Chimica Fisica

Porosità dei materiali

il 3 Gennaio 2026

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porosità dei materiali

La porosità dei materiali rappresenta, per definizione, una quantificazione del volume di spazio vuoto presente all’interno di un solido in relazione al volume totale della sua geometria. Essa costituisce un parametro strutturale fondamentale per comprendere il comportamento e le prestazioni di un’ampia gamma di materiali, in particolare quelli impiegati come catalizzatori, assorbenti, principi attivi farmaceutici, pigmenti e cosmetici.

Strettamente correlata alla porosità dei materiali è l’area superficiale, che indica l’estensione totale della superficie esposta di un materiale solido, includendo sia le superfici esterne sia quelle interne associate ai pori. Questo parametro è comunemente espresso in metri quadrati per grammo (m²/g) e risulta cruciale in tutte le applicazioni in cui sono coinvolti fenomeni di adsorbimento, reazione o interazione con l’ambiente circostante.

La porosità dei materiali, invece, descrive la frazione volumetrica dei pori all’interno del materiale ed è solitamente espressa come percentuale o valore decimale. Essa non dipende solo dalla quantità di pori, ma anche dalla loro dimensione – distinguendo tra micropori (<2 nm), mesopori (2–50 nm) e macropori (>50 nm) – nonché dalla distribuzione e dalla connettività della rete porosa.

Sebbene porosità e area superficiale siano spesso correlate, il loro effetto sulle proprietà funzionali può essere distinto. Un materiale con elevata area superficiale ma pori scarsamente connessi può risultare poco efficiente in applicazioni che richiedono un trasporto di massa efficace, come la catalisi eterogenea. Al contrario, un materiale altamente poroso con pori grandi ma disconnessi può presentare scarsa stabilità meccanica, limitandone l’impiego strutturale.

La valutazione dell’idoneità di un materiale richiede quindi un’analisi congiunta di porosità, area superficiale e architettura dei pori, poiché solo il corretto equilibrio tra questi fattori consente di ottimizzare le prestazioni per una specifica applicazione.

Tipi e caratteristiche della porosità

La porosità dei materiali non è un parametro univoco, ma una proprietà complessa che dipende dalla natura, dalla distribuzione e dalla connettività degli spazi vuoti presenti nella sua struttura. Per questo motivo, la porosità viene comunemente classificata secondo diversi criteri, ciascuno dei quali fornisce informazioni complementari sulle prestazioni del materiale.

Porosità aperta e porosità chiusa

Una prima distinzione fondamentale riguarda la porosità aperta e la porosità chiusa. La porosità aperta è costituita da pori connessi tra loro e comunicanti con la superficie esterna, consentendo il passaggio di fluidi e gas. Essa è determinante per applicazioni che coinvolgono trasporto di massa, permeabilità, adsorbimento e reazioni superficiali, come nei catalizzatori, nei filtri e nei materiali da costruzione. Al contrario, la porosità chiusa comprende pori isolati, non accessibili dall’esterno, che non contribuiscono alla permeabilità ma influenzano densità, isolamento termico e proprietà meccaniche del materiale.

Dimensione dei pori

dimensioni dei pori
dimensioni dei pori

Un ulteriore criterio di classificazione si basa sulla dimensione dei pori, che incide profondamente sul comportamento fisico e chimico del materiale. I micropori, con diametro inferiore a 2 nm, sono tipici dei materiali adsorbenti e nanoporosi e sono responsabili di un’elevata area superficiale specifica. I mesopori, con dimensioni comprese tra 2 e 50 nm, favoriscono il compromesso tra superficie disponibile e accessibilità, risultando particolarmente importanti nei catalizzatori eterogenei. I macropori, con diametro superiore a 50 nm, facilitano il trasporto di fluidi ma contribuiscono in misura minore all’area superficiale.

Distribuzione dei pori

Oltre alla dimensione, riveste un ruolo chiave la distribuzione dei pori, ovvero il modo in cui le diverse classi dimensionali sono presenti all’interno del materiale. Una distribuzione uniforme garantisce proprietà più omogenee, mentre una distribuzione multimodale può essere progettata per ottimizzare simultaneamente permeabilità, resistenza meccanica e superficie attiva.

Infine, la connettività e la tortuosità della rete porosa influenzano direttamente la diffusione dei fluidi e la cinetica dei processi interni. Materiali con pori ben connessi e bassa tortuosità mostrano migliori prestazioni nei processi di trasporto, mentre reti porose disordinate o poco connesse possono limitare l’efficienza funzionale.

Nel loro insieme, queste caratteristiche determinano non solo il valore numerico della porosità, ma anche la reale idoneità del materiale per una specifica applicazione tecnologica.

