Chimica Analitica

Titolazione del bianco

il 5 Aprile 2025

4 minutes di lettura
titolazione del bianco

Una titolazione del bianco è una titolazione in cui non è presente alcun analita, ed è utilizzato solo il solvente in assenza di analita. La titolazione è effettuata su una soluzione identica alla soluzione campione in relazione al volume, acidità, quantità di indicatore, ecc. ad eccezione del campione stesso.

Una titolazione del bianco è una strategia utilizzata nell’analisi quantitativa sia di tipo volumetrico che strumentale per correggere errori eseguendo una titolazione senza il campione al fine di tenere conto degli errori sistematici che possono verificarsi durante l’analisi.

Ad esempio, l’acqua deionizzata è leggermente acida, il che potrebbe influenzare i risultati delle titolazioni acido-base. Quindi, è necessario eseguire una titolazione del bianco per ottenere il volume di titolante basico necessario a neutralizzare gli ioni H3O+ presenti nell’acqua deionizzata.

Successivamente si esegue la titolazione, nelle stesse condizioni, in presenza dell’analita e si determina il punto finale. Al volume di titolante utilizzato va sottratto il volume utilizzato nella titolazione del bianco in modo da conoscere il volume di titolante che ha effettivamente reagito con l’analita.

Titolazione del bianco nel metodo di Mohr

La determinazione dei cloruri secondo il metodo di Mohr, dal nome del chimico tedesco Karl Friedrich Mohr,  può essere effettuata tramite titolazione argentometrica usando, come titolante, una soluzione standardizzata di nitrato di argento AgNO3. Ad un volume noto della soluzione da titolare contenente cloruri, quale indicatore, è aggiunto lo ione cromato in genere sotto forma di cromato di potassio.

determinazione dei cloruri
determinazione dei cloruri

Aggiungendo il titolante alla soluzione di cloruri precipiterà per primo il cloruro di argento che infatti è meno solubile del cromato di argento e quindi si verifica una precipitazione selettiva.

Quando tutto il cloruro di argento è precipitato in soluzione non sono più presenti ioni cloruro pertanto lo ione Ag+ formerà un precipitato rosso mattone con lo ione cromato presente nella soluzione. Tale precipitato  è costituito da cromato di argento Ag2CrO4 la cui comparsa indica che si è raggiunto il punto finale della titolazione.

Conoscendo il volume di nitrato di argento utilizzato nella titolazione e la sua molarità si possono calcolare le moli: Moli = molarità · volume (espresso in litri). Poiché il rapporto tra nitrato di argento e cloruro è di 1:1 si conoscono le moli di cloruro e, dal volume noto la concentrazione. Uno svantaggio del metodo di Mohr è che la titolazione può essere eseguita solo tra pH 7 e 10.

cloruro di argento
cloruro di argento

In ambienti acidi, infatti, il cromato viene convertito in acido cromico che non reagisce con gli ioni argento in eccesso. Quando il pH è inferiore a 7, lo ione cromato è protonato e la forma di acido cromico predomina nella soluzione.

Di conseguenza, in soluzioni più acide la concentrazione dello ione cromato è troppo bassa per produrre il precipitato al punto di equivalenza. Se il pH è superiore a 10, si forma un idrossido d’argento brunastro che maschera il punto finale. Un pH adatto è  ottenuto saturando la soluzione dell’analita con idrogenocarbonato di sodio.

Per visualizzare la formazione del cromato di argento è necessaria una titolazione del bianco di una soluzione non contenente ioni cloruro per determinare la quantità di ione argento necessaria a evidenziare la precipitazione del nitrato di argento.

Ad esempio la determinazione dei cloruri in una soluzione può essere effettuata nell’analisi dell’acqua di mare ma anche per determinare la quantità di una specie presente in una miscela contenente ioni cloruro.

cromato di argento
cromato di argento

Un campione da 0.320 g contenente KCl (m.m. = 74.6) viene solubilizzato in 50 mL di acqua e titolato con 16.7 mL di 0.100 M di nitrato di argento. Determinare il % m/m di KCl nel campione sapendo che, per la titolazione del bianco sono occorsi 0.5 mL di nitrato di argento

Volume di nitrato di argento necessario a precipitare il cloruro di argento = volume di nitrato di argento usato nella titolazione – volume del nitrato di argento usato nella titolazione del bianco

V = 16.7 – 0.5 = 16.2 mL

Moli di nitrato di argento = 0.100 mol/L · 0.0162 L = 0.00162 = moli di KCl
Massa di KCl = 0.00162 mol · 74.6 g/mol = 0.121 g
% m/m di KCl = 0.121 · 100/0.320 = 37.8 %

Chimicamo la chimica online perché tutto è chimica

Autore