Lo spettro elettromagnetico della luce

In tabella vengono riportati i tipi di radiazione, la frequenza e la lunghezza d’onda.

Tipo di radiazione Frequenza  104 Hz Lunghezza d’onda nm
Raggi X e γ ≥ 103 ≤ 3
Ultravioletta 8.6 350
Luce visibile    
violetta 7.1 420
blu 6.4 470
verde 5.7 530
gialla 5.2 580
arancio 4.8 620
rossa 4.3 700
Infrarossa 3.0 1000
Micronde e onde radio ≤ 10-3 ≥ 3 x 106

 

La luce bianca, se fatta passare attraverso un prisma, si scompone nello spettro continuo di 7 colori che sfumano gradualmente dal rosso al violetto. Se la luce, però, attraversa un gas rarefatto si ottiene uno spettro a righe come si può vedere in figura:

 

spettro

Come aveva ipotizzato Dalton per la materia che non poteva essere scomposta all’infinito, anche l’energia non poteva essere suddivisa all’infinito.

Max Planck ipotizzò che l’energia fosse emessa o assorbita non in modo continuo ma in piccole quantità dette quanti. Fu grazie a queste scoperte che   Bohr poté formulare il suo modello e stabilire l’esistenza di livelli energetici definiti, da cui dedusse il concetto di orbita.

Alcuni fenomeni come l’effetto fotoelettrico, non sono spiegabili con la teoria ondulatoria. Einstein dimostò che la luce aveva anche una natura corpuscolare e le particelle chiamate fotoni, corrispondono ai quanti di Planck. La teoria di Bohr considera l’elettrone come una particella di materia.

Le esperienze fatte sulla luce avevano dimostrato che essa aveva un duplice comportamento, corpuscolare e ondulatorio insieme, cioè in certe situazioni si comportava da particella ( fotone) e in altre come onda elettromagnetica. De Broglie nel 1925 affermò che anche l’elettrone doveva avere contemporaneamente una natura corpuscolare e ondulatoria. Ciò fu confermato da successivi esperimenti: un fascio di elettroni infatti poteva dare fenomeni di rifrazione, diffusione, interferenza tipici delle onde oltre che comportarsi come particella.

 

 

 

 

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Author: Chimicamo

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