Misurazione della porosità dei materiali

La misurazione della porosità dei materiali comprende l’insieme delle tecniche sperimentali utilizzate per quantificare il volume degli interstizi presenti all’interno di un solido, ossia quegli spazi vuoti che possono essere occupati da gas o liquidi. La determinazione accurata della porosità è essenziale per caratterizzare la microstruttura dei materiali e valutarne l’idoneità in applicazioni quali edilizia, catalisi, filtrazione, stoccaggio di fluidi e ingegneria dei materiali avanzati.

Nei materiali cementizi, ad esempio, i metodi più comuni includono la porosità ad acqua (basata sull’assorbimento) e la porosimetria a intrusione di mercurio, ma la scelta della tecnica dipende fortemente dalla natura del materiale, dalla dimensione dei pori e dalla loro accessibilità.

Metodo di Washburn–Bunting

Apparecchio Washburn Bunting
Apparecchio Washburn Bunting

Uno dei primi approcci sperimentali alla misura della porosità è la tecnica di espansione del gas descritta da Washburn e Bunting nel 1922. In questo metodo l’aria contenuta nei pori del campione viene estratta creando il vuoto mediante l’abbassamento e il sollevamento di un bulbo di mercurio. Il volume di gas estratto viene quindi misurato con una buretta, permettendo di calcolare la porosità secondo la relazione:

Porosità (%) = (volume di gas estratto × 100) / volume apparente del campione

Questo metodo è semplice e concettualmente chiaro, ma risulta adatto principalmente a materiali con pori accessibili e stabili, mentre è meno affidabile per strutture molto fini o fragili.

Metodo basato sulla legge di Boyle

La legge di Boyle (pressione × volume = costante) trova ampia applicazione nella misura della porosità tramite tecniche di gas expansion porosimetry. In un approccio tipico, il campione viene sigillato in un recipiente a pressione; una riduzione controllata della pressione consente di

porosimetro legge di Boyle
porosimetro legge di Boyle

misurare la variazione di volume del gas, da cui si ricava il volume dei pori. In alternativa, conoscendo il volume apparente, è possibile determinare il volume del solido (volume del grano) e quindi la porosità totale. Il porosimetro Ruska è uno degli strumenti più noti basati su questo principio.

Altri metodi di misura della porosità dei materiali

Oltre ai metodi basati sull’espansione dei gas e sulla legge di Boyle, esistono numerose tecniche sperimentali per la misurazione della porosità, ciascuna adatta a specifiche classi di materiali e intervalli dimensionali dei pori.

MIP
MIP

La porosimetria a intrusione di mercurio (MIP) è uno dei metodi più diffusi per la caratterizzazione di mesopori e macropori. Si basa sull’intrusione forzata del mercurio all’interno dei pori mediante l’applicazione di pressioni crescenti, interpretate tramite l’equazione di Washburn. Questo metodo consente di ottenere informazioni sulla distribuzione dimensionale dei pori, ma è distruttivo e può alterare la struttura dei materiali più fragili o deformabili.

Le tecniche di adsorbimento fisico di gas, come l’analisi BET (BrunauerEmmettTeller) e i metodi BJH, sono particolarmente indicate per la caratterizzazione di micropori e mesopori. Attraverso l’adsorbimento di gas inerti (tipicamente azoto o argon) a basse temperature, è possibile determinare sia l’area superficiale specifica sia il volume dei pori accessibili. Questi metodi sono ampiamente utilizzati per catalizzatori, materiali nanoporosi e adsorbenti.

Nei materiali da costruzione e nei materiali porosi a scala macroscopica sono comuni i metodi gravimetrici, come la misura dell’assorbimento d’acqua o dell’imbibizione capillare. Sebbene semplici e poco costosi, forniscono una stima globale della porosità aperta e sono meno adatti a un’analisi fine della microstruttura.

Tecniche più avanzate includono la microtomografia a raggi X (µ-CT), che permette una ricostruzione tridimensionale non distruttiva della rete porosa, fornendo informazioni dettagliate su forma, distribuzione e connettività dei pori. Questo approccio è particolarmente utile per confrontare modelli strutturali e prestazioni meccaniche, sebbene richieda strumentazione sofisticata.

Infine, metodi come la risonanza magnetica nucleare (NMR) e la scattering di neutroni o raggi X consentono di analizzare la porosità in materiali complessi o saturi di fluidi, risultando fondamentali in ambiti come l’ingegneria dei giacimenti, i biomateriali e i sistemi multifase.

Valutazione dell’idoneità

Non esiste un metodo universalmente valido: la scelta della tecnica di misura deve tenere conto della scala dei pori, della connettività, della sensibilità richiesta e della stabilità del materiale. Solo una valutazione integrata consente di ottenere dati affidabili e realmente rappresentativi delle prestazioni del materiale in esercizio.

