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Traccianti radioattivi: impiego analitico

il 19 Agosto 2012

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I traccianti radioattivi o marcatori radioattivi trovano largo e crescente impiego in molti campi analitici sia di tipo chimico sia in campo medico a fini diagnostici. Il pioniere degli studi dei traccianti radioattivi fu George Charles de Hevesy premio Nobel per la Chimica nel 1943.

Infatti, la facilitร  con cui puรฒ essere determinata la presenza di isotopi radioattivi e la precisione con cui puรฒ essere determinata la loro attivitร  anche a bassissimi livelli, offrono metodologie analitiche molto versatili.

Un problema analitico รจ costituito dalla determinazione quantitativa di una sostanza contenuta in una miscela complessa, insieme ad altre di composizione molto simile come, ad esempio un idrocarburo nel petrolio, o un amminoacido in un idrolizzato proteico.

Infatti, anche quando รจ disponibile qualche metodo di separazione e di purificazione della sostanza da analizzare, le perdite del composto che si incontrano impediscono una determinazione quantitativa.

Metodo della diluizione isotopica diretta

In questi casi si applica il metodo della diluizione isotopica direttaย  ย che consiste nellโ€™aggiungere al miscuglio, contenente la quantitร  x della sostanza A da determinare, una quantitร  nota g della stessa sostanza marcata avente attivitร  specifica aoย  essendo lโ€™attivitร  specifica lโ€™attivitร  per unitร  di massa e si esprime in unitร  quali le disintegrazioni al secondo per grammo, o per mole, in Curie per mole ecc.

A causa della presenza della sostanza inattiva in quantitร  x nel miscuglio, lโ€™attivitร  specifica di A, dopo completo mescolamento, decrescerร  al valore a1:

a1 = aoย  g/g + x

si procede a questo punto alla separazione e purificazione di A senza preoccuparsi di perdite di composto. Infatti le perdite interessano nello stesso modo le molecole radioattive che quelle inattive per cui lโ€™attivitร  specifica rimane costante.

Misurando lโ€™attivitร  specifica a1 del campione purificato, si puรฒ quindi risalire alla quantitร  x incognita di A nel miscuglio originario:

x = g ( ao โ€“ a1) / a1 = g ( ao/ a1ย  – 1)

Tale metodo trova largo impiego in chimica organica e biologica. Esso consente di utilizzare al massimo il potere risolutivo delle tecniche analitiche adoperate, eliminando gli inconvenienti connessi alla perdita di sostanza che inevitabilmente si verificano.

Lโ€™equazione sopra illustrata mostra, perรฒ, che se il rapporto ao/ a1ย  tende allโ€™unitร , ciรฒ che si verifica quando g โ‰ฅ x la precisione del metodo decresce.

Diluizione isotopica inversa

Si puรฒ allora utilizzare la diluizione isotopica inversa in cui la quantitร  sconosciuta y di una sostanza marcata B di cui sia nota lโ€™attivitร  specifica ao , viene diluita nel miscuglio che la contiene con una quantitร  nota m della stessa sostanza B inattiva. Dopo completo mescolamento, la sostanza B viene isolata e purificata e ne viene mostrata lโ€™attivitร  specifica a1. Si puรฒ cosรฌ risalire alla quantitร  sconosciuta y:

y = m ( a1/ ao – a1)

A prima vista il campo di applicazione della diluizione isotopica inversa sembra essere molto ristretto perchรฉ essa puรฒ individuare solo sostanze radioattive ad attivitร  specifica nota. In realtร  il campo di impiego รจ vastissimo perchรฉ esistono numerosi metodi per trasformare una sostanza inattiva in un derivato radioattivo ad attivitร  nota. Ad esempio un campione contenente una miscela di amminoacidi (idrolizzato proteico) puรฒ essere fatto reagire con un eccesso del cloruro dellโ€™acido p-131I-benzensolfonico, noto anche come cloruro di pipsile:

R-CH-NH2-COOH + 131I-Ph-SO2Cl โ†’ย  R-CH-NH-SO2-Ph-131-I โ€“COOH + HCl

In tal modo ogni amminoacido si trasforma nella corrispondente solfonammide. Dallโ€™attivitร  specifica nota del reattivo si puรฒ calcolare quella del derivato che cosรฌ potrร  essere analizzato mediante diluizione isotopica inversa.

Applicazioni dei traccianti radioattivi

I taccianti radioattivo sono una parte essenziale delle procedure diagnostiche mediche. In combinazione con dispositivi di imaging che registrano i raggi gamma emessi dall’interno, possono essere utilizzatiย  per studiare i processi dinamici che si svolgono in varie parti del corpo.

traccianti radioattivi in medicina
traccianti radioattivi in medicina

Utilizzando i traccianti radioattivi per la diagnosi, al paziente viene somministrata una sostanza radioattiva e l’attivitร  nell’organo puรฒ quindi essere studiata come immagine bidimensionale o, utilizzando la tomografia, come immagine tridimensionale. Le tecniche diagnostiche in medicina nucleare utilizzano traccianti radioattivi che emettono raggi gamma dall’interno del corpo.ย Questi traccianti sono generalmente isotopi di breve durata legati a composti chimici che consentono di esaminare specifici processi fisiologici.ย Possono essere somministrati per iniezione, inalazione o per via orale.

Unโ€™altra applicazione dei traccianti radioattivi consiste nella determinazione del peso molecolare dei polimeri. Si consideri un polimero di peso molecolare Mx caratterizzato dalla presenza di gruppi terminali in numero noto n, per unitร  polimerica capaci di reagire con un composto marcato, ad esempio:

HOCH2(OCH2)mOH + 2 14CH3I โ†’ 14CH3OCH2(OCH2)m14OCH3

In tal caso il peso molecolare incognito รจ dato da:

Mx = M1a1/ na2

Essendo M1 il peso molecolare del reattivo iniziale marcato e a1 la sua attivitร  specifica, mentre a2 รจ lโ€™attivitร  specifica del prodotto.

Il metodo trova applicazioni nello studio dei polimeri artificiali e dei biopolimeri e lโ€™impiego di reattivi marcati con isotopi a vita breve ne rende la sensibilitร  e lโ€™accuratezza di gran lunga superiori a quelle degli analoghi metodi che impiegano reattivi non marcati.

 

Autore

Chimicamo

Maurizia Gagliano, Dottore in Chimica e Docente. Massimiliano Balzano, Dottore in Scienza e Ingegneria dei Materiali.