Turbidimetria e nefelometria

La valutazione della luce diffusa da parte di un sistema eterogeneo quale una soluzione colloidale o una sospensione trova applicazioni nell’analisi chimica. Si possono presentare due casi limite:

  1. La luce è assorbita in maniera notevole per cui l’intensità del raggio emergente è particolarmente attenuata
  2. La luce è notevolmente diffusa dalle particelle in sospensione anche grazie ad una serie di fenomeni di riflessione e di rifrazione da parte delle particelle sospese (effetto Tyndall) originando la cosiddetta luce di opalescenza

In realtà i due fenomeni coesistono sempre, ma la loro intensità risulta sempre alquanto diversa. Quando l’assorbimento prevale sulla diffusione si preferisce valutare l’entità dell’assorbimento prodotto dalla fase dispersa: si dice in tal senso che si effettua una misura turbidimetrica. Nella turbidimetria si misura l’intensità della luce trasmessa da una sospensione: possono essere usati i normali foto colorimetrici o spettrofotometri UV-VIS per la misura della trasmittanza percentuale o dell’assorbanza.

Non c’è pertanto bisogno di apparecchiature particolari per questa tecnica analitica. Uno schema semplificato di un turbidimetro è riportato in figura:

turbidimetria e nefelometria

Esso è costituito da:

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Author: Chimicamo

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