Tabella

Confronto dei metodi di misura della porosità dei materiali

Metodo Principio di misura Intervallo dimensionale dei pori Materiali tipici
Washburn–Bunting (espansione del gas) Estrazione dell’aria dai pori mediante vuoto e mercurio Macropori accessibili Materiali granulari, rocce
Metodo della legge di Boyle (porosimetro a gas) Relazione pressione–volume del gas Micropori, Macropori accessibili Polveri, ceramici, materiali porosi stabili
Porosimetria a intrusione di mercurio (MIP) Intrusione forzata del mercurio sotto pressione 3 nm – 300 µm Cementi, ceramici, rocce
Adsorbimento di gas (BET, BJH) Adsorbimento fisico di gas inerti Micropori e mesopori (<50 nm) Catalizzatori, materiali nanoporosi
Metodi gravimetrici (assorbimento d’acqua) Variazione di massa per imbibizione Macropori connessi Calcestruzzo, laterizi
Microtomografia a raggi X (µ-CT) Imaging 3D non distruttivo Da 1 µm amm (dipende dalla risoluzione) Materiali compositi, biomateriali
Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) Interazione nuclei–fluido nei pori Micropori–macropori Rocce, materiali porosi saturi
Scattering (SAXS, SANS) Diffrazione/scattering di raggi X o neutroni Nanopori Materiali nanostrutturati

Influenza sulla proprietà dei materiali

La porosità dei materiali è uno dei parametri strutturali che condizionano in modo significativo le proprietà fisiche, meccaniche e funzionali dei materiali, rendendola un elemento cruciale nella progettazione e selezione di sistemi per applicazioni specifiche.

Proprietà meccaniche

La presenza di pori tende a ridurre la resistenza meccanica e la durabilità dei materiali: gli spazi vuoti agiscono come concentratori di stress, favorendo l’inizio e la propagazione delle fratture sotto carico. In un materiale poroso la resistenza complessiva decresce in modo approssimativamente esponenziale all’aumentare della porosità, riflettendo la riduzione dell’area capace di sopportare le sollecitazioni applicate. Inoltre, la forma, dimensione e distribuzione dei pori influenzano la tenacità e il comportamento a fatica: pori grandi o irregolari tendono a indebolire maggiormente la matrice, mentre una distribuzione omogenea di pori piccoli può mitigare parzialmente gli effetti negativi.

Proprietà termiche ed elettriche

La porosità altera anche le proprietà di trasferimento termico e di conduzione elettrica. I pori, specialmente se pieni di gas poco conduttivi come l’aria, interrompono la continuità del materiale solido, riducendo la conducibilità termica ed elettrica rispetto al materiale denso. Questa riduzione è particolarmente accentuata nei materiali ad alta porosità, dove la frazione di vuoto è elevata e la diffusione di calore ed elettroni è ostacolata. Per la conduzione termica, la presenza di pori può essere ulteriormente aggravata da difetti quali microfessure o disconnessioni tra pori e matrice.

Trasporto di massa e fluidi

Nei materiali porosi con porosità aperta e buona connettività, la porosità favorisce il trasporto di fluidi, un aspetto fondamentale per applicazioni come filtrazione, catalisi, scambio di gas e stoccaggio di fluidi. La dimensione e la distribuzione dei pori determinano quali specie di molecole possono diffondere e la velocità con cui ciò avviene: ad esempio, micropori possono limitare l’accesso a molecole di grandi dimensioni, mentre macropori facilitano un trasporto più rapido ma con meno superficie attiva per interazioni specifiche.

Densità e peso

Un aumento della porosità si traduce in generale in una densità ridotta del materiale, poiché il volume di vuoto non contribuisce alla massa. Questo può essere un vantaggio per applicazioni che richiedono leggerezza, come nei materiali strutturali leggeri o aerogel; tuttavia, la riduzione di densità deve essere bilanciata con la perdita di resistenza meccanica se l’applicazione prevede carichi significativi.

Proprietà specifiche per applicazioni

Esistono casi in cui la porosità è voluta per ottenere determinate prestazioni: nei catalizzatori e nei materiali per l’accumulo di energia, un’elevata porosità e area superficiale aumentano il numero di siti attivi per interazioni chimiche; nei materiali isolanti, la presenza di pori intrappola l’aria e riduce la trasmissione di calore.

In sintesi: la porosità influenza in modo multidimensionale le proprietà dei materiali – riducendo generalmente la resistenza meccanica e le capacità di conduzione, ma migliorando il trasporto di fluidi, l’isolamento termico e potenziando l’area superficiale attiva per processi chimici. La progettazione della microstruttura (dimensione, forma, distribuzione e connettività dei pori) è quindi fondamentale per ottenere un bilanciamento ottimale delle prestazioni richieste.

Applicazioni dei materiali porosi

I materiali porosi trovano un’ampia gamma di applicazioni tecnologiche, industriali e ambientali grazie alla combinazione di elevata area superficiale, porosità controllata e possibilità di personalizzazione strutturale. Questa versatilità li rende indispensabili in numerosi campi scientifici e ingegneristici.

