seguito ad una cascata di energia. Tutte le specie viventi possono essere considerate delle macchine biochimiche che scambiano energia e materia con lโ€™ambiente: si stratta cioรจ di sistemi aperti. Gli alimenti di cui la macchina biochimica si fornisce รจ energia pregiata che puรฒ essere utilizzata nel corso della digestione. Lโ€™energia cosรฌ liberata potrร  essere utilizzata dalla macchina vitale per auto mantenersi, per pensare, agire e cosรฌ via.

In questo caso, a valle verrร  ceduto calore: il profilo della trasformazione รจ perfettamente analogo a quanto avviene nelle macchine termiche, idrauliche ed elettrochimiche.

Nella sua forma piรน semplice il terzo principio della termodinamica non meno importante del primo e del secondo correla lโ€™entropia del sistema alla sua temperatura assoluta.

Da un punto di vista etimologico termodinamica significa flusso di calore; questa branca della chimica fisica si occupa delle relazioni quantitative esistenti tra calore e altre forme di energia nel corso delle trasformazioni. Il terzo principio della termodinamica รจ il meno noto tra i tre principi, ma, insieme ad essi, costituisce un fondamento della scienza moderna.

Enunciato del terzo principio della termodinamica

Le formulazioni del terzo principio della termodinamica sono diverse; quella probabilmente piรน nota รจ:

โ€œogni sostanza pura ha un valore positivo di entropia che diviene pari a zero allo zero assoluto quando essa, in queste condizioni, รจ un solido cristallino perfettoโ€

A zero Kelvin, infatti, il sistema deve trovarsi nello stato di minima energia e il cristallo perfetto in tali condizioni possiede un solo stato di minima energia.

Essendo lโ€™entropia correlata al numero possibile di microstati e poichรฉ a zero Kelvin vi รจ un solo microstato, secondo la legge di Boltzmann:

S = kB ln W

dove kB รจ la costante di Boltzmann, W รจ il numero di microstati e S รจ lโ€™entropia, si ha sostituendo a W il numero 1 ( numero possibile di microstati) si ha:

S = kB ln 1 = 0

Una forma piรน generale del terzo principio della termodinamica che si applica a sistemi che possono avere una stato minimo di energia maggiore di 1 รจ la seguente:

โ€œlโ€™entropia di un sistema si avvicina a un valore costante quando la temperatura si avvicina allo zero assolutoโ€.

Il valore costante รจ detto entropia residua.

Esempio

Per comprendere intuitivamente il terzo principio della termodinamica si puรฒ fare riferimento al vapore acqueo costituito da molecola di acqua allo stato di vapore che hanno un elevatissimo grado di disordine essendo libere di muoversi.

Abbassando la temperatura si verifica la condensazione e lโ€™acqua si troverร  allo stato liquido in cui le molecole hanno unโ€™entropia minore rispetto al caso precedente pur godendo ancora di un certo grado di disordine. Dopo un ulteriore abbassamento della temperatura si verifica la solidificazione con relativa formazione di ghiaccio e lโ€™entropia รจ molto bassa infatti le molecole di acqua possono vibrare solo entro i cristalli di ghiaccio. Quando lโ€™acqua allo stato solido si avvicina allo zero assoluto tutti i moti delle molecole si smorzano e lโ€™entropia tende a zero.

Da un punto di vista matematico il terzo principio della termodinamica puรฒ essere espresso come:

lim S = 0

Tโ†’ 0

essendo S lโ€™entropia espressa in J s-1 K-1 e T la temperatura espressa in Kelvin.

Conseguenze

Dal terzo principio ne discende che, se a pressione esterna costante forniamo in modo reversibile del calore a una sostanza solida pura, incrementandone la temperatura da 0 K a T K la variazione di entropia di un simile sistema รจ data dallโ€™integrale definito da 0ย  a T di dQp(rev)/ T

Poichรฉ dQp(rev) = dH ed inoltre dH = Cp dT e quindi dQp(rev) = Cp dT si ha che la variazione di entropia รจ data dallโ€™integrale definito da 0 a T di Cp dT essendo Cp la capacitร  termica a pressione costante.

Sulla base del terzo principio della termodinamica So = 0 pertanto lโ€™entropia del sistema ad una temperatura T รจ data dallโ€™integrale definito da 0 a T di Cp/T dT.

Siamo cosรฌ in grado di calcolare lโ€™entropia assoluta di una sostanza a una determinata temperatura purchรฉ sia nota lโ€™equazione che esprime la dipendenza del suo calore specifico dalla temperatura. Tale dipendenza, per valori vicini alla temperatura ambiente รจ espressa dalla formula empirica:

Cp = a + bT + cT2+ โ€ฆ

Mentre per basse temperature vicine allo zero assoluto รจ espressa dalla legge di Debye:

Cp = ฮฑT3

in cui ฮฑ รจ una costante caratteristica per ciascuna sostanza.

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