Catalisi e processi chimici

I materiali porosi sono ampiamente utilizzati come supporti per catalizzatori: la loro grande area superficiale e la possibilità di modulare le dimensioni dei pori aumentano il numero di siti attivi disponibili per reazioni chimiche, migliorando efficienza e selettività di processi quali idrogenazione, ossidazione e cracking catalitico nella raffinazione petrolifera e nella sintesi chimica.

Filtrazione e separazione

Grazie alla capacità di trattenere particelle e molecole selettivamente, i materiali porosi sono fondamentali nei sistemi di filtrazione di acqua, aria e gas. Ceramiche porose, carboni attivi e membrane porose sono utilizzati per rimuovere impurità, contaminanti organici e gas indesiderati in applicazioni ambientali, industriali e domestiche.

Biomedicale e tessuti

In campo medico i materiali porosi sono impiegati come scaffold per l’ingegneria dei tessuti, favorendo la rigenerazione cellulare e l’integrazione con il tessuto biologico circostante. Ceramiche e vetri porosi sono utilizzati per impianti ossei, sostituti di tessuto e dispositivi di somministrazione controllata di farmaci.

Accumulo di energia e batterie

Nei dispositivi di accumulo energetico i materiali porosi svolgono un ruolo chiave:

-Elettrodi porosi nelle batterie e nei supercondensatori migliorano il trasporto di ioni e aumentano la capacità di carica grazie alla maggiore area di contatto tra elettrolita e materiale attivo.

-Alcuni materiali porosi avanzati, come i Metal-Organic Frameworks (MOF), possono immagazzinare gas come idrogeno o CO₂ per applicazioni energetiche e di cattura degli inquinanti.

Sensoristica e rilevamento

La grande superficie e la possibilità di funzionalizzazione chimica rendono i materiali porosi ideali per sensori di gas e biosensori: le molecole target si legano ai pori provocando cambiamenti misurabili in proprietà ottiche, elettriche o meccaniche, permettendo rilevamenti sensibili e selettivi.

Isolamento termico e materiali leggeri

Materiali come schiume ceramiche e vetrose porose sono utilizzati nei sistemi isolanti per l’edilizia e l’industria grazie alla loro bassa conducibilità termica e al peso ridotto. In edilizia, materiali espansi come la perlite vengono impiegati per calcestruzzi leggeri e isolanti.

Applicazioni emergenti dei materiali porosi

Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecniche avanzate di sintesi e caratterizzazione ha portato alla progettazione di materiali porosi con architetture altamente controllate, aprendo la strada a numerose applicazioni emergenti in ambito energetico, ambientale e tecnologico.

MOFs
MOFs

Un settore di grande interesse è la cattura e lo stoccaggio della CO₂. Materiali porosi avanzati come zeoliti, carboni attivi funzionalizzati e Metal–Organic Frameworks (MOF) mostrano un’elevata affinità selettiva per l’anidride carbonica, grazie alla combinazione di microporosità e specifiche interazioni chimiche. Questi materiali sono studiati per ridurre le emissioni industriali e per applicazioni di carbon capture and storage (CCS) e carbon capture and utilization (CCU).

Un’altra area in forte espansione riguarda la produzione e l’accumulo di energia sostenibile. I materiali porosi sono impiegati nello stoccaggio di idrogeno e altri gas energetici, sfruttando l’elevata area superficiale e la possibilità di modulare dimensione e chimica dei pori. Inoltre, elettrodi porosi di nuova generazione migliorano le prestazioni di batterie a ioni di litio, sodio e supercondensatori, favorendo una maggiore densità energetica e cicli di carica più rapidi.

Nel campo ambientale, i materiali porosi trovano applicazione nella purificazione avanzata delle acque, nella rimozione di contaminanti emergenti (farmaci, pesticidi, microinquinanti organici) e persino nella raccolta dell’acqua dall’atmosfera, sfruttando la capacità di adsorbire vapore acqueo anche in condizioni di bassa umidità.

Ulteriori applicazioni emergenti includono l’uso di materiali porosi in sensori intelligenti, dispositivi fotonici, rivestimenti funzionali autorigeneranti e sistemi multifunzionali capaci di combinare isolamento, filtrazione e attività chimica in un unico materiale. In ambito biomedicale, strutture porose progettate su scala micro- e nanometrica sono studiate per terapie mirate, rilascio controllato di farmaci e biointerfacce avanzate.

Nel loro insieme, queste applicazioni dimostrano come la porosità non sia solo una caratteristica strutturale, ma un vero e proprio strumento di progettazione per materiali innovativi destinati a svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica, nella sostenibilità ambientale e nelle tecnologie del futuro.

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